INFORMAZIONIRoberta Ficorella |
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(Adnkronos) - Il colosso dell’elettronica mondiale, Samsung, ha ufficialmente presentato la nuova serie Galaxy S26, formalizzando il passaggio alla terza generazione di smartphone progettati attorno all'ecosistema Galaxy AI. I nuovi dispositivi Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra non si limitano a eseguire comandi, ma operano in modo proattivo per semplificare la gestione quotidiana di impegni, contenuti e comunicazioni. L'obiettivo dichiarato è rendere la tecnologia silenziosa e invisibile: il sistema gestisce autonomamente operazioni complesse, permettendo all'utente di focalizzarsi esclusivamente sul risultato finale. TM Roh, CEO di Samsung Electronics, ha sottolineato come l'orientamento del brand sia rivolto a un'AI naturale e senza sforzo: “Con la serie Galaxy S26 ci siamo concentrati nel rendere l’intelligenza artificiale naturale e senza sforzo, capace di lavorare silenziosamente in secondo piano così che le persone possano concentrarsi su ciò che conta davvero”. Il motore dell'esperienza prestazionale del Galaxy S26 Ultra è il potente e personalizzato chipset Snapdragon 8 Elite Gen 5 Mobile Platform for Galaxy. Questo processore garantisce un incremento del 19% nelle prestazioni della CPU e del 39% nella NPU, elemento fondamentale per supportare le funzionalità AI "always-on" senza rallentamenti nel multitasking. La potenza grafica, cresciuta del 24%, è favorita da una Vapor Chamber completamente riprogettata, che utilizza materiali termici avanzati, per distribuire e dissipare il calore lungo i lati del processore, assicurando stabilità anche durante lunghe sessioni di gaming intensivo o di acquisizione video ad alta risoluzione. Inoltre, la nuova tecnologia Ricarica ultrarapida 3.0 consente che venga raggiunto il 75% della ricarica della batteria in appena 30 minuti, riducendo così sensibilmente i tempi di inattività del dispositivo. Il comparto fotografico della serie S26 integra hardware ottico e intelligenza artificiale per rendere la creatività accessibile a ogni livello. Galaxy S26 Ultra introduce aperture focali più ampie che aumentano la cattura di luce del 47% sul sensore principale da 200 MP, migliorando sensibilmente la Nightography. A vantaggio degli utenti professionali, il dispositivo supporta il nuovo codec video APV (Advanced Professional Video), garantendo una compressione senza perdite visibili, ideale per i flussi di lavoro di post-produzione. L'integrazione di strumenti come Assistente foto permette di modificare le immagini tramite linguaggio naturale, trasformando ad esempio una scena diurna in notturna con un semplice prompt vocale o ricostruendo parti mancanti di un oggetto attraverso l'AI generativa. La serie Galaxy S26 segna un'evoluzione significativa nell'ecosistema mobile, trasformando l'intelligenza artificiale da semplice strumento a companion reattivo e discreto. Grazie agli strumenti della suite Assistente Foto e a Creative Studio, l'editing visivo diventa più che intuitivo: sarà infatti possibile modificare le immagini o cambiare outfit semplicemente descrivendo il risultato desiderato con un linguaggio naturale. L'AI, nel frattempo, opera in background anche nella gestione documentale, rimuovendo in modo del tutto autonomo imperfezioni da scansioni e ricevute. La vera rivoluzione risiede tuttavia nella proattività del sistema: attraverso le funzioni Now Nudge e Now Brief, lo smartphone suggerisce foto da condividere o rileva conflitti negli appuntamenti analizzando il contesto dei messaggi in arrivo. L'integrazione di assistenti come Bixby, Gemini e Perplexity permette inoltre di eseguire attività complesse in più fasi, dalla prenotazione di servizi alla ricerca multi-oggetto potenziata tramite “Cerchia e Cerca”, confermando un'esperienza d'uso che anticipa i bisogni dell'utente minimizzando l'intervento manuale. Una delle innovazioni più significative è il debutto assoluto del Privacy Display integrato sul modello Ultra. Questa nuova tecnologia hardware inibisce l'angolo di dispersione della luce dai singoli pixel, contenendo la visibilità laterale dello schermo senza richiedere l’utilizzo di eventuali pellicole aggiuntive. L'utente può attivare questa protezione ogniqualvolta sia necessario inserire password o accedere ad app sensibili. Sul fronte software, Samsung ha introdotto la crittografia post-quantistica (PQC) per i processi di sistema critici, rafforzando la resilienza del dispositivo contro le minacce informatiche future. Il sistema Knox Matrix assicura inoltre una protezione end-to-end tra tutti i dispositivi dell'ecosistema Galaxy, supportata da sette anni di aggiornamenti di sicurezza garantiti.
(Adnkronos) - Nasce un’alleanza strategica nel cuore del Mediterraneo per la salvaguardia e la valorizzazione del corallo. Il 25 febbraio 2026, la città di Torre del Greco ospiterà il workshop internazionale “Il corallo come ponte di cooperazione nel Mediterraneo”, un evento che riunirà istituzioni, centri di ricerca e imprese da Italia e Tunisia per definire una filiera del corallo etica, circolare e sostenibile. L’iniziativa culminerà con la firma di un Protocollo d’Intesa (MoU) volto a stabilire un nuovo modello di cooperazione transfrontaliera. L’evento si propone di affrontare le sfide cruciali che accomunano i Paesi del Mediterraneo: dal degrado degli ecosistemi marini causato dai cambiamenti climatici alla necessità di una maggiore tracciabilità del prodotto per contrastare la pesca illegale e tutelare i consumatori. Il workshop rappresenta una piattaforma per integrare la ricerca scientifica sulla mappatura dei fondali e il restauro degli habitat con le più avanzate tecnologie digitali, come la blockchain, per garantire trasparenza e sicurezza lungo tutta la catena del valore. Un momento centrale della giornata sarà la firma del Protocollo d’Intesa tra Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, Cluster Big (Blue Italian Growth), ForMare, Cluster Maritime Tunisien (Cmt), Instm – Institut National des Sciences et Technologies de la Mer e Stazione Zoologica Anton Dohrn. L’accordo formalizza l’impegno a collaborare su progetti di ricerca congiunti, programmi di formazione per artigiani e giovani, e lo sviluppo di standard condivisi per la pesca sostenibile e la commercializzazione responsabile. L’obiettivo è trasformare la protezione del corallo in un’opportunità di sviluppo per le economie costiere, promuovendo l’empowerment di donne e giovani e valorizzando un patrimonio culturale e artigianale unico al mondo.
(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.