INFORMAZIONIRoberta Crepaldi |
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(Adnkronos) - Donald Trump aumenta i dazi "con effetto immediato", e non più al 10% come aveva annunciato ieri ma al 15%. La mossa del presidente americano arriva all'indomani della sentenza della Corte Suprema Usa che ha bocciato le sue tariffe imposte al mondo. "Io, come Presidente degli Stati Uniti, aumento i dazi mondiali sui Paesi, molti dei quali hanno fregato per decenni gli Stati Uniti, senza alcuna punizione (fino a che non sono arrivato!) al 15 per cento, un livello pienamente consentito e testato legalmente", ha scritto Trump su Truth, "sulla base di una attenta, dettagliata e complessiva lettura del pronunciamento di ieri, ridicolo, scritto male e straordinariamente anti americano, dopo diversi mesi di contemplazione, della Corte Suprema americana". "Nei prossimi mesi, pochi, l'Amministrazione Trump determinerà e pubblicherà le tariffe nuove e legalmente autorizzate che consentiranno il proseguimento del processo di enorme successo del Maga", ha aggiunto Trump. Sempre su Truth il presidente degli Stati Uniti ha elogiato i tre giudici della Corte Suprema che ieri hanno votato in dissenso con la maggioranza sulla questione dei dazi. "Il mio nuovo eroe è il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Brett Kavanaugh e, certamente, i giudici Clarence Thomas e Samuel Alito. Non c'è alcun dubbio nella mente di nessuno che loro vogliano rendere di nuovo grande l'America", ha scritto Trump, citando il suo slogan elettorale 'Make America Great Again'. Si susseguono le reazioni dei leader. "Il veleno più grande per le economie dell'Europa e degli Stati Uniti è questa costante incertezza sui dazi. E questa incertezza deve finire", ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Merz intende avviare confronti con gli alleati europei per definire una risposta comune alle nuove tariffe statunitensi prima dell'incontro previsto con Trump a Washington. "Avremo una posizione europea molto chiara al riguardo perché la politica doganale è di competenza dell'Unione Europea e non dei singoli Stati membri", ha ricordato Merz intervistato dall'emittente Ard, in vista del suo viaggio a Washington previsto tra poco più di una settimana. "Esamineremo attentamente le conseguenze esatte, cosa si può fare e ci adatteremo", ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, commentando con i giornalisti al Salon International de l'Agriculture a Parigi i nuovi dazi globali al 15% annunciati da Trump all'indomani della sentenza della Corte Suprema. Sentenza che Macron non ha nascosto di aver accolto con un certo favore. Il capo dell'Eliseo ha infatti elogiato il sistema di controlli e contrappesi negli Stati Uniti e lo "stato di diritto", sostenendo che "è positivo che nelle democrazie esistano poteri e contro-poteri. Dovremmo accoglierlo con favore".
(Adnkronos) - "Dobbiamo convincerci che le donne hanno il privilegio di partorire, ma il dovere di educare i figli non può essere solo loro. La genitorialità è un diritto, ma il dovere non si può lasciare soltanto alle donne. Metterei una multa agli uomini che non si occupano della casa, perché non è giusto. È un problema di cultura". Sono le parole di Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, all’evento 'Progetto donna' promosso, oggi a Milano, dall’Ordine degli ingegneri della provincia meneghina. "Tengo molto a questa fotografia: lì c'è scritto 'È nata la Repubblica italiana'. Era il 6 giugno 1946 e io c’ero -spiega-. Ricordo di aver letto quel giornale e di aver pensato: 'Questo è davvero un cambiamento per noi’' perché era la prima volta che le donne potevano votare. Le donne ottennero il diritto di voto quarant’anni dopo uomini che, in molti casi, erano analfabeti. In quegli anni uomini che non sapevano né leggere né scrivere decidevano le sorti dell’Italia, mentre donne laureate non potevano farlo -sottolinea Ercoli Finzi-. Ricordo una frase attribuita a Giolitti: 'Dare il voto alle donne potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. Io credo che abbiano una capacità di vedere lontano che noi uomini non abbiamo'". "Il voto alle donne significava poter occupare posizioni decisionali. Oggi molte donne ricoprono incarichi importanti, anche come amministratrici delegate, ma spesso si tratta di aziende di famiglia -continua-. Esistono ancora politiche e sistemi per cui alle donne non viene riconosciuto ciò che meritano. Perché, quando scade una posizione apicale occupata da un uomo, si sostituisce con un altro uomo? Le donne sono ugualmente capaci. Alle ragazze dico: abbiamo diritti civili. Se non ci vengono riconosciuti, dobbiamo fare la rivoluzione", conclude Ercoli Finzi.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.