INFORMAZIONILargo Consumo (ed.: Editoriale Largo Consumo srl) Testate Specializzate in Comunicazione Ruolo: Giornalista, Media Relations and Social Media Specialist Settore HR e IT Area: Altro Robert Hassan |
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(Adnkronos) - Sono state acquisite le immagini delle telecamere di bordo del tram della linea 9 che nel pomeriggio di ieri, venerdì 27 febbraio, è deragliato a Milano, provocando due vittime e quarantotto feriti di cui tre ancora in terapia intensiva. I filmati, insieme a quelli presenti lungo viale Vittorio Veneto, saranno analizzati dagli investigatori per verificare la versione fornita dall’autista. Il conducente, ascoltato immediatamente dopo l’incidente, ha riferito di aver accusato un malore e di non essere riuscito ad azionare lo scambio, causando la deviazione improvvisa del mezzo. Il tram avrebbe così abbandonato la direzione naturale, curvando a sinistra ad alta velocità e terminando la sua corsa contro un palazzo all’angolo con via Lazzaretto. La pm Elisa Calanducci è in attesa degli atti dell’inchiesta, compreso il verbale dell’autista, la cui posizione è ora al vaglio della Procura di Milano. Tra i primi accertamenti che verranno disposti figurano le autopsie sui due passeggeri deceduti, sbalzati fuori dal tram a seguito dell’impatto, e una consulenza cinematica per ricostruire con precisione la dinamica del deragliamento. Formalmente il fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose non è stato ancora aperto, così come si attendono gli atti per poter disporre le autopsie per le due vittime, Ferdinando Favia, 59 anni, e Karim Touré, senegalese di 56 anni senza fissa dimora. Restano gravi le condizioni di alcuni feriti, ma nessuno risulterebbe in pericolo di vita. La pm di Milano Elisa Calanducci valuta di sentire la prossima settimana il conducente del tram. L'uomo, 60 anni, ieri ha fornito dichiarazioni spontanee alla Polizia locale, sostenendo di avere avuto un malore. Un'ipotesi a cui si cerca conferma nei dati oggettivi, come le immagini delle telecamere presenti sul tram della linea 9, ma soprattutto dal sistema di guida che registra diversi dati. La procura sta cercando di raccogliere tutti i dati sull'esatta durata della presunta corsa 'cieca' e saranno necessari più approfondimenti per capire l'esatta dinamica dell'incidente. Il primo punto da capire è quando il conducente ha avuto un malore e se dunque ha 'saltato' la fermata precedente per quello o perché priva di passeggeri in attesa o in discesa. Resta da capire perché, in caso di malore, non si è attiva il sistema di sicurezza. Il cosiddetto 'uomo morto' è un sistema automatico di monitoraggio che interviene frenando e fermando il mezzo quando il tranviere non risulta vigile o in grado di agire. Il sistema, spiega una fonte vicina all'azienda di trasporti Atm, è sempre attivo a velocità superiori dei 3 chilometri orari. Per dimostrare di essere vigile alla guida, il conducente deve premere il pulsante ogni 2,5 secondi. Se non lo fa, scatta un allarme sonoro. Se dopo altri 2,5 secondi dall’allarme il tranviere non preme il pulsante, il sistema di sicurezza fa scattare la frenata e l'arresto del mezzo in uno spazio adeguato che dipende dalla velocità di marcia. Nessun allarme sarebbe stato registrato dal sistema di bordo e, quindi, trasmesso alla centrale che avrebbe potuto far scattare il sistema automatico di monitoraggio (il cosiddetto ‘uomo morto’) che interviene frenando e fermando il mezzo Atm quando il tranviere non risulta vigile o in grado di agire alla guida. L’assenza di questo allarme sonoro, fornito da una fonte qualificata, costituirebbe un dato oggettivo e un elemento neutro rispetto al racconto del conducente. L’uomo, 60 anni, afferma di aver avuto un malore, ma nonostante il malessere potrebbe aver continuato a premere il comando manuale che certifica la presenza umana. "Mai vista così tanta gente qui di sabato". E' la prima impressione, a cui dà voce un barista di viale Vittorio Veneto a Milano, che si ha, tornando a 24 ore di distanza dall'incidente sul luogo in cui ieri pomeriggio un tram della linea 9 è deragliato. Folle di curiosi, complice il pomeriggio quasi primaverile e la vicinanza ai giardini pubblici, affollano l'angolo con via Lazzaretto, tanto che i vigili sono costretti a presidiare l'incrocio, per evitare che i tanti intenti a scattare foto del luogo del disastro finiscano per bloccare il traffico. Il soggetto più preso di mira è la vetrina del ristorante giapponese Robata Kan, completamente sventrata dal nuovissimo tramlink. Dietro ai cumuli di mattoni s'intravedono i tavoli già apparecchiati per la cena. Per fortuna nel locale, chiuso a pranzo, non c'erano clienti al momento dell'impatto. Incolumi i dipendenti all'interno. "Noi stiamo bene, non siamo le vittime", la rassicurazione pubblicata sui social del ristorante aperto da pochi mesi e ora "chiuso fino a data da destinarsi, a causa di un grave incidente tranviario". Ed è, oltre che alle vittime, al personale del ristorante che offriva - primo in Europa - il vero 'barbecue giapponese' che va il pensiero degli esercenti della zona. "Poverini, avevano aperto due mesi fa. Sono brava gente", dicono. Lo chef questo pomeriggio è tornato in zona. Tempo di un caffè e di uno sguardo ai cumuli di macerie all'ingresso del locale, superato lo choc di vedersi arrivare un tram contro. Nell'impatto devastante sono morte due persone. Per loro l'azienda di trasporto pubblico ha depositato oggi due mazzi di fiori bianchi, accompagnati da biglietti scritti a mano per esprimere 'il cordoglio di Atm', vicino alle rotaie, nel punto in cui il tramlink, che doveva andare dritto, ha invece svoltato a sinistra, deragliando. "Se non avesse saltato la fermata prima...", sussurra una donna. "Ha preso la rincorsa per andare dritto", ipotizza un curioso. "Forse non si è reso conto che doveva azionare lo scambio", improvvisa un altro passante. Conversazioni a mezza bocca, in un silenzio raccolto, interrotto dal rumore dei tram che da oggi hanno ripreso a circolare. "La sicurezza di passeggeri, conducenti e operatori del trasporto pubblico è una priorità costante dell’amministrazione. È un impegno quotidiano che coinvolge strutture tecniche e azienda di trasporto, con l’obiettivo di garantire standard elevati e la massima attenzione alla tutela delle persone" dichiara sui social l'assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, all'indomani del deragliamento di un tram della linea 9. "La nostra città è stata colpita da un evento drammatico che ha spezzato due vite e causato numerosi feriti. Alle famiglie delle vittime rivolgo il mio cordoglio più sincero e ai feriti un pensiero di vicinanza e augurio di pronta guarigione, a nome dell’amministrazione comunale di Milano", dice Censi, che ieri pomeriggio è accorsa sul luogo dell'incidente insieme al sindaco Giuseppe Sala "per seguire da vicino la gestione dell’emergenza e coordinare le prime verifiche". Per questo oggi ringrazia "gli operatori sanitari, la Protezione civile, gli agenti della Polizia locale e tutto il personale di Atm intervenuto con tempestività, professionalità e senso del dovere. In una situazione così complessa, il coordinamento dei soccorsi è stato fondamentale per assistere le persone coinvolte e mettere in sicurezza l’area". Ora però "è il momento di consentire agli inquirenti e ai tecnici incaricati di svolgere il proprio lavoro con serenità. Saranno le verifiche e le perizie a ricostruire con precisione la dinamica e le cause. Atm sta collaborando pienamente con l’autorità giudiziaria, fornendo ogni elemento utile agli accertamenti", assicura l'assessora, che in conclusione raccomanda: "In questo momento servono rispetto e senso delle istituzioni. Milano saprà affrontare anche questa prova con serietà e competenza".
(Adnkronos) - "Dividiamo in due grandi gruppi le nostre applicazioni di Intelligenza artificiale. Quelle che riguardano la salute e sicurezza del luogo di lavoro, ovvero tutto ciò che serve per la prevenzione e tutto ciò che viene prima che avvenga un infortunio. Su questo naturalmente noi ci concentriamo in maniera particolare, perché è evidente che cerchiamo di evitare che accadano gli incidenti. E poi ci sono le applicazioni dell'Intelligenza artificiale in ambito protesico e riabilitativo, quindi purtroppo quando l'incidente avviene; tutto ciò che noi possiamo fare per far sì che possano essere restituite delle condizioni accettabili di vita ai nostri assistiti". A dirlo Fabrizio D'Ascenzo, presidente Inail, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
(Adnkronos) - Nel contesto dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, evento che intreccia sport, sostenibilità e innovazione, Gruppo Saviola contribuisce all’arredamento delle foresterie dell’Alta Valtellina attraverso l’allestimento delle aree di accoglienza di Bormio, Livigno, San Rocco e Trepalle (in provincia di Sondrio), destinate al personale sanitario. Grazie all’utilizzo del 'Pannello Ecologico' - fa sapere l'azienda in una nota - prodotto al 100% da legno riciclato e interamente Made in Italy, l’interior design segue i principi dell’architettura sostenibile, privilegiando soluzioni progettate per essere riutilizzate al termine dei Giochi. Un approccio circolare che permette di prolungare la vita delle strutture, ridurre gli sprechi e valorizzare al massimo le risorse impiegate, in piena coerenza con la filosofia del Gruppo. L’allestimento degli ambienti abitativi è frutto della collaborazione di Gruppo Saviola con Missaglia Srl, realtà di Lissone (MB), responsabile dello sviluppo, della progettazione e dell’installazione degli spazi. Il progetto è poi stato realizzato da S75 Spa, produttore degli arredi realizzati, utilizzando i decorativi Saviola. L’impiego del legno rigenerato Saviola ha inoltre permesso di risparmiare 103 alberi. “Essere parte delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 rappresenta per noi non solo un orgoglio, ma anche una responsabilità. Portiamo nell’Alta Valtellina un modello di economia circolare e di upcycling che da oltre 30 anni guida le nostre scelte industriali. Sapere che anche dopo le olimpiadi resteranno disponibili ambienti realizzati con materiali sostenibili e di alta qualità italiana è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa collaborazione dimostra che la sostenibilità è sempre più un vantaggio competitivo: un’opportunità per creare valore, innovazione e bellezza”, dice Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola.