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(Adnkronos) - "La crisi in Medio Oriente" con i suoi effetti "investe direttamente la sicurezza, l’economia e gli interessi italiani ed europei. Una crisi complessa, certamente tra le più complesse negli ultimi decenni, che impone di agire con lucidità e serietà. Io mi auguro sinceramente che possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che, banalizzando, non aiuta nessuno a ragionare con profondità". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le sue comunicazioni in Senato per le sue comunicazioni sulla crisi iraniana e in vista del prossimo Consiglio europeo. "Il governo italiano è chiamato ad affrontare uno dei tornanti più complessi della storia recente, e preferiremmo non doverlo fare da soli - ha sottolineato quindi la premier - Intendo dire che è sempre auspicabile, nelle fasi più difficili della storia, che una nazione democratica come la nostra sappia compattarsi intorno alla difesa dei propri interessi nazionali". "Ma non lo dico per tentare di neutralizzare la voce dell’opposizione. Lo dico perché uno scenario come quello in cui ci troviamo impone alle classi dirigenti, a tutte le classi dirigenti, responsabilità, lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni alla rapidità degli eventi", ha rimarcato Meloni che "a nome del governo" ha espresso "ferma condanna per la strage delle bambine avvenuta nella scuola di Minab". "Qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare, come dimostra la presenza in Parlamento del ministro degli Esteri Tajani e del ministro della Difesa Crosetto per ben due volte in meno di una settimana, e la mia presenza qui oggi - ha aggiunto - Non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno un governo isolato in Europa, e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere su cittadini, famiglie e imprese". "Siamo di fronte a una evidente crisi del diritto internazionale e degli organismi multilaterali e al venir meno di un ordine mondiale condiviso. Si tratta di un processo in corso da tempo, ma che ha avuto, come ho già detto, un punto di svolta ben preciso, ovvero l'anomalia dell'invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, cioè proprio di quell'organismo che del diritto internazionale dovrebbe essere il primo garante", ha affermato ancora Meloni. "È in questo contesto di crisi strutturale del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano", ha quindi sottolineato. "Un intervento a cui, lo dico subito a scanso di ogni equivoco, l’Italia non prende parte e non intende prendere parte. Un’escalation militare che l’Italia si è invece impegnata, nei mesi scorsi, ad evitare, insieme a nazioni come l’Oman e il Qatar", ha precisato. "La destabilizzazione globale che ne è derivata - ha aggiunto la premier - ha avuto le sue ripercussioni anche in Medio Oriente, dove pure l'attuale conflittualità ha una data di inizio chiara e non è quella del 28 febbraio 2026, ma quella del 7 ottobre 2023. È l'attacco barbaro, folle al territorio israeliano da parte di Hamas, un attacco letale e sofisticato che è stato possibile anche grazie al sostegno finanziario, logistico e di equipaggiamento fornito dall'Iran a questo gruppo terroristico. Lo stesso sostegno che l'Iran ha fornito negli ultimi decenni a Hezbollah in Libano, a molteplici gruppi armati in Iraq e in Afghanistan, responsabili anche della morte di soldati italiani, agli Houti in Yemen, al regime di Assad in Siria e che si estende oltre i confini del Medio Oriente, se si considera che l'Iran fornisce alla Russia droni shahed, ovvero l'arma più utilizzata e più insidiosa nella campagna di aggressione alla popolazione civile in Ucraina. È questo il contesto di crisi attuale del sistema internazionale". Il governo sta "affrontando la crisi con estrema cautela, in stretto raccordo con i nostri partner europei e in costante contatto con i leader del Medio Oriente e del Golfo, mettendo in campo tutti gli strumenti necessari sul piano politico-diplomatico, su quello militare e della sicurezza, e su quello economico interno", ha sottolineato la premier aggiungendo: "Con il cancelliere Merz, il primo ministro Starmer e il presidente Macron abbiamo avuto modo di sentirci più volte, in questi giorni, per condividere le valutazioni sull’evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare. Siamo determinati a mantenere questo raccordo per calibrare tempestivamente le strategie comuni e non risparmiare alcuno sforzo, d’intesa con i partner regionali, nel favorire iniziative che riportino stabilità nell’area". "Dobbiamo lavorare sul piano diplomatico per verificare se, e quando, esistano i margini per un ritorno della diplomazia. Un obiettivo che, però, è sicuramente impossibile fino a quando l’Iran continuerà con i suoi attacchi ingiustificati verso i Paesi del Golfo e altri Paesi della regione. Ma intendiamo anche far sentire la nostra voce affinché, nel perdurare delle azioni militari di Usa e Israele, volte a neutralizzare la capacità bellica iraniana, venga preservata l’incolumità dei civili, a partire dai bambini", ha proseguito "Le basi concesse agli americani in Italia dipendono da accordi che risalgono al 1954 e che sono stati sempre aggiornati, da governi di ogni colore. Secondo quegli accordi, ci sono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni non cinetiche, che non comportano - semplificando - dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la competenza a decidere se concedere o meno quell’utilizzo spetterebbe - sempre in virtù di quegli accordi - al governo", ha ricordato. "Ma, su questo punto, ribadisco con chiarezza la posizione che il governo ha già espresso: la decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento. Allo stesso modo, e a scanso di equivoci, chiarisco che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta in questo senso. Così come ribadisco che noi non siamo in guerra, e non vogliamo entrare in guerra", ha evidenziato la presidente del Consiglio..
(Adnkronos) - Gestire la propria immagine social con i messaggi giusti e responsabili nonostante lo stress post-match, tra gol sbagliati e torti arbitrali. E farlo con un semplice click. E' l'innovazione per calciatori e calciatrici che arriva dall'app Seven AI, la prima intelligenza artificiale 'alimentata' grazie all'esperienza di grandi campioni del calcio, che viene in soccorso dei colleghi meno 'fortunati'. "Questa applicazione è dedicata a tutti quei calciatori che non sono dei 'big' e non possono permettersi un social media manager, e invece scaricando gratuitamente l'app ce l'hanno sempre 'in tasca' e questa è la grande magia", spiega ad Adnkronos/Labitalia l'ideatore dell'app Max Sardella, consulente e formatore, dal 2010 a fianco di centinaia di calciatori nella gestione della propria immagine social. "Io credo -continua- che la tecnologia si misura in base alle persone che serve, non agli utenti che gli servono. Con l'avvento dell'intelligenza artificiale mi sono fatto una domanda: come l'Ia può essere utile ai calciatori e alle calciatrici visto che io lavoro con loro?". E la risposta è arrivata con Seven Ai. "Ho capito -spiega Sardella- che non potevo investire nella tecnologia perché i grandi colossi non mi avrebbero lasciato spazio. E allora mi sono detto: investo nei contenuti. Come? Io faccio questo mestiere dal 2010 e con il mio staff abbiamo iniziato ad alimentare l'intelligenza artificiale con oltre 20.000 frasi. Poi con i ragazzi del mio staff mi sono detto: perché non chiediamo a grandi campioni del calcio di darci una mano, cioè a portare la loro esperienza nel comunicare in modo responsabile? Qui è arrivata la svolta con la prima intelligenza artificiale in Italia alimentata dai grandi campioni del calcio, una cosa che oggi nessuno fa", sottolinea Sardella. E c'è un aspetto anche sociale nella nuova app. "Ci siamo resi conto spiega Sardella- che l'intelligenza artificiale, oltre ad aiutare calciatrici e calciatori a comunicare in modo responsabile, è anche uno strumento che può aiutare i ragazzi disabili ad andare oltre ogni barriera. Oggi un ragazzo amputato con un click fa un testo, come anche un ragazzo con un ritardo mentale. Abbiamo parlato con 'Gli insuperabili' che sono una squadra molto importante di calcio e disabilità e c'hanno detto che l'app per loro è qualcosa di magico", sottolinea. Ma come funziona concretamente l'app? "E' molto semplice: scarichi l'app gratuita, l'applicazione ti chiede come è andata la partita e hai tre risposte: 'ho vinto', 'ho perso', 'ho pareggiato'. Magari scrivi 'ho vinto', ti chiede come hai giocato e tu scegli tra 'molto soddisfatto', 'soddisfatto', 'poco soddisfatto' e poi ti chiede che testo vuoi scrivere: semplice, professionale e motivazionale. Tu scegli la combinazione e in pochissimi secondi hai il tuo intervento da veicolare attraverso i social", spiega Sardella. Cosa la distingue da altri prodotti?"Velocità immediata -sottolinea Sardella- nella creazione del testo, il contenuto è pronto in pochi secondi, senza dover scrivere nulla.Zero stress dopo la partita. Sei stanco? Basta un tap. Il post lo pensa Seven, tu ti riposi. Progettata solo per il calcio: non è una IA generalista: Seven è allenata con prompt specifici sul calcio. Parla come un calciatore o una calciatrice. Il tono, le parole, le emozioni: è il tuo linguaggio, non quello di un robot. Nessun rischio di errori o frasi fuori luogo. Contesto, risultato e stile già preimpostati: tutto è sotto controllo. Sempre gratis, , senza sorprese. Nessun piano “Pro”, nessuna funzione a pagamento: tutto incluso", ribadisce Sardella. L'app, nata ad ottobre scorso, "siamo fiduciosi che per i primi di maggio andrà in maniera importante sul mercato, in questo momento la stiamo testando. Oggi abbiamo già tanti utenti che l'hanno scaricata l'app e siamo sempre dei feedback. Ma la cosa che più c'interessa è che oggi siamo tra i pochi che abbiamo investito sui contenuti e non sulla tecnologia. Chiaramente lo sviluppo futuro sarà quello di far diventare l'app 'mondo sport', oltre il solo calcio. In questa avventura mi aiutano Alessandro Florenzi, Davide Zappacosta e Lorenzo Pellegrini che sono soci di questa app perché anche loro hanno individuato uno strumento davvero utile per chi vuole comunicare in modo responsabile", conclude. E Alessandro Florenzi, ex-calciatore di Roma, Milan e Nazionale sottolinea, con Adnkronos/Labitalia, di aver deciso di deciso di investire in Seven AI "perché nasce da un’esigenza reale di chi vive il calcio ogni giorno. Oggi calciatori e calciatrici non sempre hanno il tempo o gli strumenti per comunicare nel modo giusto. Seven AI serve proprio a questo: dare una mano a raccontarsi in modo semplice e professionale. Può aiutare molto -sottolinea ancora- dopo una partita, perché trovare le parole giuste non è sempre facile. Avere uno strumento che supporta calciatori e calciatrici nel comunicare con equilibrio e consapevolezza può fare la differenza", continua. E Florenzi sottolinea che dal momento in cui ha iniziato a giocare ad oggi la cura dell’immagine dei calciatori "è cambiato davvero tanto. Quando ho iniziato, i social erano qualcosa di secondario. Oggi fanno parte della carriera di calciatori e calciatrici. L’immagine online è diventata importante, perché il rapporto con i tifosi passa anche da lì". E per l'ex-calciatore l’intelligenza artificiale, in conclusione, "può diventare un grande alleato. Non sostituisce la personalità di calciatori e calciatrici, ma li aiuta a comunicare meglio, a evitare errori e a gestire con più serenità la loro presenza online. Se usata bene, può rendere la comunicazione più semplice, veloce e anche più responsabile", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.