INFORMAZIONIRiccardo PorcuRegione Autonoma Sardegna Istituzioni e Pubblica Amministrazione Centrale Ruolo: Direttore Generale - Dirigente servizio AA.GG., Bilancio e Supporti Direzionali Area: Government & Public Affairs Management Riccardo Porcu |
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(Adnkronos) - "Sono felice di aprire la quinta edizione di LetExpo e lo faccio ringraziando le istituzioni, i partner, gli espositori e i relatori. Oggi qui si contano 550 espositori, il 10% in più rispetto al 2025, numeri che confermano questa fiera come punto di riferimento per il settore logistico e dei trasporti". Così Guido Grimaldi, presidente di Alis - Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile, alla giornata inaugurale dell’edizione 2026 di LetExpo, la kermesse punto di riferimento per i trasporti, la logistica, i servizi alle imprese e la sostenibilità , in svolgimento a Verona fino al 13 marzo. Poi spiega ancora: “Nata cinque anni fa come un progetto ambizioso, oggi LetExpo è una manifestazione di rilievo europeo, con una forte collaborazione con le Forze armate italiane e, per la prima volta, con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. A loro si aggiunge la presenza di numerose autorità nazionali ed europee, più giornalisti di spessore che moderano i dibattiti e che completano il quadro”. Entrando più nel dettaglio attuale, Grimaldi afferma: “Il contesto internazionale odierno evidenzia conflitti e tensioni in Medio Oriente, attacchi tra Usa, Israele ed Iran, ed un rischio importante per il traffico energetico nello Stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale; le conseguenze principali sono l’aumento dei costi energetici, l’aumento del prezzo del gasolio, e il deciso impatto su trasporti marittimi, aerei e sulla logistica globale”. Secondo Alis ci sono necessità specifiche: “Servono politiche europee coordinate su sicurezza, energia e infrastrutture, una valorizzazione della posizione strategica dell’Italia nel Mediterraneo, e una maggiore stabilità internazionale per sostenere commercio e logistica”. Nonostante le difficoltà, però, emergono segnali positivi per l’Italia. Lo stesso presidente di Alis spiega come il Belpaese sia tra i primi 6-7 esportatori al mondo e secondo in Europa solo alla Germania, con un export in rialzo che entro il 2027 toccherà quota 700 miliardi di euro; nel 2026 il Pil crescerà di circa +0,8%, mentre il record turistico nel 2025 è stato di 476 milioni di persone; bene il tasso di occupazione, è record con il 62,7%. Ma alla luce di questi discorsi e di queste cifre, qual è il ruolo della logistica e di Alis? “Alis rappresenta oltre 2500 aziende associate, 511 mila lavoratori, 160 miliardi di euro di fatturato aggregato, sostenendo così l’import-export, l’industria e generando occupazione”, sottolinea ancora Grimaldi. Non mancano, però, le criticità, che il numero uno di Alis segnala: “Il sistema EU Emissions Trading System (Ets) nel trasporto marittimo rischia di ridurre la competitività dei porti europei, spinge verso un aumento dei costi sia per imprese che per consumatori, e riporta inevitabilmente migliaia di camion sulle strade. Le proposte per ovviare a queste dinamiche sono quelle di reinvestire nel settore marittimo i proventi dell’Ets e di rafforzare gli incentivi all’intermodalità come Sea Modal Shift e Ferrobus con almeno 100 milioni di euro annui ciascuno”. Intanto l’evoluzione prosegue anche in questo settore. Digitalizzazione, automazione, intelligenza artificiale, sono elementi chiave nel progresso, un progresso che comunque abbraccia numerose opportunità di lavoro tra cui marittimi, autisti di mezzi pesanti, operatori di bordo, controllori di volo, tecnici e specialisti digitali. Poi conclude: “Questa fiera crea connessioni tra imprese, istituzioni, territori e giovani, ponendo attenzione anche sul sociale con il padiglione dedicato al terzo settore. Per me guidare Alis è un grande onore ma anche una responsabilità consapevole del fatto che il futuro del settore dipende dalla collaborazione tra imprese, istituzioni e lavoratori, ecco che allora LetExpo diventa un luogo ancora più essenziale dove poter costruire insieme innovazione, sostenibilità e competitività”.
(Adnkronos) - "L'effetto immediato" della guerra tra Iran e Israele-Usa "che stiamo vedendo tutti in questi giorni è legato all'aumento dei prezzi dei combustibili fossili, del petrolio, del gnl e del gas. Questa è una cosa che vediamo subito e che i governi di tutto il mondo stanno cercando di affrontare. Ma il rischio è che sia poi una conseguenza che immediatamente non è rilevata, ma che apparirà più nel lungo periodo con il perdurare della limitazione delle navi che possono navigare nello stretto di Hormuz. Dallo Stretto passa gran parte del materiale minerario, diretto verso l'Asia, che serve per fare i fertilizzanti e tutto quello che serve per l'agricoltura. Con un gran rallentamento o un blocco di questi trasporti rischiamo di avere un aumento dei costi delle materie prime, soprattutto dell'agroindustria. Di conseguenza un aumento dei prezzi dei beni alimentari. E' una bomba a orologeria che rischia di scoppiare tra pochi mesi colpendo in modo molto forte le famiglie". E' l'allarme che, intervistato da Adnkronos/Labitalia, lancia Giulio Sapelli, economista, storico e dirigente d'azienda italiano, sulle possibili conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente. E a rischiare un brusco aumento dei prezzi a causa delle limitazioni nello Stretto di Hormuz, sottolinea Sapelli, non sono solo i beni alimentari. "Pensiamo alle plastiche, o anche a tutte le infrastrutture che hanno delle molecole che vengono soprattutto prodotte utilizzando o il petrolio o altri minerali che provengono da quelle rotte", aggiunge. E sulla possibilità allo studio del governo italiano di agire sulle accise dei carburanti Sapelli è secco. "Intervenire sulle accise? Si va bene, ma è un palliativo. Si deve lavorare con la diplomazia per fare finire la guerra o comunque sperare che il regime di Teheran cada e il conflitto termini", sottolinea. Secondo Sapelli, non basta "agire in casa propria con le accise, che si può anche fare, perchè abbiamo unificato l'economia, abbiamo centralizzato il capitalismo, le filiere produttive sono ormai internazionali". "Quindi bisogna operare diplomaticamente -aggiunge Sapelli- perché la guerra finisca, quindi sperare che l'attacco, che è anche sacrosanto, fatto da Israele e dagli Stati Uniti contro un regime che aveva la bomba atomica, fanatico e che era un pericolo per tutto il Medio Oriente, porti alla fine del regime", aggiunge. A livello diplomatico, secondo Sapelli, "è molto importante che la Cina stia ancora, 'distante', a differenza dei russi che si sono impegnati in modo chiaro al sostegno dell'Iran. I cinesi sono anche guardinghi e tutti i paesi del Golfo sanno che non devono colpire troppo la Cina perché vedono che la Cina potrebbe avere una funzione di acceleratore della disgregazione dell'Iran". "Quindi bisogna agire intelligentemente, non facendo propaganda, ma facendo politica", aggiunge. Dubbi da parte di Sapelli sul possibile ruolo dell'Ue. "L'Ue ormai non fa più politica da anni. La guerra contro l'Iran un'occasione per un nuovo ruolo dell'Ue anche a livello diplomatico? Certamente, ma bisogna avere del cervello. E invece in Europa ognuno fa per il suo conto. Basta vedere le iniziative di Macron, vengono fuori i vecchi nazionalismi. Anche l'illusione di armarsi: per avere un esercito europeo bisogna avere una strategia, una mentalità. E' molto più utile e intelligente a rafforzare la Nato adesso, è immediato. Ma purtroppo, invece, c'è una crisi dei governi ma anche dei tecnocrati e di chi viene mandato al Parlamento europeo. Quindi è molto difficile, anche in mancanza di una generazione di statisti, fare qualcosa", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Il Gruppo Dolomiti Energia partecipa alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo a Rimini, appuntamento di riferimento per le tecnologie legate alla transizione energetica, segnando un momento di svolta nella propria narrazione aziendale. Per la prima volta, la società presenta in fiera la sua nuova identità di brand, una tappa fondamentale del Piano Strategico ideata per accompagnare lo sviluppo del gruppo e rendere più riconoscibile il racconto del proprio futuro industriale. Al centro di questa evoluzione si trova il nuovo payoff, ‘Rinnovabili, integrati, indipendenti’, che sintetizza i pilastri operativi della società. (Video) "Il nuovo payoff di Dolomiti Energia sintetizza qual è la visione del nostro piano strategico - spiega il ceo del gruppo, Stefano Granella - Un piano che si fonda sulle rinnovabili. Siamo il primo operatore di sola produzione di energie rinnovabili tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico con oltre 1800 megawatt di capacità installata". La solidità della proposta si basa su una struttura che controlla l'intera catena del valore. "Siamo integrati perché accanto alla generazione abbiamo la vendita: contiamo circa 800mila clienti, quindi siamo in grado, da un lato, di produrre e, dall'altro, di vendere in maniera integrata". Questa configurazione permette di offrire una risposta concreta alle oscillazioni dei prezzi che caratterizzano l'attuale scenario energetico: "Siamo indipendenti perché riteniamo che, proprio grazie alla nostra generazione da rinnovabili, siamo in grado di proporre ai nostri clienti delle offerte fisse a lungo termine che possano proteggerli e renderli indipendenti dalle fluttuazioni di mercato", osserva Granella. Il percorso di rebranding riflette dunque una precisa volontà di investimento e un posizionamento distintivo rispetto agli altri attori del settore. "Il nuovo rebranding si focalizza sulle nostre caratteristiche - fa sapere il ceo - è una scelta coerente con quanto fatto nel piano, ovvero investire di nuovo sulle rinnovabili triplicando il volume degli investimenti rispetto agli ultimi due anni, per dare il nostro contributo all'indipendenza e all'autonomia energetica del Paese". In un quadro geopolitico complesso, l'azienda ribadisce il proprio impegno: "Ogni giorno ci impegniamo ad accelerare la transizione energetica del Paese, con la nostra competenza industriale e la nostra solidità nel campo delle rinnovabili - afferma Granella - Integriamo infrastrutture e servizi per offrire alla nostra community green, in tutta Italia, strumenti che permettano di proteggersi dall'instabilità dei mercati e di compiere scelte sostenibili con semplicità e consapevolezza".