(Adnkronos) - Shelly Kittleson, la giornalista americana che collabora anche con testate italiane, è stata rilasciata oggi, una settimana dopo essere stata rapita a Baghdad. Lo hanno detto fonti della milizia Kataeb Hezbollah e lo hanno confermato al New York Times due fonti della sicurezza irachena, secondo cui la giornalista è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni miliziani che erano detenuti. "Riconoscendo le posizioni nazionali del primo ministro uscente, abbiamo deciso di rilasciare l'imputata americana Shelly Kittleson, a condizione che lasci immediatamente il Paese", ha dichiarato in un breve comunicato Abu Mujahid al-Assaf, un funzionario della sicurezza di Kataeb Hezbollah, annunciando la liberazione della reporter. Kittleson, rapita il 31 marzo scorso a Baghadad, nei pressi dell'Hotel Palestine, da anni lavora nella capitale irachena e scrive per diversi media media statunitensi e anche italiani, tra i quali Al-Monitor, The National, Foreign Policy e il Foglio per il quale ha scritto l'articolo 'Il prezzo della neutralità curda. Gli attacchi nel Kurdistan iracheno'.
(Adnkronos) - Le tensioni geopolitiche internazionali e i loro riflessi su energia, materie prime e costi di produzione stanno riaprendo una fase di incertezza economica che può incidere negativamente sulla crescita, sulla domanda interna e sulla fiducia di famiglie e imprese. “In questo contesto – dichiara Marco Ballarè, presidente di Manageritalia – torna centrale il tema della tutela del potere d’acquisto di chi lavora e di chi percepisce una pensione costruita su una storia contributiva piena. Se la pressione inflattiva si prolunga, il rischio è una progressiva riduzione del valore reale di retribuzioni e pensioni, con effetti che vanno oltre la sfera individuale e toccano consumi, stabilità sociale e capacità di crescita del Paese”. Manageritalia sottolinea in particolare la necessità di prestare attenzione a tre aspetti. Il primo riguarda i redditi da lavoro, che possono essere erosi non solo dall’aumento dei prezzi, ma anche da meccanismi fiscali che, in assenza di adeguamenti coerenti, riducono nel tempo il beneficio reale degli incrementi retributivi. Il secondo riguarda le pensioni, il cui valore reale rischia di indebolirsi progressivamente quando i meccanismi di rivalutazione non riescono a accompagnare in modo equilibrato l’andamento dell’inflazione. Il terzo riguarda il ruolo del welfare contrattuale e bilaterale, che rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti per aiutare le persone a fronteggiare l’aumento dei costi legati alla sanità, all’assistenza e alla previdenza. Per Manageritalia è quindi opportuno aprire una riflessione su strumenti automatici, stabili e strutturali, capaci di accompagnare nel tempo la tutela del potere d’acquisto, evitando di affidarsi esclusivamente a misure temporanee o emergenziali. “Difendere il valore reale del lavoro qualificato e delle pensioni – prosegue Ballarè – non significa soltanto tutelare singole categorie, ma rafforzare la tenuta complessiva del sistema economico. Dove si indebolisce il potere d’acquisto, si indeboliscono anche i consumi, la fiducia e la stessa dinamica della crescita”. Manageritalia richiama inoltre l’importanza di un impegno forte anche in sede europea per sostenere investimenti comuni, rafforzare la competitività del sistema produttivo e accompagnare con strumenti adeguati le transizioni economiche, energetiche e industriali che i Paesi membri sono chiamati ad affrontare. In questa fase, conclude Manageritalia, è essenziale consolidare un quadro di regole e strumenti che sappia dare continuità alla tutela dei redditi, sostenere la domanda interna e preservare le condizioni per una crescita più solida e duratura.
(Adnkronos) - Assilea ha presentato oggi a Roma, presso la propria sede, i risultati della Survey annuale 2025 sulla sostenibilità nell’industria del leasing, che offre una fotografia della situazione e anche una lettura dinamica della sua evoluzione. A partire dai dati emersi, si è sviluppato un dibattito sull’integrazione dei fattori Esg e un confronto più ampio sul settore bancario. Il 2025 rappresenta un anno di consolidamento per le società di leasing coinvolte nell’indagine: il 73,1% ha definito gli obiettivi Esg all’interno della strategia commerciale ed economico-finanziaria e il 59,6% delle azioni pianificate per l’integrazione Esg risulta completato, mentre il 25% è in corso di attuazione. Le iniziative riguardano principalmente la governance, il modello di business e la strategia, l’organizzazione e i processi, il risk management e l’informativa al mercato, in coerenza con le aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali della Banca d’Italia. La mappatura dei fattori di rischio Esg delle nuove operazioni di leasing, propedeutica ad altre azioni attuative dell’integrazione, è effettuata da quasi la metà delle società (46,2%) e per la grandissima parte dei casi riguarda sia il bene, sia il cliente. Il 61,5% delle società include le caratteristiche Esg nell’offerta di prodotti, dato raddoppiato nel biennio, tra cui spiccano le basse emissioni di CO2 e il risparmio energetico. Più che raddoppiata la capacità di misurare l’impatto Esg dei prodotti, che passa dall’8% al 19,2%, e tuttavia rimane limitata dall’indisponibilità di dati sul bene. Proprio per sostenere le attività delle associate, Assilea nel corso dell’anno avvierà il modulo 'Bdcr Beni', il servizio della Banca Dati Centrale Rischi Leasing dell’Associazione che fornirà indicazioni sugli impatti climatico-ambientali dei beni, con informazioni utili sia nella fase precontrattuale, sia in quella successiva. In un biennio sono invece quasi triplicate le società che sono in grado di rilevare i dati sulla sostenibilità dei clienti, passando dall’8,7% del 2023 al 23,1% del 2025. La metà dichiara che questa attività è un obiettivo da raggiungere nel breve e medio periodo. Sul piano organizzativo, prevalgono i modelli ibridi (61,5%), costituiti da una figura come il Sustainability manager con il compito di interagire con le altre funzioni, seguiti da quelli accentrati (30,8%). Il 69,2% delle società ha integrato i fattori Esg nei processi di controllo interno e oltre la metà include obiettivi Esg nei sistemi incentivanti per il management dell’azienda. In aumento anche l’attenzione ai rischi: il 46,2% valuta i fattori Esg nelle nuove operazioni e il 53,8% monitora l’esposizione ai rischi climatico-ambientali. Permangono tuttavia alcune criticità, in particolare la maggior parte delle società (61,5%) non pubblica un report di sostenibilità autonomo, contribuendo invece a quello del gruppo di appartenenza. L’indagine ha coinvolto 26 società, rappresentative dell’82% dello stock dei contratti di leasing al 31 dicembre 2024. “Il leasing sta giocando un ruolo determinante nel tradurre gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti per la modernizzazione e la competitività del Paese, grazie soprattutto alla sua capacità di sostenere gli investimenti delle Pmi e al suo contributo nel promuovere un’economia più sostenibile, favorendo e accelerando l’adozione e l’utilizzo di tecnologie innovative e green, a più bassa emissione di CO2, in tutte le categorie di beni - ha commentato Giuseppe Schlitzer, direttore generale Assilea - I dati della nostra survey confermano che il leasing non è solo uno strumento di finanziamento, ma un vero e proprio partner capace di accompagnare le imprese verso modelli di business sempre più responsabili e trasparenti”.