INFORMAZIONIRenato AllodiChi è: Dal 1980 mi occupo del settore del terziario avanzato TLC / ICT |
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(Adnkronos) - Il countdown è iniziato: manca solo un mese all’avvio della nuova stagione di Mirabilandia. Dopo un 2025 ricco di successi, il Parco divertimenti più grande d’Italia si prepara ad accogliere gli ospiti, da giovedì 2 aprile alle ore 10.30, con un’offerta coinvolgente, premiata dalla critica e amata dal pubblico. La stagione 2026 di Mirabilandia si apre nel segno dell’eccellenza grazie a due importanti riconoscimenti ottenuti ai recenti Parksmania Awards, conosciuti come Oscar dei parchi divertimento: Nickelodeon Land premiata come “Miglior Nuova Attrazione Family”, e lo spettacolo Pinocchio che ha conquistato il titolo di “Miglior Show Indoor”. Due premi che confermano la capacità del Parco di rinnovarsi costantemente, offrendo esperienze immersive e di qualità per un pubblico sempre più ampio e trasversale. A questi si aggiunge il premio di Tiqets Remarkable Vanue Awards che ha incoronato Mirabilandia come “Best Family Experience”, riconoscendo il parco come una meta privilegiata per le famiglie in cerca di esperienze uniche e coinvolgenti con un’offerta adatta a tutte le età. In questo clima di entusiasmo, la stagione si preannuncia ricca di emozioni e di novità. Il Parco per la prima volta accende i riflettori sul K-Pop, la Korean popular music nata in Corea del Sud e diventata ormai un fenomeno culturale globale. Tra sonorità pop e coreografie coinvolgenti, il nuovo show K-POP, Un nuovo universo porta in scena musica, moda e passione. Protagonista è Jiroo, uno studente diciannovenne che sogna di diventare un Idol K-pop: tra sogni a occhi aperti e il sostegno inaspettato delle sue inseparabili amiche guerriere, il desiderio di calcare il palco davanti a una folla in delirio potrebbe finalmente trasformarsi in realtà. Al Coca-Cola Theatre torna con grande orgoglio il super premiato show Pinocchio, il musical con musica dal vivo che rilegge il classico in chiave futuristica: il celebre burattino diventa un robot umanoide connesso a Internet, creato da visionari scienziati. Una produzione sorprendente e contemporanea, capace di fondere tecnologia, emozione e spettacolarità, offrendo al pubblico un’esperienza moderna all’interno del Parco. Il palinsesto 2026 propone inoltre spettacoli, parate e show in diverse aree. Tra i protagonisti indiscussi della stagione ci sarà Nickelodeon Land, l’area tematica di 25.000 mq dedicata a famiglie, bambini e giovani adulti, dove vivere avventure insieme a SpongeBob, Patrick, le Tartarughe Ninja, Dora e la PAW Patrol grazie a 10 attrazioni, 3 punti ristoro a tema, 2 aree meet&greet e uno shop tematizzato. Immancabile l’appuntamento nella stunt arena con Hot Wheels City – La nuova sfida, con il loop mobile più alto mai realizzato in un parco divertimenti (15 metri). Nuove sfide su due e quattro ruote per il più acclamato stunt show d'Europa che continua ad emozionare il pubblico dopo oltre 20 anni dalla prima performance. Per una foto ricordo, tanti anche i momenti Meet&Greet per incontrare i personaggi più amati. Mentre gli amanti dell’adrenalina troveranno pane per i loro denti con le iconiche attrazioni da Guinness come iSpeed, Katun e Divertical. «Siamo pronti per la stagione 2026 forti dei grandi successi di pubblico e critica registrati lo scorso anno, dichiara Sabrina Mangia, Managing Director di Mirabilandia. I riconoscimenti ricevuti rappresentano per noi una conferma importante: premiano la visione strategica, la qualità dell’intrattenimento e la volontà di investire in contenuti originali e innovativi. Continueremo a lavorare per offrire ai nostri ospiti esperienze sempre più immersive e memorabili. E anche per quest’anno non mancheranno le novità!». La stagione 2026 di Mirabilandia si concluderà domenica 1° novembre, pronta a regalare sette mesi di divertimento, spettacolo e grandi emozioni.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale è già dentro le nostre fabbriche. Io ne sono entusiasta, sono convinto che migliorerà al meglio non solo il lavoro ma la vita di tutti noi. Io credo che sia un'ottima occasione per l'Italia e l'Europa per mantenere i livelli di occupazione che abbiamo avuto finora. Dovremo vedere come fare per avere la migliore applicazione possibile. Cosa dobbiamo fare? Innovazione, innovazione, innovazione". Lo ha detto Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e in corso a Roma. Marchesini ha sottolineato: "Oggi ho sentito parlare molto più di rischi che di opportunità. Ma la forza di questa tecnologia è talmente grande che non possiamo assolutamente trascurarla né pensare di ostacolare l'applicazione dell'intelligenza artificiale. Anzi, dobbiamo trovare tutti i modi possibili per favorirla, tenendo presente ovviamente che ci saranno delle problematiche di tipo individuale che dovremo risolvere in maniera collettiva naturalmente", ha sottolineato. Per il vice presidente di Confindustria centrale sarà la formazione. "L'intelligenza artificiale -ha detto- non è un sostitutore di lavoro, ma un potenziatore di lavoro. Dobbiamo tenere presente la struttura industriale del nostro Paese, che è composta soprattutto di piccolissime imprese. Quindi, ben lontani da ostacolarla, dobbiamo, tenendo conto evidentemente delle problematiche che possono insorgere, incentivare l'applicazione dell'Ia. Chiaramente c'è un compito anche delle parti sociali in tutto questo, che è di osservare quello che succede, di prevenire e risolvere gli eventuali problemi", conclude.
(Adnkronos) - Mense scolastiche e ristorazione collettiva: la riduzione dello spreco passa dalla pianificazione, dal digitale e da nuovi criteri negli appalti. Questi i temi al centro del convegno che si è svolto oggi a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, su iniziativa dell’onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria Legge 166/16 antispreco. Promosso da PlanEat, l’incontro ha messo in evidenza l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per raggiungere un cambiamento sostanziale; in particolare è stato individuato come obiettivo strategico quello di introdurre nei capitolati delle gare d'appalto modalità specifiche per il raggiungimento dei Cam (criteri ambientali minimi), tra cui quegli strumenti innovativi e digitali che consentono sia il monitoraggio dello spreco sia un’effettiva prevenzione. Nel corso dell’incontro è stato ricordato che nelle scuole italiane vengono serviti ogni giorno circa tre milioni di pasti, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie; una quota rilevante di questo cibo non viene consumata, con una stima di spreco intorno al 30%. È stato inoltre evidenziato che, in assenza di sistemi di monitoraggio strutturati e omogenei, risulta ancora difficile disporre di dati puntuali, rendendo sempre più urgente l’adozione di strumenti capaci di misurare e prevenire il fenomeno. “A dieci anni dalla Legge 166, che ha permesso di intervenire sulle eccedenze alimentari a valle, è il momento di rafforzare le politiche pubbliche orientando sempre più il percorso verso la prevenzione dello spreco a monte, in particolare nei servizi scolastici. Strumenti come gli appalti pre-commerciali e l’innovazione digitale possono aiutare le amministrazioni a definire capitolati più puntuali sul raggiungimento dei Cam e a spostare l’attenzione dal solo criterio del prezzo alla misurazione degli impatti ambientali e sociali”, ha dichiarato l’onorevole Maria Chiara Gadda, vicepresidente della commissione agricoltura e prima firmataria Legge 166/16 antispreco. PlanEat ha portato al tavolo l’esperienza maturata nella pianificazione digitale dei pasti e nell’analisi dei consumi nella ristorazione collettiva, mostrando come l’utilizzo di strumenti digitali possa affiancare i percorsi di educazione alimentare, migliorare la programmazione del servizio e contribuire alla prevenzione strutturale dello spreco. In questo contesto è stato presentato il progetto pilota PlanEat Scuole, realizzato in una mensa scolastica della provincia di Pavia, che nella seconda parte dell’anno scolastico 2024-2025 ha introdotto la scelta anticipata del pasto e un sistema di pianificazione basato sui dati, evidenziando risultati positivi e dimostrando come innovazione organizzativa ed educativa possano rafforzarsi reciprocamente. “Oggi il modello di riferimento nella ristorazione scolastica è quello del menu standard, una sola proposta senza variazioni, che finisce per allontanare l’alunno dal servizio che si ritrova a subire e non a scegliere rendendo così lo spreco un elemento implicito del sistema - spiega Nicola Lamberti, Ceo e co-Founder di PlanEat - Noi attraverso la pianificazione digitale e l’anticipazione della scelta da parte di studenti e famiglie siamo riusciti a imprimere un cambiamento profondo, riducendo gli scarti e rafforzando il valore educativo del servizio. Per questo siamo qui a proporre che nei capitolati pubblici vengano introdotti strumenti che permettano la riduzione dell’esubero e quindi dello spreco a monte garantendo così un grande beneficio ambientale unito ad un risparmio economico che potrebbe essere reinvestito in aumento della qualità. Insomma, una soluzione in cui vincono tutti: alunni, enti locali, ristoratori e ambiente”. “L’adozione dei Criteri Ambientali Minimi (Cam) nella ristorazione collettiva ha generato criticità operative ed economiche. L'eccessiva rigidità del Decreto del 2020 ha imposto quote di prodotti biologici spesso irreperibili sul mercato, causando un aumento dei costi troppo spesso non riconosciuto dalle stazioni appaltanti. Tale rigidità, a seguito di un proficuo confronto, è stata parzialmente stemperata con la recente circolare, da noi richiesta, emanata dal Mase nel settembre 2025. Resta però necessario un cambio di paradigma: bisogna superare, con uno sforzo condiviso di tutti i soggetti coinvolti, la cultura della spending review che ancora domina il settore dei servizi essenziali per garantire invece la massima qualità del servizio, assicurando una corretta valorizzazione degli investimenti in sostenibilità in cui le imprese da tempo sono impegnate, ma che troppo spesso vengano dati per scontati. Per questi motivi si rende necessaria una revisione dei Cam di settore”, sottolinea Daniele Branca, responsabile Ufficio Legislativo e del Lavoro di Legacoop Produzione e Servizi. “I Comuni hanno un ruolo decisivo nella lotta allo spreco alimentare, a partire dalla mensa scolastica, che è uno dei servizi pubblici più strategici e presenti nel quotidiano, riconoscibili dai cittadini di ogni età: non un servizio accessorio, ma un laboratorio concreto di sostenibilità - commenta Giovanni Gostoli, direttore generale Rete dei Comuni Sostenibili - Ridurre lo spreco significa ripensare la ristorazione scolastica come una politica pubblica capace di unire ambiente, salute, educazione e sviluppo locale. Quando la mensa viene gestita con logiche di massimo ribasso, aumentano gli scarti e diminuisce la qualità. Al contrario, investire in una mensa sostenibile migliora i pasti, valorizza prodotti locali e filiere corte, monitora le eccedenze e coinvolge studenti, famiglie e comunità educante, permettendo di offrire un servizio pubblico di qualità. La Rete dei Comuni Sostenibili sensibilizza e affianca questo percorso con partnership qualificate, supporto tecnico e monitoraggio delle politiche locali, promuovendo buone pratiche replicabili e destinate a incidere realmente sulla vita quotidiana delle persone e delle comunità”. Carola Ricci, Professor of International Law, Rector's Delegate for Africa and coordinating figure for International Cooperation spiega: “La recente direttiva europea 2025/1892 richiede agli Stati membri di prevenire e ridurre in modo significativo lo spreco alimentare, soprattutto a livello di distribuzione e consumo domestico, per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Da ciò deriva l'urgenza di potenziare gli strumenti di prevenzione e, parallelamente, di adottate delle metriche uniformi facilmente misurabili su tutto il territorio nazionale. Un'analisi delle buone pratiche conferma inoltre che inserire dei meccanismi premiali incentiva la prevenzione e aumenta pratiche di economia circolare, soprattutto quando condivise tra i vari stakeholders (come dimostrato dal successo della legge Gadda). In particolare, per il settore delle mense scolastiche sarebbe auspicabile che il policy maker premiasse chi sia in grado di attuare modelli gestionali che effettivamente permettano di assicurare una dieta equilibrata e sostenibile per tutta la filiera, prevedendo percorsi educativi per personale e famiglie oltre che per i giovani consumatori finali, magari ricorrendo a nuove tecnologie digitali di facile utilizzo”.