Raffaella SalatoChi è: Responsabile Comunicazione e Relazioni esterne della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo, appartenente al gruppo Fondazione Roma, con delega per la Promozione della cultura al Sud |
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(Adnkronos) - Il trattamento di prima linea con l’inibitore del recettore degli androgeni (Ari) enzalutamide in combinazione con radio-223 dicloruro determina un beneficio significativo in termini di sopravvivenza globale (Os), riducendo il rischio di morte del 24% rispetto al solo enzalutamide negli uomini con carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCrpc) e metastasi ossee. Sono i risultati finali dello studio di Fase III Peace-3 - riporta una nota - presentati in una sessione orale all’American Society of Clinical Oncology Genitourinary Cancers Symposium (Asco GU) 2026 (Oral astract #15 del 26 febbraio 2026) e pubblicati contemporaneamente su ‘Annals of Oncology’. “Nonostante i recenti progressi nella cura del carcinoma prostatico, molti uomini con tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione e metastasi ossee continuano a fare i conti con una prognosi sfavorevole e con un alto rischio di progressione della malattia”, ha spiegato Franco Nolè, direttore dell’Oncologia medica Urogenitale e cervico facciale dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, sperimentatore e autore dell’articolo dello studio Eortc 1333/Peace-3 pubblicato in Annals of Oncology. “I risultati di Peace-3 mostrano che iniziare enzalutamide in combinazione con radio-223 dicloruro, assieme alle strategie terapeutiche che proteggono la salute dell’osso, può aiutare i pazienti a vivere più a lungo, supportandoli a preservare la funzionalità e conservare la propria indipendenza più a lungo”. Al momento dell’analisi finale della sopravvivenza globale (Os) - riferisce la nota - gli uomini trattati con enzalutamide in combinazione con radio-223 hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo della Os rispetto a quelli trattati con il solo enzalutamide, con una riduzione del rischio di morte del 24%. La Os mediana è stata di 38,2 mesi con enzalutamide più radio-223 rispetto a 32,6 mesi con il solo enzalutamide. Il beneficio in termini di Os è risultato generalmente coerente nella maggior parte dei sottogruppi predefiniti. Questi risultati finali di Os si aggiungono all’analisi primaria, pubblicata su Annals of Oncology, che ha mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPsf) con la combinazione rispetto al solo enzalutamide (19,4 vs 16,4 mesi rispettivamente). “Peace -3 è un esempio significativo di come la ricerca cooperativa accademica possa favorire progressi in malattie complesse come il carcinoma prostatico metastatico”, ha sottolineato Denis Lacombe, amministratore delegato dell’Organizzazione europea per la ricerca e il trattamento del cancro (Eortc) che riunisce esperti di ricerca clinica sul cancro di tutta Europa per coordinare e condurre ricerche traslazionali e cliniche a livello internazionale. “Questi dati di Fase III - continua Lacombe - forniscono importanti indicazioni per i clinici e sottolineano il valore della collaborazione internazionale nella generazione di evidenze a supporto del processo decisionale clinico”. “Questi nuovi dati di Peace-3 rafforzano la leadership di Bayer nella cura del carcinoma prostatico e il nostro impegno a lungo termine nel rispondere ai bisogni clinici insoddisfatti dei pazienti”, ha affermato Christine Roth, Executive Vice President, Global Product Strategy and Commercialization e membro del Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer. “Indagando approcci combinati, stiamo costruendo un portfolio in crescita nel carcinoma prostatico con il potenziale di offrire nuove opzioni terapeutiche ai pazienti nelle diverse fasi della malattia”. Radio-223 dicloruro -è approvato in oltre 50 Paesi per il trattamento di pazienti con mCrpc che presentano metastasi ossee sintomatiche e nessuna metastasi viscerale nota.
(Adnkronos) - Il coordinatore giovani tributaristi Int, Jacopo Pettine, previo confronto con i due vice coordinatori Desideria Micciulla e Giovanni Malinconico, ha scritto al ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, per presentare il rinnovato Coordinamento nazionale giovani tributaristi Int, ma anche per porre due prime problematiche che gravano maggiormente sui giovani professionisti, che all’inizio dell’attività non possono contare su studi strutturati. La prima riguarda le spese di formazione, che i professionisti sono obbligati ad affrontare, ne viene richiesta la deducibilità, per i giovani under 35, anche in regime forfettario, dopo aver esposto una proposta emendativa alla Legge 190/2014 che norma il regime agevolato, Pettine scrive: “L’attuale disciplina del regime forfettario, basata su coefficienti di redditività, non consente la deduzione analitica dei costi, penalizzando in particolare i giovani tributaristi che devono sostenere investimenti significativi in formazione obbligatoria e aggiornamento continuo. La proposta mira a rendere il sistema più equo, incentivando la crescita professionale e la qualità delle prestazioni, senza alterare l’impianto semplificato del regime". La seconda problematica, riguarda un tema già affrontato dall’ Istituto Nazionale Tributaristi e dalle maggiori confederazioni delle associazioni professionali ex lege 4/2013, la tutela del professionista tramite la sospensione dei termini relativi agli adempimenti professionali in caso di malattia, infortunio, maternità e malattia dei figli minori, art. 1 commi da 927 a 944 della Legge 234/2021. Tutela che a tutt’oggi riguarda esclusivamente il mondo ordinistico e non anche quello associativo, si legge nella lettera del Coordinatore: “ La norma, pur condivisibile nelle finalità, è fortemente discriminatoria perché esclude gli oltre 500 mila professionisti di cui alla L.4/2013 iscritti alla gestione separata Inps, riferendosi esclusivamente ai professionisti iscritti in albi. Tale esclusione configura una evidente disparità di trattamento su un tema delicatissimo quale la tutela del professionista in stato di malattia o infortunio. Il nostro ordinamento, dal 2013, riconosce formalmente due macro-aree del sistema professionale: quella ordinistica e quella disciplinata dalla Legge 4/2013. Non appare coerente che interventi legislativi in materia di tutela sociale ignorino il settore associativo". Anche in questo caso viene presentata una proposta emendativa che cancellerebbe la discriminazione rispristinando l’equità. Si legge infatti nella lettera dei Giovani tributaristi Int: “ Tale modifica eliminerebbe l’attuale disparità e ristabilirebbe un principio fondamentale: la tutela in caso di malattia, infortunio o maternità a rischio non può essere condizionata dalla natura ordinistica o associativa dell’attività professionale esercitata. Il diritto alla salute e la dignità del lavoro autonomo non possono conoscere gerarchie, Signor Ministro, queste proposte non rappresentano rivendicazioni settoriali, bensì interventi di equità sistemica, coerenti con i principi costituzionali di uguaglianza, tutela della salute e libertà di iniziativa economica. Sono misure che incidono concretamente sulla vita dei professionisti e in particolare dei giovani professionisti con studi meno strutturati, sulla sostenibilità di tutto il lavoro autonomo professionale e che possono rafforzare la credibilità delle istituzioni verso una generazione che chiede pari diritti e pari opportunità". I Giovani Tributaristi Int che hanno altre iniziative in cantiere, hanno voluto focalizzarsi su due specifiche problematiche ricevendo il plauso del Presidente nazionale Riccardo Alemanno e del consigliere delegato ai rapporti con i giovani tributaristi Alessandro Della Marra, hanno ribadito al ministro Abodi, la piena disponibilità a fornire ogni contributo tecnico utile al superamento delle criticità evidenziate.
(Adnkronos) - Dal ruolo della filiera delle costruzioni per la transizione energetica al futuro delle rinnovabili, fino al tema della cooperazione. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, fino a venerdì 6 marzo alla Fiera di Rimini. Il ruolo della filiera delle costruzioni è stato approfondito con la presentazione del 'Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni' realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. L’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO2. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo scenario, la transizione energetica del settore edilizio si pone non solo come una sfida ambientale, ma come una scelta strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese. La realizzazione degli impianti e le condizioni di finanziabilità dei progetti rappresentano due elementi strategici per lo sviluppo delle rinnovabili. Di questo si è discusso nell’evento 'Epc e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili', a cura di Elemens e Key, che ha riunito istituzioni, industria e sistema bancario per analizzare il nuovo scenario del settore energetico. Il convegno si è aperto con un keynote speech di Elemens sul contesto in cui operano Res e Bess nel mercato italiano - che nel 2025 ha registrato progetti autorizzati di rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, pari a 9,5 GW e 1,5 GW - oltre a esplorare evoluzioni regolatorie, sfide di costruzione e vincoli di financing. Mission Innovation, 3Den e Epic sono fra le iniziative più importanti di cooperazione internazionale a sostegno della decarbonizzazione e della transizione energetica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nonché strumenti essenziali per integrare le rinnovabili e promuovere soluzioni scalabili in sinergia con il Piano Mattei. Se ne è parlato a Key nei tre panel dell’evento 'Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del Mase per la Transizione Energetica' curato dal Mase assieme a Undp (United Nations Development Programme) e Unep (Un Environment Programme).