INFORMAZIONIRdP Strategia e Comunicazione srl Relazioni Pubbliche e Uffici Stampa Ruolo: Amministratore Delegato Area: Top Management Raffaella De Pasquale Aldrovandi |
INFORMAZIONIRdP Strategia e Comunicazione srl Relazioni Pubbliche e Uffici Stampa Ruolo: Amministratore Delegato Area: Top Management Raffaella De Pasquale Aldrovandi |
(Adnkronos) - "Ho visto cose che nessun umano dovrebbe mai vedere". Con queste parole cariche di dolore, Erica Didone, madre di Achille Baroli, il 16enne morto nel tragico incendio della discoteca 'Le Constellation' di Crans-Montana, ha raccontato la sua testimonianza a Domenica In, ospite oggi di Mara Venier. Crans-Montana è un luogo del cuore per la famiglia Baroli: "La prima volta che siamo andati a Crans-Montana Achille aveva sei mesi, siamo andati sempre lì. Lì si sentiva libero", ha spiegato. Eppure quella sera, un presentimento 'da mamma' l'aveva attraversata: "Eravamo a casa nostra tutti insieme a Capodanno. Io non volevo che lui con i suoi amici andassero in quel locale. Io sono molto istintiva, ho imparato ad ascoltarmi molto, e anche se non ero mai entrata in quel posto non volevo che ci andassero". Erica ne parlò anche con altri genitori cercando un'alternativa: "Ad Achille avevo parlato dell'alternativa e lui mi disse che avrebbe sentito anche gli altri ragazzi, era giusto volevano stare tutti insieme". Alla fine, però, il gruppo ha deciso di andare comunque in quel locale. Poi, la chiamata che ha cambiato tutto. "Un amico di Achille ha chiamato la sua mamma e ci ha detto di correre. Giuseppe aveva detto che stava bruciando tutto". All’inizio Erica aveva cercato di mantenere la calma, ma dopo pochi minuti lo ha raggiunto: "Ho iniziato a parlare da sola, ma in realtà parlavo alla sua anima". Le immagini di quella notte, davanti al locale 'Le Constellation' resteranno per sempre impresse: "Ho visto cose che nessun essere umano dovrebbe vedere, io sono qua per tutti loro. Per tutti. Erano ovunque, erano distrutti". Con il marito è rimasta immobile davanti all'ingresso fino alle quattro del mattino, quando poi un poliziotto li ha portati via: "Ci ha caricati su una camionetta e lì è iniziato il calvario. Perché arrivavano i ragazzi sulle lettighe, ti rendevi conto che era una cosa più grande di quella che potevi pensare. E poi ci hanno portato in quel centro congressi e noi non ci siamo più mossi per tre giorni. Era il 3 gennaio quando ce l'hanno detto". Mara Venier ha ricordato una testimonianza emersa dai racconti dei ragazzi presenti: "Achille era uscito da quel posto, degli amici l'hanno visto ma lui è rientrato per aiutare". "Non lo so - ha risposto Erica Barosi -. Spero che un giorno me lo potranno dire i suoi amici, che adesso non sono nelle condizioni di parlare. Ma se l'ha fatto mi fido di lui, sono fiera di lui e mi fido di lui e so che non era uno stupido". Momento di intensa commozione quando è stato trasmesso il filmato dei funerali del giovane Achille sulle note del brano 'Perdutamente' di Achille Lauro, canzone che cantava sempre in macchina con la sua mamma. "Io continuo a cantarla, la canto con il sorriso, è bella, non è triste. Mi riconnette con Achille".
(Adnkronos) - "E' una bella botta per gli obiettivi che si poneva il Presidente e sicuramente l'agenda economica proposta dall'Amministrazione viene sconvolta perché le tariffe erano state utilizzate chiaramente in violazione dalle norme Costituzionali e quindi invocando uno stato di emergenza, ma di fatto servivano a degli obiettivi economici e politici di altro genere. Quindi vedremo adesso dei cambiamenti forti". Così, conversando con Adnkronos/Labitalia, l'economista Pietro Reichlin, sui possibili effetti della decisione della Corte Suprema che ha stabilito che il presidente Usa, Donald Trump ha violato la legge federale imponendo in modo unilaterale dazi globali. Per Reichlin, professore di Economia alla Luiss 'Guido Carli', innanzitutto "c'è da tenere d'occhio l'andamento del dollaro, probabilmente mi aspetto che ci sarà una discesa. Però immagino anche comunque con una situazione di turbolenza relativa sul mercato dei cambi. Poi vedremo". La decisione della Corte Suprema è arrivata quasi in contemporanea con l'annuncio della visita di Trump in Cina, in programma dal 31 marzo al 2 aprile prossimi. "Trump puntava ad andare in Cina -spiega Reichlin- evidentemente con ben altre aspettative. In questo momento credo che dovranno riflettere, l'Amministrazione dovrà riflettere su quello che dovranno fare con la Cina. Certamente la Cina è uno dei Paesi che aveva reagito in modo più duro all'aumento minacciato delle tariffe e questa resistenza della Cina ha poi prodotto il risultato che quelle tariffe si erano state già abbassate in maniera abbastanza forte. Però comunque l'uso delle tariffe da parte di Trump è parte della sua politica in questo momento. Se questo strumento è svuotato è chiaro che tutta la politica di Trump nei confronti dei partner commerciali dovrà un po' essere rivista", sottolinea l'economista. Ma per lo studioso ora la situazione è aperta a diversi scenari. "Adesso io non so prevedere che cosa succederà. Ma certamente il Presidente potrebbe utilizzare altri strumenti. Ovviamente forse nei confronti della Cina possono essere utilizzati degli strumenti commerciali che sono stati già utilizzati nel passato anche da Biden. Ma io penso che la conseguenza principale di questa decisione della Corte Suprema, piuttosto che con la Cina, sarà riguardo al Canada e tutti i Paesi partner commerciali con cui il governo non può invocare delle motivazioni che hanno a che fare con la sicurezza nazionale", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - L’Italia si colloca tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti green ed è terza anche per quota di imprese con brevetti sul totale delle imprese (16,5 ogni 1.000 imprese), dopo Germania (21,6) e Austria (18,9). Un dato importante che sottostima la dinamicità del sistema produttivo in cui sono in crescita costante gli investimenti in sostenibilità, con 578.450 imprese che tra il 2019 e il 2024 hanno realizzato eco-investimenti (38,7% del totale). Un’innovazione diffusa non sempre tradotta in titoli di proprietà intellettuale, anche per una cultura industriale ancora poco orientata alla valorizzazione sistematica dei risultati di ricerca e sviluppo. Questa la fotografia scattata dallo studio Competitivi perché sostenibili, realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Stando al report, il nostro Paese detiene brevetti importanti in comparti chiave: la mobilità sostenibile, dove i brevetti italiani pesano per il 31% sul totale dei brevetti che riguardano la mitigazione dei cambiamenti climatici; l’efficienza energetica nell’edilizia, in cui superiamo la media Ue; la gestione dei rifiuti e delle acque reflue, settore in cui siamo per tradizione tra i Paesi più dinamici; le tecnologie Ict per la mitigazione climatica, con un incremento record del +270% negli ultimi dieci anni. Le regioni del Nord - Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte - trainano questa dinamica, forti della loro tradizione manifatturiera e della capacità di trasformare ricerca e know how industriale in soluzioni concrete. Le imprese risultano essere le principali protagoniste, titolari dell’81,9% delle domande pubblicate, seguono le persone fisiche (12,9%), mentre gli enti si attestano al 5,2%. “L’Italia sa innovare e competere nei settori ambientali - dichiara il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci - ma ha bisogno di un salto di scala: è necessario investire di più in ricerca, supportare la capacità di brevettare, rafforzare il trasferimento tecnologico e replicare il modello vincente dell’economia circolare nei comparti dell’efficienza, dell’elettrificazione e delle rinnovabili. Solo così il Paese potrà ambire ad essere leader dell’innovazione verde europea. Il report ‘Competitivi perché sostenibili’ di Fondazione Symbola e Unioncamere evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività. Infatti le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti”. “L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022) ma resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti”. Analizzando la distribuzione settoriale delle domande italiane di brevetto europeo in ambito green, il manifatturiero si conferma il motore principale dell’innovazione (59,0%), seguono i settori legati alla ricerca scientifica (18,8%), telecomunicazioni e informatica (6,6%), commercio all’ingrosso (3,5%) e costruzioni (3,5%). A livello di ambiti tecnologici si rileva la forte presenza di soluzioni legate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla gestione efficiente delle risorse energetiche e ambientali (12,0%). A distanza seguono le tecnologie di misurazione e collaudo delle variabili elettriche e magnetiche (7,3%). Il terzo ambito in ordine di rilevanza è rappresentato dalle tecnologie per il trattamento delle acque reflue, delle acque fognarie e dei fanghi (6,5%). Seguono le tecnologie relative a biciclette e veicoli di micromobilità, riguardanti telai, sistemi di sterzo, sospensioni e vari dispositivi che rendono questi mezzi sempre più efficienti e competitivi. Quinto ambito quello energetico, include soluzioni per reti di distribuzione in corrente alternata o continua, sistemi di gestione e ricarica delle batterie, alimentazione da più fonti e perfino tecnologie per la trasmissione wireless dell’energia. Lo studio evidenzia anche il nesso tra innovazione verde e competitività: le imprese italiane che depositano brevetti in tecnologie verdi si distinguono per una competitività significativamente superiore rispetto a quelle che brevettano in altri ambiti (non green). Generano un fatturato per impresa molto più elevato (382 milioni di euro per impresa contro 41 milioni delle non green) e registrano una maggiore produttività (144mila euro di valore aggiunto per addetto contro 92mila). Dal punto di vista dell’export, oltre la metà (57,8%) esporta, generando oltre 63 miliardi di euro, con una forte diversificazione dei mercati di riferimento. Inoltre, il capitale umano è più qualificato, con una quota più alta di laureati (29,7%, di cui il 16,7% in discipline Stemplus). Infine, queste imprese attraggono più capitale estero: il 41,9% ha partecipazioni straniere, contro il 31,7% delle non green.