(Adnkronos) - Alpro torna per il secondo anno consecutivo in riviera ligure portando una nuova visione della colazione fuori casa con il format “Alpro Morning Club”. Dal 25 febbraio al 1° marzo, il brand trasforma un bar nel centro storico sanremese, in uno spazio completamente brandizzato ed esperienziale, dove la colazione plant-based diventa un momento cool di socialità, fondendo musica, intrattenimento e nuove abitudini di consumo. Un luogo pensato per iniziare la giornata con energia positiva, dove la mattina diventa protagonista e la colazione si trasforma in un’esperienza da vivere e condividere. Millennials e Gen Z stanno ridefinendo i modi di vivere la socialità. Non più solo nightlife, ma daylife. La colazione diventa così un momento identitario: si sceglie cosa bere, come iniziare la giornata, con chi trascorrere del tempo di qualità. Le occasioni di consumo fuori casa e la ricerca di nuovi stili di vita diventano sempre più centrali, in tutta Europa. C’è una nuova energia che attraversa le città europee e parte dalla mattina. Nel Regno Unito i giovani spendono più in caffetteria che al pub, il cappuccino ha superato la birra, e sempre più spesso è a base vegetale. Lo stesso cambiamento si riflette anche in Italia nelle abitudini plant-based, che registrano una significativa crescita: nel 2025 oltre 13 milioni di famiglie hanno acquistato prodotti vegetali. In questo contesto, si registra anche nel nostro Paese una crescita importante del vegetale all’interno di bar e caffetterie: Alpro, brand pioniere e innovatore nel plant-based, ha registrato un incremento nel “fuori casa” del + 32% rispetto all’anno precedente. Dato che conferma un crescente bisogno di nuovi momenti di consumo e convivialità, all’insegna di qualità ed energia positiva. Ed è proprio in questa trasformazione culturale che si inserisce Alpro rendendo la colazione un momento cool, social ed esperienziale in linea con le nuove tendenze amate dai consumatori. “Il nuovo format di quest’anno riflette la nostra idea di innovazione: non solo nuove proposte, ma uno spazio che prende forma come un vero hub di intrattenimento, dove musica, contenuti e socialità si incontrano anche fuori casa, trasformando la colazione in un’esperienza da vivere - dichiara Lucia Chevallard, direttrice Marketing di Danone Italia – La colazione non è più solo un momento di consumo, ma un’occasione per personalizzare il proprio inizio giornata e dare forma a nuove abitudini. Con Alpro Morning Club intercettiamo questo cambiamento, in linea con i trend che vedono il bar diventare un nuovo punto di riferimento per la socialità mattutina”. All’interno dell’Alpro Morning Club prende vita anche una speciale partnership editoriale tra Alpro e The Jackal, tra i creators più seguiti e amati in Italia. Ogni mattina, dalle 9 alle 10, The Jackal animano l’Alpro Morning Club con il format “Colazione in Live con i The Jackal”: un appuntamento quotidiano che unisce ironia, conversazione e intrattenimento. Durante la diretta, il gruppo comico porterà virtualmente la propria community all’interno del bar, trasformando l’Alpro Morning Club in un vero hub di contenuti, dove la colazione prende forma come esperienza da vivere, condividere e interpretare in modo personale. “La possibilità di fare un’attività così peculiare, con il nostro tone of voice, è unica. Essere in diretta da un bar vero non è solo bello da raccontare, è proprio bello da vivere. – ha dichiarato Gianluca Colucci (Fru) dei The Jackal - Abbiamo lanciato ‘Colazione in Live con i The Jackal’ insieme ad Alpro e la cosa incredibile è che mentre siamo live, le persone al tavolino accanto possono entrare a far parte della nostra diretta, diventando parte dello show. È infotainment, certo, ma l’esperienza che si crea qui, così spontanea, imprevedibile e super coinvolgente, è il vero valore aggiunto di questo progetto, nel pieno stile The Jackal. Ed è vero che le caffetterie stanno battendo le birrerie. Ho visto recentemente un TikToker che diceva che la nightlife di Los Angeles è finita perché è iniziato il ‘matcha morning’: file chilometriche per un matcha alle 8 del mattino. Ecco, non stiamo chiudendo le notti, ma stiamo aprendo le mattine! E durante la settimana della musica, farlo insieme ad Alpro, tra live, community e colazioni che diventano spettacolo, è esattamente l’energia che ci piace portare in giro”. Il progetto, che ha visto il coinvolgimento dei The Jackal, è stato sviluppato in collaborazione con The WOW House, divisione creativa di H48. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, ogni mattina dalle 10.30 alle 12, l’Alpro Morning Club si anima con una lineup di DJ unica, trasformando il bar in un punto di ritrovo dove iniziare la giornata con energia, leggerezza e gusto plant‑based. Botteghi (mercoledì), tra i nomi di punta della house italiana; Estremo (giovedì), giovane talento emergente della scena elettronica; Døn Manuelito (venerdì), artista poliedrico e direttore creativo; Jr Stit (sabato), producer e Dj tra i più seguiti sui social; Kharfi (domenica) Dj e producer con sound energico e forte presenza nella scena EDM. Un’atmosfera ispirata al soft clubbing: un nuovo modo di vivere la musica che porta l’attitudine del club nelle ore diurne, con volumi più soft, mood rilassato e uno spirito inclusivo. Non si balla fino a tardi, ma si condivide un momento piacevole fatto di musica, socialità e buone vibrazioni, perfetto per accompagnare la colazione. Non solo: tutti i giorni, Chiara Bergonzi, Latte Art Specialist e Ambassador di Alpro, guiderà gli ospiti dell’Alpro Morning Club nella creazione e degustazione dell’Alproccino perfetto, inclusa l’esclusiva ricetta al gusto matcha. All’Alpro Morning Club debutta l’Alpro Matcha Cloud, una ricetta inedita che unisce la leggerezza del cocco alla freschezza del matcha, cavalcando il trend di questa bevanda amata da tutta la Gen Z, in versione vegetale. Una proposta sorprendente e attuale, pensata per chi cerca creatività e benessere senza rinunciare al piacere. Più di una semplice novità: l’Alpro Matcha Cloud interpreta la colazione plant-based come un momento creativo, inclusivo e in linea con i nuovi stili di vita.
(Adnkronos) - Non solo nocciole, granelle, creme e tanto dolce. Ora i cioccolatini sono anche a base di ingredienti salati e diventano 'gastronomici'. Pioniere in questa nuova frontiera della cioccolateria e sempre più 'ambassador' è Giraudi. I cioccolatini salati, infatti, sono un prodotto su cui la cioccolateria di Castellazzo Bormida (AL) ha deciso di puntare nel lontano 2009. Oggi, a distanza di 15 anni da quella sfida così innovativa, e sotto la guida del maestro cioccolaterie Giacomo Boidi e del figlio Davide, Giraudi ha rinnovato l’offerta di cioccolatini al formaggio (in cui era stata pioniera) messa a punto per l’azienda leader nell’affinamento di formaggi Guffanti di Arona (NO) e ha presentato due inedite praline al Cavolfiore della Piana del Sele. A dimostrazione della bontà dell’idea, i cioccolatini gastronomici sono stati riproposti nel tempo anche da altre aziende cioccolatiere e da nomi illustri del panorama della pasticceria. “I cioccolatini gastronomici sono stati per me, fin da subito, una grande sfida. Riuscire a far coesistere ingredienti all’apparenza così diversi tra di loro mi suscitava grande interesse. In tempi non sospetti, sono stato uno tra i primi a credere in questa scommessa e sono contento che alcuni miei colleghi mi abbiano seguito”, ha affermato Giacomo Boidi. “In questa categoria di prodotto, il cioccolato non è più l’unico protagonista dell’assaggio, ma si fa portavoce e contenitore di un ingrediente altrettanto eccellente, che ne può amplificare le modalità e i momenti di consumo”, ha spiegato. Era il 2009 quando Giacomo Boidi metteva a punto, in collaborazione con Guffanti, quattro creazioni insolite, da proporre al momento dell’aperitivo. Un guscio di cioccolato racchiudeva un cuore di Gorgonzola Dop Piccante, Parmigiano Reggiano Dop, Piacentinu Ennese Dop o il formaggio che sarebbe diventato Ossolano Dop. Oggi, il longevo rapporto tra le due aziende ha portato allo sviluppo degli Erboritain Luigi e Dirce, cioccolatini il cui nome è una fusione tra i due ingredienti Erborinato e Napolitain, rispettivamente il formaggio e il tipo di cioccolatino impiegato nella ricetta. Luigi e Dirce sono invece i due fondatori della Luigi Guffanti Formaggi, azienda nata nel 1876. “Conosco Giacomo e suo figlio Davide da tantissimo tempo”, ha ricordato Giovanni Guffanti, quinta generazione dell’azienda, proseguendo: “Ci piaceva l’idea di abbinare il formaggio al cioccolato ed è stato naturale rivolgersi a loro per metterla in pratica. Oltre che un professionista stimato per l’esperienza e la conoscenza tecnica, apprezzo Giacomo anche per la grande elasticità mentale e produttiva, che ci ha permesso di soddisfare la nostra richiesta. Gli Erboritain si prestano a essere consumati, al momento dell’aperitivo o a fine pasto, in abbinamento a vini liquorosi e da dessert”. Due sono le praline nate da questa collaborazione. La prima ha un guscio di cioccolato bianco, che all’interno racchiude un ripieno di Erborinato Sancarlone, dal nome del Santo protettore della città di Arona. Si tratta di un formaggio di latte vaccino dal gusto intenso e leggermente piccante, che richiama la grande tradizione dei blu piemontesi. La seconda ha un guscio di cioccolato al latte, che nasconde un cuore di Erborinato Sancarlone caffè in crosta. Il formaggio si differenzia da quello precedente, per una maturazione di 3 mesi nella polvere di caffè. “Lavorare con il formaggio di Guffanti è stato, oserei dire, divertente. Nelle praline abbiamo creato un cuore cremoso composto da una ganache salata, racchiuso da una camicia di cioccolato al latte e bianco, le due tipologie di cioccolati più affini al gusto del formaggio”, ha sottolineato Giacomo Boidi. La sfida successiva dopo il formaggio è stata quella di esaltare il cavolfiore. L’Organizzazione di produttori (OP) Solco Maggiore, situata a Eboli (SA), commercializza una vasta gamma di ortaggi e frutta locali, tra cui il Cavolfiore della Piana del Sele, candidato al riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp). Per celebrare la stessa candidatura, l’Op Solco Maggiore ha richiesto a Giacomo Boidi di valorizzare l’ortaggio coltivato in un terreno di natura vulcanico-alluvionale in un cioccolatino. Sono nate così le Praline al cavolfiore della Piana del Sele essiccato ricoperte di cioccolato fondente e al latte, distribuite dalla Op Solco Maggiore, a marchio Sapore Maggiore. “Le praline cioccolato e cavolfiore sono un concentrato di sostanze benefiche per l’organismo umano, combinano l’azione antiossidante dei polifenoli del cioccolato con l’azione antiinfiammatoria e antiossidativa della glutammina, dei glucosinati e dei polifenoli del cavolfiore. Un piccolo guscio di cioccolato con cuore di cavolfiore dalle grandi proprietà salutistiche”, ha detto Marisa Di Matteo, Full Professor of Food Processing Technology dell’Università di Salerno. “Nella pralina abbiamo utilizzato il cavolfiore in polvere disidratato per aromatizzare del burro di cacao, che abbiamo poi abbinato a cioccolato bianco, pasta di mandorle, di nocciole e di limone candito. Il guscio esterno è stato invece realizzato in due versioni: con cioccolato fondente 61% e con cioccolato al latte”, ha concluso Boidi.
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.