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(Adnkronos) - "La presentazione di questo manifesto, nato dalla collaborazione tra Federbio e Agrofarma, ha degli obiettivi molto importanti. Investire per allargare i prodotti del biocontrollo. Si tratta di agrofarmaci basati su principi attivi di origine naturale, che sono fondamentali per l'agricoltura biologica. Ma non solo. Negli ultimi dieci anni, proprio secondo i dati dell'Osservatorio Agrofarma, gli agrofarmaci di sintesi chimica si sono ridotti del 18%, mentre l'utilizzo di agrofarmaci per il biocontrollo è aumentato di oltre il 130%. Questo significa che sono prodotti efficaci e che non vengono utilizzati solo nell'agricoltura biologica, che non può utilizzare altro tipo di fitofarmaci, ma sono utilizzati anche dal resto dell'agricoltura". Sono le parole di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, intervenendo oggi a Roma durante la presentazione del Manifesto per il Biocontrollo nato dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. "Ci sono delle emergenze - prosegue Mammuccini - la crisi climatica, nuovi patogeni che aggrediscono le colture, che hanno bisogno di prodotti diversificati e in questo senso avere più possibilità più alternative è fondamentale. Poi c'è un altro aspetto importante: con le crisi geopolitiche che si susseguono una dietro l'altra, i prodotti derivanti dalle fonti fossili diventano sempre più difficili da approvvigionare, aumentano e creano impatto negativo sull'agricoltura". "Il biocontrollo si basa su sostanze di origine naturali, più facilmente reperibili e quindi molto più resilienti. In grado di assicurare prodotti adatti all'agricoltura e di garantire sicurezza alimentare ai cittadini", conclude.
(Adnkronos) - Sanpellegrino, azienda di riferimento nel settore delle acque minerali e delle bibite non alcoliche, celebra la 'Giornata nazionale del made in Italy', istituita per promuovere la creatività e l’eccellenza italiana aprendo alle scuole del territorio le porte dello stabilimento di San Giorgio in Bosco. L’iniziativa si inserisce tra le attività sostenute dal ministero delle Imprese e del Made in Italy nel mese di aprile per promuovere il ruolo sociale e il contributo del Made in Italy allo sviluppo economico e culturale del Paese. L’impegno di Sanpellegrino per il Made in Italy si esprime attraverso una gamma di prodotti capace di interpretare gusti ed esigenze di consumo diversificati, che contribuiscono a far conoscere le eccellenze italiane a livello internazionale. Un approccio che valorizza la qualità delle materie prime e le filiere locali del Gruppo, costituite dall’82% di fornitori che hanno attività produttive in Italia. La collaborazione con ristoranti e chef di fama internazionale rappresenta un ulteriore tassello di questo percorso, attraverso il quale Sanpellegrino crea esperienze distintive e momenti speciali a tavola. “Celebrare il Made in Italy significa valorizzare un patrimonio fatto di competenze, tradizioni e cultura che rendono unici i prodotti italiani nel mondo. Con le nostre bibite e con le acque minerali S.Pellegrino e Acqua Panna portiamo ogni giorno sulle tavole di oltre 150 Paesi i valori distintivi dei territori d’origine dei nostri prodotti, espressione della cultura enogastronomica e dello stile di vita italiano", ha dichiarato Ilenia Ruggeri, Direttore Generale del Gruppo Sanpellegrino. "La scelta di condividere la Giornata del Made in Italy con i giovani si inserisce in un percorso che ci vede, da anni, impegnati con progetti e iniziative volti a valorizzare la formazione delle competenze e il talento, per accompagnare le nuove generazioni nella costruzione del proprio futuro", ha continuato. Sanpellegrino ha accolto gli studenti e gli insegnanti delle classi prima e seconda dell’Its Meccatronico Veneto di Bassano nello stabilimento di San Giorgio in Bosco dove vengono prodotte le bibite, da quasi un secolo simbolo della qualità e dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo. L’incontro, culminato con la visita alle linee produttive, ha dato ai partecipanti l’opportunità di entrare nel vivo dei processi produttivi e di conoscere le tecnologie alla base dell’attività. I ragazzi coinvolti, terminato il percorso di studi, diventeranno infatti figure professionali qualificate con competenze nell’integrazione, programmazione e manutenzione di sistemi industriali. Un momento di orientamento e scoperta per gli studenti, e al tempo stesso un’opportunità per Sanpellegrino di presentare la propria realtà ai professionisti di domani. L’esperienza ha permesso di avvicinare concretamente i ragazzi al contesto industriale e alle competenze richieste dalle aziende ed è stata per Sanpellegrino l’occasione per rafforzare il legame con il territorio. Una sinergia che negli anni scorsi ha portato all’inserimento in azienda di diplomati Its con la formula dell’apprendistato duale che prevede tre giorni in aula e due giorni in azienda con la possibilità di mettere in pratica quanto si è imparato. Sanpellegrino si propone, infatti, di valorizzare i talenti emergenti con percorsi di carriera che, dall’apprendistato consentono di sviluppare progressivamente una professionalità per ricoprire, negli anni, posizioni di crescente responsabilità, dal supervisore fino a posizioni manageriali nell’ambito della manutenzione e dell’engineering.
(Adnkronos) - Accelerare l’innovazione anche in agricoltura biologica, rafforzare la competitività delle imprese italiane e garantire agli agricoltori un accesso più rapido a soluzioni efficaci e sostenibili per la difesa delle colture. Sono questi i pilastri del Manifesto per il Biocontrollo, presentato oggi a Roma da Agrofarma e FederBio nel corso di un evento istituzionale ospitato nella Sala Isma del Senato della Repubblica e promosso con il sostegno del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato. Il Manifesto nasce dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. Le due organizzazioni, fortemente impegnate nel settore dell’agricoltura biologica e legate da un Protocollo d’intesa firmato a febbraio 2025, presentano oggi un documento programmatico condiviso con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato sul ruolo strategico del biocontrollo: una delle leve più promettenti per coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e produttività agricola. L’ambizione del Manifesto è quella di diventare un punto di riferimento per l’innovazione a disposizione degli agricoltori e per favorire un dialogo costruttivo con la Politica e le Istituzioni. Al centro, la necessità di ripensare il sistema di protezione delle colture integrandolo con i mezzi per il biocontrollo, in coerenza con gli obiettivi europei per un modello agroalimentare sempre più sostenibile. All’interno del Manifesto sono inserite cinque proposte chiave, a partire dall’introduzione di una definizione normativa del termine 'biocontrollo', ritenuta prioritaria dagli operatori del settore per superare ambiguità e incertezze regolatorie. Centrale anche la necessità di indirizzare risorse alle Autorità competenti per rendere più efficiente il sistema autorizzativo nazionale, così da dare piena attuazione all’impegno europeo verso procedure più rapide per introdurre nuove sostanze attive di biocontrollo. Accanto agli interventi normativi, il Manifesto sottolinea l’importanza di investire in formazione e informazione lungo tutta la filiera, per promuovere un utilizzo corretto e consapevole dei mezzi tecnici impiegabili anche in agricoltura biologica. Fondamentale, infine, sostenere l’innovazione all’interno della Politica Agricola Comune con misure dedicate e rafforzare la ricerca pubblica, destinando risorse già disponibili e destinabili allo sviluppo del biocontrollo. “Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell’agroecologia, accompagnando l’agricoltura italiana verso un modello più sostenibile e resiliente e promuovendo un dialogo costruttivo con la politica e le istituzioni - ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio - Secondo i dati dell’Osservatorio Agrofarma, negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo. Occorrono però regole chiare e procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare”. “Il biocontrollo rappresenta un’opportunità concreta per arricchire la cassetta degli attrezzi degli agricoltori, così da mettere a disposizione soluzioni sempre più performanti, capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mondo agricolo - ha dichiarato Paolo Tassani, presidente di Agrofarma - Le nostre imprese sono da tempo impegnate su questo fronte, basti pensare che oggi i prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica rappresentano il 20% del totale degli agrofarmaci presenti sul mercato. La nostra Associazione, quindi, accoglie questo accordo con spirito assai costruttivo, collaborando come sempre attraverso un costante confronto, coniugando le evidenze scientifiche con i reali bisogni dell’agricoltura. Il percorso è appena iniziato e confidiamo nell’apertura di ulteriori tavoli di confronto sul tema del biocontrollo per garantire all’Italia e all’Unione europea un sistema normativo capace di valorizzare innovazione, competitività e sostenibilità".