(Adnkronos) - Apre a Forlì la sede di Futuro nazionale. A venti minuti di macchina da Predappio, cittadina natale del Duce, gli uomini del generale Roberto Vannacci si sono dati appuntamento negli scorsi giorni. In via Caterina Sforza n. 61 - dove è aperta una delle prime sezione di Fn in Italia - a fare gli onori di casa è l'avvocato Francesco Minutillo, volto noto della destra locale, già con 'la Destra' di Storace, poi tra i fondatori di Fdi, segretario provinciale e membro dell'assemblea nazionale. "Ma nel 2020 -dice intervistato dall'AdnKronos Minutillo- sono uscito dal partito della Meloni, non mi sono più sentito rappresentato". Una delusione che lo porta a "sei anni di astinenza dalla politica attiva". Ma l'avvocato non dimentica i suoi valori: "Nel frattempo ho potuto organizzare due mostre con la 'Fondazione memoria a Predappio', la prima sulla fortuna di Dante del Ventennio, l'altra sul centenario della marcia su Roma, nel 2022". "Entrambe -dice soddisfatto - hanno avuto un grande successo di pubblico, in tanti le hanno visitate, sono venute televisioni e stampa da tutto il mondo". Ma Minutillo in zona è noto anche per aver difeso chi, per qualche saluto romano di troppo, tra una manifestazione e l'altra di nostalgici del Ventennio e di neofascisti locali, è finito nelle maglie della legge Mancino. "Ne ho difesi a decine, solo una cinquantina tra Predappio e Ravenna -racconta- una grande battaglia di civiltà e non ho mai avuto un condannato tra i miei assistiti". "Ogni volta l'avvocato dell'Anpi (che si costituisce spesso parte civile in questi procedimenti, ndr) lasciava il tribunale davvero deluso", aggiunge non senza celare soddisfazione. Il successo maggiore in Aula? "Quando ho difeso l'organizzatore della manifestazione di Forlì in occasione dei 100 anni della marcia su Roma, una vittoria su tutta la linea". Da questa esperienza nasce il libro 'Settant'anni di processi al saluto romano - Anche i fascisti hanno diritti', "dove racconto la mia sfida a difesa dei tanti" che finiscono sotto processo per apologia di reato e ricostituzione del partito fascista. Ora Minutillo guarda avanti, grazie al generale Vannacci ("Mi hanno cercato loro"). A Minutillo si deve la nascita del "Comitato Forlì 93 di Futuro Nazionale-Vannacci", la sede aperta giusto in tempo per l'avvio del tesseramento, lo scorso primo marzo. "Siamo stati travolti da chi è stato abbandonato nella terra di nessuno, da chi cerca una casa con fondamenta importanti, da chi vuole ritrovare i valori tradizionali, da chi è rimasto deluso soprattutto da Fdi e anche dalla Lega", racconta ancora l'avvocato. Vannacci è il nuovo leader, "è chi rappresenta quei valori". L'avvocato assicura che non c'è nostalgia del fascismo, del Ventennio: "Il passato va sempre ricordato -avverte- chi non ha memoria è perduto, la storia deve essere sempre maestra di vita, ma la storia va studiata correttamente". Ma si guarda avanti. "Oggi in politica c'è tanta impreparazione, poca cultura, noi siamo stati travolti dalle adesioni, assistiamo a tanto spontaneismo, sono corsi in tanti per toccare con mano, possiamo dire, quello che è il nostro nuovo partito, c'è tanta attesa".
(Adnkronos) - "Tra aspettative confermate e dubbi ancora aperti, l’Italia ha avviato il proprio percorso di recepimento della Direttiva 970/2023 sulla trasparenza salariale. Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione, successivamente trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri parlamentari. Rispetto alla Direttiva, la bozza di decreto introduce alcune semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese italiane, ma altrettanti dubbi interpretativi. La più grande semplificazione riguarda il riferimento ai contratti collettivi per la definizione delle categorie di lavoratori che svolgono lavoro uguale o di pari valore. Ai sensi della bozza di decreto, costituisce 'stesso lavoro' o 'lavoro di pari valore' quello riconducibile a mansioni identiche o comparabili, riconducibili al medesimo livello del contratto collettivo applicato". Così, con Adnkronos/Labitalia, Ornella Patané, partner di Toffoletto De Luca Tamajo, in merito allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva EU sulla trasparenza salariale. Secondo l'esperta, "si tratta di una presunzione semplice a favore della contrattazione collettiva che assicura sistemi di classificazione retributiva fondati su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, ai sensi della Direttiva, e che consente la prova contraria, ovvero la dimostrazione dell’esistenza di trattamenti retributivi individuali discriminatori" "Il riferimento alla contrattazione collettiva, tuttavia, non risulta sempre adeguato -continua Patanè- ai fini di una compiuta attuazione della Direttiva. In primo luogo, perché i livelli dei contratti collettivi sono generici e molto ampi e non prendono in considerazione ogni singola organizzazione aziendale. In secondo luogo, essi non prevedono livelli retributivi per la fascia più alta della popolazione aziendale, ovvero per quadri e dirigenti, ove si annida statisticamente la discriminazione retributiva di genere". "Forse proprio in considerazione di questo, la bozza di decreto consente -spiega ancora l'esperta di diritto- anche sistemi di classificazione professionale decisi dal datore di lavoro ai fini della determinazione della retribuzione, integrativi dei livelli previsti dalla contrattazione collettiva, purché anch’essi basati su criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere. A differenza di quanto previsto dalla Direttiva, tali sistemi integrativi di classificazione dei lavoratori sono decisi unilateralmente dalle imprese e non condivisi con i rappresentanti dei lavoratori". Secondo Patanè "presenta, inoltre, dei problemi interpretativi la definizione di livello retributivo, introdotta dalla bozza di decreto rispetto a quanto previsto dalla Direttiva: definizione certamente importante perché su di essa si baseranno tutte le comparazioni introdotte dalla Direttiva per valutare la sussistenza di un gap retributivo di genere. Nella bozza di decreto, vanno esclusi dal livello retributivo i superminimi individuali, i premi una tantum e le indennità ad personam, qualora questi siano stati previsti a favore di alcuni dipendenti sulla base di criteri 'oggettivi individuali'". "Tale formulazione poco felice da un punto di vista lessicale prima ancora che giuridico, introduce non poche incertezze interpretative soprattutto perché pare vanificare lo scopo della Direttiva volto a comparare tutti gli elementi retributivi, fissi, variabili e in natura proprio al fine di rinvenire eventuali situazioni di discriminazione", conclude Patanè.
(Adnkronos) - Gewiss conferma anche per il 2026 la propria partecipazione a Key, la manifestazione di riferimento per le tecnologie dedicate alla transizione energetica, in programma fino al 6 marzo a Rimini Expo Centre. L’azienda è presente con uno stand dedicato nel Padiglione A3, stand numero 140, dove presenta la propria offerta di soluzioni integrate per la mobilità elettrica, la distribuzione dell’energia in bassa tensione e sistemi a supporto di un’energia sempre più sostenibile. La presenza a Key - 2026 conferma la visione strategica di Gewiss, orientata alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica e alla creazione di valore per persone, imprese e territori. Attraverso un’offerta completa e integrata di soluzioni, il Gruppo accompagna ogni progetto in tutte le sue fasi, dalla pianificazione alla realizzazione. Con un portafoglio che unisce mobilità elettrica, distribuzione dell’energia e generazione fotovoltaica evoluta, Gewiss ribadisce il proprio impegno nel progettare spazi più intelligenti, sostenibili e connessi. "Ci presentiamo a Key – The Energy Transition Expo in un contesto geopolitico complesso, caratterizzato da instabilità internazionale, tensioni sui mercati energetici e una crescente esigenza di autonomia e sicurezza delle infrastrutture. In uno scenario come questo, il tema dell’energia non è solo una questione tecnologica, ma una leva strategica per la competitività dei territori e delle imprese. Come Gruppo Gewiss scegliamo di rispondere con una proposta concreta e integrata: un ecosistema completo che mette in relazione mobilità elettrica, distribuzione dell’energia in bassa tensione e generazione fotovoltaica evoluta. Non portiamo in fiera singoli prodotti, ma un modello energetico capace di garantire continuità di servizio, affidabilità e semplicità di gestione, accompagnando clienti e partner in progetti complessi, dal residenziale all’industriale fino agli spazi urbani. La nostra offerta spazia dalle soluzioni Joinon per la ricarica elettrica, oggi potenziate con l’estensione della gamma DC fino a 180 kW, ai sistemi per la distribuzione in bassa tensione, fino al nuovo concetto di fotovoltaico tridimensionale Dynamo. È una visione che integra tecnologia, sostenibilità ed estetica, perché la transizione energetica non riguarda solo l’efficienza, ma il modo in cui immaginiamo e costruiamo il paesaggio energetico del futuro", dichiara Lorenzo Arboscelli, Marketing Manager Italy, Gewiss”.