INFORMAZIONI![]() Paolo QuagliniWorking Web srl Comunicazione e Marketing, Internet e Portali, Web Agency Ruolo: Sales & Marketing Area: (responsabile) Sales Management Paolo Quaglini |
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(Adnkronos) - Il Napoli fatica, ma batte il Cagliari 1-0 nella seconda giornata di Serie A. Oggi, sabato 30 agosto, al Maradona decide la rete di Anguissa in extremis, al 95’, che regala i tre punti a Conte, lanciando gli azzurri al primo posto a 6 punti insieme a Roma e Cremonese. Il Napoli risolve la pratica con i sardi con la forza del suo organico e un pizzico di fortuna, solo amarezza invece per gli uomini di Pisacane che erano riusciti a tenere in scacco i campioni d'Italia per oltre 94 minuti. Dopo una prima mezz'ora senza particolari emozioni, la gara si accende con Esposito che non arriva per questione di centimetri a beffare Meret. L'unica vera occasione da gol del primo tempo se la costruisce McTominay con uno slalom in area e il successivo destro, deviato in corner da Caprile al 45’. Lo stesso scozzese ci prova ad inizio ripresa ma non inquadra la porta. La squadra di Conte aumenta la spinta e al 61' Politano svirgola con il sinistro in girata, poi l'esterno azzurro ha una seconda chance col destro trovando solo l'esterno della rete. Il Cagliari risponde con Luvumbo che prova il sinistro a giro dal limite ma finisce sopra la traversa. Sardi ancora pericolosi al 74' con Luvumbo che crossa sul secondo palo e Folorunsho ci arriva in spaccata ma non trova la porta da breve distanza. Nel finale ancora Napoli pericoloso all’81' con l’errore in uscita dal basso della squadra di Pisacane e Lang che si ritrova la palla sul destro e calcia a botta sicura, trovando però la deviazione decisiva di Mina. Nel recupero il Napoli prova il tutto per tutto e prima al 93’ McTominay si divora un rigore in movimento con il destro e poi al 95’ arriva la zampata di Anguissa su assist rasoterra di Buongiorno dalla sinistra. Caprile non può nulla sul destro basso del centrocampista che fa esplodere il Maradona a 20 secondi dal termine. Nel prossimo turno i campioni d'Italia saranno di scena a Firenze, mentre i sardi avranno la sfida con il Parma all'Unipol Domus.
(Adnkronos) - "Il dazio 15% è tanto, però se consideriamo che comunque una bottiglia di prosecco va allo scaffale negli Usa sui 15 dollari non credo che gli americani siano disposti a rinunciare al prosecco per pochi dollari in più. Quello che ha fatto più male in questi mesi è stata l'incertezza". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giovanni Martellozzo, chief financial officer di Bellussi, tra le aziende che rappresentano l'eccellenza dei prosecchi e spumanti italiani, oltre che produttori di Brunello di Montalcino con Belpoggio, commenta il no all'esenzione di vini e superalcolici Ue dai dazi al 15% sul mercato Usa. E Martellozzo, che insieme alle sorelle rappresenta la quarta generazione di imprenditori vitivinicoli che producono prosecco e anche Brunello di Montalcino con l'altra azienda di famiglia Belpoggio, ricorda che i dazi hanno scatenato "terrore" per mesi sui mercati. "Bellussi è un'azienda per lo più 'domestica' -sottolinea- il 65-70% del fatturato è in Italia, il 30% invece all'estero. E il primo mercato per noi fuori dall'Italia sono gli Stati Uniti. Bellussi, che fa anche da hub logistico per Belpoggio, produce prosecco e spumanti, mentre con Belpoggio a Montalcino facciamo il Brunello", ribadisce. I numeri delle realtà produttive del Gruppo sono rilevanti. "Con Bellussi produciamo 2 milioni di bottiglie in totale, e prevalentemente il nostro primo prodotto è il Prosecco Docg di Valdobbiadene. Poi facciamo anche altri spumanti, per un catalogo di 25 prodotti. Il Brunello invece è una realtà a sè stante, è un'azienda piccolina, 5 ettari e facciamo sulle 30 mila bottiglie in totale. Ma è solitamente un ottimo biglietto da visita all'estero. Noi infatti molto spesso entriamo nei mercati con il Brunello e poi magari dopo, quando conquistiamo il cliente, l'importatore, gli diamo anche il prosecco", spiega. I viticoltori italiani hanno sperato fino alla fine in un'esenzione. "Naturalmente abbiamo sperato che ci fosse un'esenzione per il vino ma almeno ora abbiamo finalmente una certezza e sulla base di questa si può impostare una strategia tra noi produttori, l'importatore e il rivenditore finale e si va avanti. Invece finora l'incertezza ha portato solo danni", sottolinea. Secondo Martellozzo "i dazi hanno creato 'terrore' non solo nei rapporti economici con gli Stati Uniti ma anche sugli altri mercati, 'rompendo' gli equilibri dei tassi di cambio. Ad esempio il dollaro australiano ha perso sull'euro quindi l'importatore australiano ci ha detto 'aspettiamo un attimo a ordinare perché ci rimettiamo' perché il dollaro australiano è sceso e quindi avrebbe dovuto pagare di più. Ed è un po' il clima in giro per i mercati in tutto il mondo", sottolinea. E per il vino non è un periodo semplice. "Il mercato del vino in questo momento sta affrontando un periodo di crisi, perché i consumi sono diminuiti per il cambiamento dello stile di vita. I giovani sempre più non bevono e non apprezzano il vino. Basti pensare che abbiamo in giacenza in totale in tutta Italia qualcosa come un'intera vendemmia di vino. E quindi a mio parere il Governo e l'Unione Europea dovrebbero cercare di promuovere la cultura del consumo del vino, non demonizzarla. Invece si sta portando avanti un po' il concetto che il vino fa male e questa tendenza ha messo in crisi il settore", conclude Martellozzo.
(Adnkronos) - Fire accoglie "favorevolmente il decreto di revisione del meccanismo dei Certificati bianchi da poco firmato dal Mase ed attualmente all’esame della Corte dei Conti. Le nuove regole introducono una maggiore flessibilità e semplificazioni sia per i proponenti che per la presentazione dei progetti, oltre a definire gli obblighi fino al 2030 in linea con le previsioni del Pniec". "Questo induce ad essere ottimisti circa la continuità della crescita del meccanismo in atto da qualche anno - osserva Fire - La conferma dei vari meccanismi di flessibilità, con riduzione progressiva dei titoli virtuali negli anni, consentirebbe comunque di affrontare eventuali periodi di carenza di Tee senza eccessivi traumi. La previsione di introdurre uno schema d'aste, che sarebbe stato utile per promuovere interventi non sufficientemente supportati dei certificati bianchi, è declassata a possibilità, ma comunque rimane e dunque lascia aperto uno spiraglio". In sintesi, "per quanto riteniamo che sarebbe possibile introdurre misure più spinte per ottenere di più da questo schema, riteniamo che sia stato fatto un passo avanti positivo e che ci sia spazio per ulteriori rafforzamenti nei prossimi anni, nell'interesse delle imprese, degli enti e del Paese. Come Fire continueremo a collaborare con le istituzioni di riferimento in quest'ottica".