(Adnkronos) - L'ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, è stato arrestato oggi, lunedì 23 febbraio, dalla Metropolitan Police con l’accusa di abuso d'ufficio. In una nota, citata da Sky News, la polizia ha riferito che un uomo di 72 anni è stato fermato a un indirizzo nel quartiere londinese di Camden e condotto in una stazione di polizia per essere interrogato. L'arresto segue l’esecuzione di mandati di perquisizione in due proprietà nelle aree di Wiltshire e Camden. Mandelson ha in precedenza respinto ogni accusa di illecito. Il governo britannico ha inoltre annunciato che la prima tranche di documenti relativi alla nomina di Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti sarà pubblicata all'inizio di marzo. Il capo segretario del premier Keir Starmer, Darren Jones, ha spiegato alla Camera dei Comuni che i file saranno diffusi progressivamente, mentre un documento legato all’indagine in corso sarà reso pubblico solo successivamente, in accordo con la polizia. All'inizio del mese i deputati avevano votato per obbligare l'esecutivo a rendere pubblica tutta la documentazione relativa all'incarico diplomatico di Mandelson. Secondo Sky News, i materiali coinvolti sarebbero migliaia. Il ministro ombra conservatore Mike Wood ha criticato i tempi della pubblicazione, accusando il governo di procedere "con l'urgenza di un bradipo stanco in un lunedì festivo". All’inizio del mese - dopo essere stato richiamato a settembre dall’incarico di ambasciatore negli Usa in seguito alle prime rivelazioni legate ai file sul caso Epstein - Mandelson aveva annunciato il ritiro dalla Camera dei Lord, con effetto dal 4 febbraio, lasciando anche il Partito laburista sotto la crescente pressione politica e mediatica provocata dalle nuove informazioni emerse dall’ultima pubblicazione del Dipartimento di Giustizia statunitense. La rinuncia al seggio parlamentare non comporta però la perdita automatica del titolo nobiliare di Lord, che può essere revocato soltanto attraverso una specifica legge del Parlamento. Il governo ha indicato l’intenzione di valutare nuove norme in materia, mentre Starmer ha affermato che non sarebbe opportuno che Mandelson continui a utilizzare il titolo.
(Adnkronos) - "Dobbiamo convincerci che le donne hanno il privilegio di partorire, ma il dovere di educare i figli non può essere solo loro. La genitorialità è un diritto, ma il dovere non si può lasciare soltanto alle donne. Metterei una multa agli uomini che non si occupano della casa, perché non è giusto. È un problema di cultura". Sono le parole di Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, all’evento 'Progetto donna' promosso, oggi a Milano, dall’Ordine degli ingegneri della provincia meneghina. "Tengo molto a questa fotografia: lì c'è scritto 'È nata la Repubblica italiana'. Era il 6 giugno 1946 e io c’ero -spiega-. Ricordo di aver letto quel giornale e di aver pensato: 'Questo è davvero un cambiamento per noi’' perché era la prima volta che le donne potevano votare. Le donne ottennero il diritto di voto quarant’anni dopo uomini che, in molti casi, erano analfabeti. In quegli anni uomini che non sapevano né leggere né scrivere decidevano le sorti dell’Italia, mentre donne laureate non potevano farlo -sottolinea Ercoli Finzi-. Ricordo una frase attribuita a Giolitti: 'Dare il voto alle donne potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. Io credo che abbiano una capacità di vedere lontano che noi uomini non abbiamo'". "Il voto alle donne significava poter occupare posizioni decisionali. Oggi molte donne ricoprono incarichi importanti, anche come amministratrici delegate, ma spesso si tratta di aziende di famiglia -continua-. Esistono ancora politiche e sistemi per cui alle donne non viene riconosciuto ciò che meritano. Perché, quando scade una posizione apicale occupata da un uomo, si sostituisce con un altro uomo? Le donne sono ugualmente capaci. Alle ragazze dico: abbiamo diritti civili. Se non ci vengono riconosciuti, dobbiamo fare la rivoluzione", conclude Ercoli Finzi.
(Adnkronos) - Nel contesto dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, evento che intreccia sport, sostenibilità e innovazione, Gruppo Saviola contribuisce all’arredamento delle foresterie dell’Alta Valtellina attraverso l’allestimento delle aree di accoglienza di Bormio, Livigno, San Rocco e Trepalle (in provincia di Sondrio), destinate al personale sanitario. Grazie all’utilizzo del 'Pannello Ecologico' - fa sapere l'azienda in una nota - prodotto al 100% da legno riciclato e interamente Made in Italy, l’interior design segue i principi dell’architettura sostenibile, privilegiando soluzioni progettate per essere riutilizzate al termine dei Giochi. Un approccio circolare che permette di prolungare la vita delle strutture, ridurre gli sprechi e valorizzare al massimo le risorse impiegate, in piena coerenza con la filosofia del Gruppo. L’allestimento degli ambienti abitativi è frutto della collaborazione di Gruppo Saviola con Missaglia Srl, realtà di Lissone (MB), responsabile dello sviluppo, della progettazione e dell’installazione degli spazi. Il progetto è poi stato realizzato da S75 Spa, produttore degli arredi realizzati, utilizzando i decorativi Saviola. L’impiego del legno rigenerato Saviola ha inoltre permesso di risparmiare 103 alberi. “Essere parte delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 rappresenta per noi non solo un orgoglio, ma anche una responsabilità. Portiamo nell’Alta Valtellina un modello di economia circolare e di upcycling che da oltre 30 anni guida le nostre scelte industriali. Sapere che anche dopo le olimpiadi resteranno disponibili ambienti realizzati con materiali sostenibili e di alta qualità italiana è per noi motivo di grande soddisfazione. Questa collaborazione dimostra che la sostenibilità è sempre più un vantaggio competitivo: un’opportunità per creare valore, innovazione e bellezza”, dice Alessandro Saviola, presidente di Gruppo Saviola.