INFORMAZIONIempatia comunicazione Relazioni Pubbliche e Uffici Stampa, Comunicazione e Marketing Ruolo: Strategic Producer, Senior Executive Account Area: Marketing Management Paolo Bartoloni |
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(Adnkronos) - La Russia prepara "un attacco massiccio" contro le infrastrutture energetiche dell'Ucraina. L'allarme arriva dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla vigilia dei colloqui a Ginevra. Zelensky denuncia un ultimo attacco contro obiettivi del settore energetico in Ucraina. "Questo dice molto di come la Russia consideri il lavoro diplomatico dei partner - ha scritto in un post su X il presidente ucraino dopo il briefing con i vertici militari sulla situazione al fronte - Ogni missile russo è la risposta dell'aggressore ai loro appelli a porre fine alla guerra". Per Zelensky serve un pressing continuo sulla Russia e vanno offerte all'Ucraina "garanzie di sicurezza chiare". Il presidente ucraino ha precisato di aver dato istruzioni ai vertici militari e di Ukrenergo affinché venga ulteriormente rafforzata la sicurezza dei siti considerati a rischio, "tenendo conto delle informazioni di intelligence sui preparativi da parte della Russia per un attacco massiccio". La fornitura di missili per la difesa aerea resta una "priorità", ha ribadito. In un precedente post, il presidente ucraino ha sottolineato che "è un errore grave permettere all'aggressore di prendere qualcosa. E' stato un grosso errore fin dall'inizio, a partire dal 2014. E anche prima di allora". Mentre la guerra in Ucraina sta per entrare nel quarto anno dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, Zelensky ha messo in chiaro: "Non voglio essere il presidente che ripeterà gli errori commessi dai miei predecessori o da altre persone. Non parlo solo dell'Ucraina. Parlo dei leader di diversi Paesi che hanno permesso a un Paese aggressivo come la Russia di entrare nel loro territorio. Non si può fermare Putin con baci o fiori. Io non l'ho mai fatto ed è per questo non penso sia la strada giusta. Il mio consiglio per tutti è di non farlo con Putin". Altrimenti, ha avvertito, "ci sarà un primo passo, poi in cinque anni ricostruirà il suo esercito, aumenterà il numero di soldati, il suo esercito sarà ben addestrato. Perché ha perso molto personale ben addestrato. Attualmente perde 30-35.000 persone al mese. Potete immaginare tutto questo nel XXI secolo? Potete immaginare che sta perdendo 35.000 persone al mese? Non sono certo lo sappia". Zelensky ha insistito per "sanzioni totali" contro la Russia e affinché il nucleare non resti escluso. "Sanzioni totali significa totali", ha scritto a chiare lettere su X, ringraziando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che "ha adottato misure forti sanzionando Lukoil e Rosneft". "Può sanzionare tutto il loro settore dell'energia, in particolare l'energia nucleare", ha aggiunto il presidente ucraino, convinto che "sarà un messaggio potente per gli europei". "Gli europei hanno fatto molto, ma non hanno ancora sanzionato l'energia nucleare russa, Rosatom", ha incalzato Zelensky, citando dirigenti e parenti e affermando che vivono in Europa e negli Stati Uniti. "Andate in Russia. Tornate a casa. Non rispettate nessuno negli Usa. Non rispettate le regole. Non rispettate la democrazia - ha concluso - Non rispettate l'Ucraina né l'Europa. Andatevene a casa". L'agenda dei colloqui di domani sull'Ucraina, a cui prenderanno parte a Ginevra delegazioni di Stati Uniti, Ucraina e Russia, "sarà più ampia" rispetto a quella delle trattative, in due diversi round, di Abu Dhabi. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che si discuterà anche dei territori. "Questa è la ragione per cui è richiesta la presenza del nostro capo negoziatore, Vladimir Medinsky", ha spiegato. Ad Abu Dhabi guidava la delegazione russa invece il direttore del Gru Igor Kostyukov. C'è anche l'ipotesi di un cessate il fuoco energetico sul tavolo dei negoziati. Lo scrive l'agenzia di stampa russa Tass citando una fonte occidentale: "La questione di un cessate il fuoco energetico verrà senza dubbio sollevata". Da Budapest Marco Rubio ha rivendicato che gli Stati Uniti sembrano essere "l'unica nazione sulla Terra" in grado di portare rappresentanti ucraini e russi "al tavolo per parlare". "Non voglio insultare nessuno, ma le Nazioni Unite non sono in grado di farlo, non c'è un altro Paese in Europa che è stato in grado di farlo", ha affermato il segretario di Stato Usa rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa con Viktor Orban. "Noi non siamo cercando di imporre un accordo a nessuno - ha detto Rubio - non stiamo cercando di costringere nessuno ad accettare un accordo che non vogliono. Vogliamo solo aiutarli, perché pensiamo che sia una guerra incredibilmente dannosa, incredibilmente distruttiva". Per Orban, "se Trump fosse stato il presidente degli Stati Uniti questa guerra non sarebbe mai scoppiata. E se lui non fosse il presidente allora non avremmo avuto nessuna chance di mettere fine alla guerra con la pace". Il premier ungherese ha assicurato di "continuare a sostenere gli sforzi di pace" degli Stati Uniti, aggiungendo, durante la conferenza stampa con Rubio, che l'Ungheria "rimane pronta" ad offrire Budapest come sede di un vertice di pace, se questo sarà possibile. Sul campo la Russia ha intanto rivendicato il controllo di due località nella regione di Sumy e nel Donetsk, nell'est dell'Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, sono sotto controllo russo le località di Pokrovka, nella regione di Sumy, e Minkivka, nel Donetsk. Lo riportano i media russi. Nel 2025 le vittime civili in Ucraina causate dai bombardamenti sono aumentate del 26%, un dato che riflette l'aumento degli attacchi russi contro città e infrastrutture del Paese. Secondo quanto riportato dal Guardian, che cita Action on Armed Violence (AOAV), 2.248 civili sono stati uccisi e 12.493 feriti a causa delle violenze in Ucraina, con un numero di vittime e incidenti in significativo aumento.
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L’Ansitz Heufler di Norbert Niederkofler, a Rasun-Anterselva (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - L'economia circolare offre "vantaggi significativi" per le imprese italiane ed è "fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo". Mariangela Cozzolino, responsabile Competence Center Economia Circolare e Clean Tech di Cdp, fa il punto con l'Adnkronos su evoluzione, opportunità e sfide di un modello economico di produzione e consumo basato su riutilizzo, riparazione e riciclo. "L’Italia si distingue in Europa tra i Paesi più virtuosi nella transizione verso un'economia circolare - osserva - Le esperienze più mature nel settore si concentrano sul riciclo ma, negli ultimi anni, si registra da parte delle imprese un aumento del livello di adozione di pratiche circolari che spaziano dal design sostenibile ai servizi che permettono di allungare la vita del prodotto, segnalando un approccio sempre più integrato lungo l’intera filiera produttiva. La trasformazione dei modelli di business in ottica 'circolare' comporta per le imprese italiane vantaggi significativi sul fronte economico, quali ad esempio: valorizzazione degli scarti, riduzione dei costi di produzione, rafforzamento del marchio, minore probabilità di default e una maggiore generazione di cassa da destinare all’investimento". Non solo: "L’economia circolare rappresenta, inoltre, un fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo, perché rafforza l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimola l’innovazione e l’avanzamento delle tecnologie". Guardando al futuro, però, non mancano le sfide da affrontare. "Servono investimenti forti su larga scala, puntando al potenziamento delle filiere, ma diventa fondamentale anche rafforzare il mercato delle cosiddette 'materie prime seconde', che derivano da scarti - osserva Cozzolino - Accanto a ciò è senz’altro necessario favorire accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile delle materie prime e potenziare la sensibilizzazione dei consumatori. La finanza rappresenta una leva strategica per orientare gli investimenti grazie a prodotti finanziari dedicati e al ruolo chiave degli Istituti Nazionali di Promozione, come Cassa Depositi e Prestiti per l’Italia". In questo quadro, sottolinea, "l’economia circolare ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp. Le principali priorità di intervento riguardano sia la massimizzazione del recupero di materia e di energia a favore della chiusura del ciclo di rifiuti sia il potenziamento delle filiere innovative del riciclo e del riuso. In queste aree, Cdp interviene principalmente concedendo finanziamenti a favore di imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni e offrendo, a queste ultime, servizi di Advisory nelle fasi di programmazione, progettazione e implementazione degli investimenti". La spinta nella direzione della circolarità può arrivare anche dall'Europa grazie alle norme approvate e in via di definizione. "La normativa europea costituisce una leva strategica che può consentire all’Italia di accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale circolare e competitivo. Un esempio è rappresentato dall’adozione, avvenuta nel dicembre 2024, del Regolamento Ue che punta a rafforzare la circolarità nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio", ricorda. "Sono poi sicuramente destinati ad avere particolare rilievo il Clean Industrial Deal, che si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità dell’economia europea al 2030, e il Circular Economy Act, atteso per questo anno. Con quest’ultimo si punterà a creare un comune framework legislativo, promuovere un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie a livello Ue e definire un quadro univoco ed aggiornato per la raccolta e il riciclo dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In aggiunta a ciò, sarebbe utile raggiungere una maggiore armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore e dei criteri sull’End of Waste, con una semplificazione delle procedure", conclude.