INFORMAZIONICamera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Napoli Industria, Commercio e Artigianato Ruolo: Responsabile del Personale Area: Human Resource Management Paola Altieri |
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(Adnkronos) - "Non hanno una marina militare, non hanno un'aeronautica, non hanno sistemi di rilevamento aereo, i loro radar sono stati distrutti. Di fatto tutto è stato distrutto". Così il presidente americano Donald Trump nel corso del bilaterale con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz alla Casa Bianca. "Dal punto di vista militare - ha continuato - li abbiamo colpiti in maniera durissima, stanno usando i missili che hanno costruito nel corso degli anni. Li stanno usando in maniera massiccia, molti sono stati distrutti da noi". Trump ha quindi respinto l'ipotesi secondo cui Israele avrebbe "forzato la mano", spingendolo ad attaccare l'Iran. "No. Potrei essere stato io a costringerli - ha detto nello Studio Ovale - Secondo me, quei pazzi avrebbero attaccato per primi". "Sulla base dei colloqui - le parole di Trump -, ho ritenuto che avrebbero attaccato per primi, erano pronti a colpire Israele e non volevo che succedesse. Israele era pronto, noi eravamo pronti: abbiamo avuto un impatto notevole. L'Iran sta finendo i missili, ha colpito paesi neutrali: è stata una sorpresa. E ora tutti questi paesi stanno combattendo duramente contro l'Iran. Si sono ritrovati sotto i missili all'improvviso". Lo scenario peggiore che potrebbe emergere dall'operazione statunitense in Iran, sarebbe "colpire e poi avere al potere qualcuno più malvagio del precedente", la guida suprema Ali Khamenei, ha continuato il leader Usa. "Potrebbe succedere. Chi vorremmo come leader? Molte delle persone che avevamo in mente sono morte", ha poi sottolineato. "C'è stato - ha poi aggiunto senza fare riferimenti espliciti al recente attacco missilistico contro la sede dell'Assemblea degli Esperti a Qom - un altro attacco alla nuova leadership. Sembra sia stato piuttosto sostanziale". E ancora: "Abbiamo eliminato il leader, oggi abbiamo colpito la nuova leadership in maniera molto dura. Molte persone chiedono l'immunità, finiranno per deporre le armi: intanto, noi andiamo avanti".
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale è già dentro le nostre fabbriche. Io ne sono entusiasta, sono convinto che migliorerà al meglio non solo il lavoro ma la vita di tutti noi. Io credo che sia un'ottima occasione per l'Italia e l'Europa per mantenere i livelli di occupazione che abbiamo avuto finora. Dovremo vedere come fare per avere la migliore applicazione possibile. Cosa dobbiamo fare? Innovazione, innovazione, innovazione". Lo ha detto Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e in corso a Roma. Marchesini ha sottolineato: "Oggi ho sentito parlare molto più di rischi che di opportunità. Ma la forza di questa tecnologia è talmente grande che non possiamo assolutamente trascurarla né pensare di ostacolare l'applicazione dell'intelligenza artificiale. Anzi, dobbiamo trovare tutti i modi possibili per favorirla, tenendo presente ovviamente che ci saranno delle problematiche di tipo individuale che dovremo risolvere in maniera collettiva naturalmente", ha sottolineato. Per il vice presidente di Confindustria centrale sarà la formazione. "L'intelligenza artificiale -ha detto- non è un sostitutore di lavoro, ma un potenziatore di lavoro. Dobbiamo tenere presente la struttura industriale del nostro Paese, che è composta soprattutto di piccolissime imprese. Quindi, ben lontani da ostacolarla, dobbiamo, tenendo conto evidentemente delle problematiche che possono insorgere, incentivare l'applicazione dell'Ia. Chiaramente c'è un compito anche delle parti sociali in tutto questo, che è di osservare quello che succede, di prevenire e risolvere gli eventuali problemi", conclude.
(Adnkronos) - “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” in Senato, organizzata da Oliver Wyman e Wec Italia. “In questo contesto – ha spiegato – programmare, pianificare e dibattere i giusti investimenti per il Paese è fondamentale per guidare queste trasformazioni” Iren, ha sottolineato Bufo, è impegnata “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Un percorso che deve riguardare non solo la produzione ma anche le reti e i sistemi di accumulo, in un quadro in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”. Un capitolo centrale è quello dei data center: “Stimiamo che anche in Italia possa verificarsi quanto già accaduto negli Stati Uniti, con un forte aumento della domanda di energia elettrica”. Da qui la necessità di investimenti nelle reti e nella decarbonizzazione, insieme all’impiego delle tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale, “che garantiscono ulteriore flessibilità e slancio”. Di fronte ai breakthrough tecnologici, ha osservato, “gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.