(Adnkronos) - La Commissione europea ha approvato depemokimab per due indicazioni: come trattamento di mantenimento aggiuntivo per l'asma grave con infiammazione di tipo 2 caratterizzata da conta eosinofila ematica, in adulti e adolescenti dai 12 anni in su che non sono adeguatamente controllati nonostante l'assunzione di corticosteroidi inalatori ad alto dosaggio (Ics) più un altro farmaco per il controllo dell'asma; come terapia aggiuntiva con corticosteroidi intranasali per il trattamento di pazienti adulti con rinosinusite cronica con polipi nasali (Crswnp) grave, per i quali la terapia con corticosteroidi sistemici e/o la chirurgia non forniscono un adeguato controllo della malattia. Lo annuncia in una nota Gsk, spiegando che si tratta del primo e unico biologico a durata d'azione ultra-lunga nell'Ue con queste indicazioni. L'approvazione - spiega l'azienda - si basa sui dati degli studi di fase III Swift e Anchor, che hanno dimostrato un'efficacia sostenuta con un regime di dosaggio di depemokimab 2 volte all'anno. Ciascuno dei 4 studi ha raggiunto i propri endpoint primari o co-primari con risultati statisticamente e clinicamente significativi, confrontando l'aggiunta di depemokimab allo standard di cura rispetto al solo standard di cura stesso. "L'approvazione di depemokimab nell'Ue - dichiara Kaivan Khavandi, Svp Global Head, Respiratory, Immunology & Inflammation R&D di Gsk - significa che ora esiste un'opzione innovativa a durata d'azione ultra-lunga che offre un’efficacia sostenuta su 6 mesi per proteggere i pazienti dalle gravi riacutizzazioni dell'asma e dai sintomi debilitanti associati alla Crswnp. Depemokimab può contribuire a ridefinire la terapia per i milioni di pazienti che convivono con queste condizioni persistenti e gravose, supportandoli nel raggiungimento dei loro obiettivi terapeutici con sole due dosi all'anno". L'asma colpisce più di 42 milioni di persone in Europa. Circa il 5-10% dei pazienti soffre di asma grave e molti continuano a manifestare esacerbazioni e una riduzione della qualità della vita nonostante il trattamento. Inoltre, i pazienti con Crswnp presentano sintomi quotidiani debilitanti e quasi la metà rimane incontrollata. Depemokimab - descrive la nota - è una nuova terapia che combina un'elevata affinità di legame dell'interleuchina-5 (IL-5) e un'elevata potenza con un'emivita prolungata, consentendo la soppressione sostenuta dell'infiammazione di tipo 2, che causa la malattia, con un dosaggio semestrale che potrebbe rispondere al continuo bisogno insoddisfatto di queste malattie. "Le persone affette da asma grave devono affrontare esacerbazioni persistenti causate da un'infiammazione di tipo 2 incontrollata - afferma Stephanie Korn, responsabile del Centro di ricerca clinica Ikf Pneumologie Mainz, Germania - Una nuova opzione con somministrazione semestrale, in grado di garantire una soppressione prolungata dell'infiammazione di tipo 2, rappresenta un'innovazione promettente per i pazienti europei affetti da asma grave che necessitano urgentemente di nuove soluzioni". Aggiunge Eugenio De Corso, professore all'università di Perugia: "La Crswnp ha un impatto profondo sulla vita quotidiana del paziente, causando un'ostruzione nasale debilitante che può rendere la respirazione, l'olfatto, il sonno e altre attività fondamentali difficili da portare avanti. Un'opzione terapeutica innovativa come depemokimab, che potrebbe aiutare i pazienti a raggiungere i loro obiettivi terapeutici con meno dosi, rappresenta un importante progresso". Nel dettaglio - continua la nota - gli studi di fase III Swift mostrano che il trattamento con depemokimab ha determinato una significativa riduzione del 58% e del 48% del tasso di riacutizzazioni asmatiche annualizzate (attacchi d'asma) nell'arco di 52 settimane. In un endpoint secondario degli studi Swift-1 e Swift-2, i pazienti trattati con depemokimab hanno avuto un numero inferiore di riacutizzazioni richiedenti ospedalizzazione e/o visita al pronto soccorso (1% e 4%) rispetto al placebo (rispettivamente 8% e 10%). Un'analisi aggregata predefinita dei 2 studi ha mostrato una riduzione del 72% del tasso annualizzato di esacerbazioni clinicamente significative richiedenti ospedalizzazione e/o visita al pronto soccorso su 52 settimane per il trattamento rispetto al placebo. I risultati completi degli studi sono stati presentati alla Conferenza internazionale della European Respiratory Society del 2024 e pubblicati sul 'New England Journal of Medicine'. Inoltre, negli studi di fase III Anchor, il trattamento con depemokimab ha determinato un miglioramento (riduzione) rispetto al basale nel punteggio dei polipi nasali (scala: 0-8) a 52 settimane e nella scala di risposta verbale all'ostruzione nasale (scala: 0-3) nelle settimane 49-52. I risultati completi sono stati presentati al Congresso congiunto dell'American Academy of Allergy, Asthma and Immunology (Aaaai) e della World Allergy Organization (Wao) del 2025 e pubblicato su 'The Lancet'. In tutti questi studi, depemokimab è stato ben tollerato, con pazienti che hanno manifestato una frequenza e una gravità degli effetti collaterali simili a quelle dei pazienti trattati con placebo. Depemokimab ha recentemente ricevuto l'approvazione negli Stati Uniti per il trattamento dell'asma grave, nonché l'autorizzazione all'immissione in commercio nel Regno Unito e in Giappone per il trattamento dell'asma grave e della Crswnp.
(Adnkronos) - Cresce nelle pmi italiane la consapevolezza del ruolo decisivo delle competenze manageriali nella gestione dei passaggi critici del proprio percorso di crescita: ricambio generazionale, nuovi assetti societari, trasformazione digitale, sempre più spesso trovano nella formazione dei dirigenti la leva capace di trasformare i processi di cambiamento in nuove leve di competitività. Lo conferma la graduatoria dei piani formativi finanziati con l'Avviso 2/2025 di Fondirigenti, pubblicata ieri, che fotografa bisogni, priorità e livelli di maturità delle imprese chiamate a governare, al loro interno, cambiamenti rapidi e complessi. Sono 152 i piani finanziati, che coinvolgeranno 239 dirigenti per un totale di 13.753 ore di formazione, con una media di 57,6 ore per dirigente e una richiesta media di finanziamento di poco più di 12mila euro per piano. Il dato più significativo è che il 75% dei piani formativi presentati ha superato la soglia di ammissibilità, con oltre la metà dei progetti idonei (53%) nella fascia più alta di valutazione, tra 85 e 100 punti. Una positiva evoluzione, che conferma il trend già evidenziato con i precedenti Avvisi, segno dell’elevata qualità delle proposte e di una progettualità più matura e consapevole da parte delle imprese. Vista la qualità complessiva dei progetti e dell'ampiezza della risposta, il cda di Fondirigenti ha deliberato di andare oltre lo stanziamento iniziale di 1,5 milioni di euro, euro per finanziare tutti i 152 piani idonei, per un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro che premia la crescita della progettualità nelle pmi. "La graduatoria - sottolinea Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - restituisce l'immagine di pmi sempre più consapevoli del fatto che, per attraversare fasi complesse come un passaggio generazionale o un'operazione societaria, servono competenze adeguate di governo, metodo e visione, dove la formazione può fare la differenza Colpisce, in particolare, la crescita della qualità progettuale degli interventi, nelle fasce di merito più alte, segno che le imprese stanno investendo in percorsi sempre più concreti e immediatamente utili, per prendere decisioni migliori e più tempestive". A livello territoriale, Veneto ed Emilia-Romagna hanno registrato il maggior numero di piani approvati, seguite dalla Lombardia; nel Mezzogiorno spicca la Campania. Diverse regioni con poche candidature hanno tuttavia raggiunto il 100% di approvazione, indice di una capacità progettuale solida e diffusa. I piani valutati evidenziano una adeguata correlazione tra i processi di 'metamorfosi' aziendale e i percorsi di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali, funzionali a ridefinirne l’identità, la struttura organizzativa e la visione strategica. I casi più virtuosi testimoniano un pensiero strategico di cambiamento, volto a garantire continuità e crescita nel lungo periodo, che comporta una profonda trasformazione culturale e organizzativa. Rispetto ai contenuti, i progetti nell'area del passaggio generazionale mostrano una forte attenzione alle competenze in materia di governance, alla mappatura e valorizzazione delle competenze, al mentoring e trasferimento del know-how, alla definizione di KPI e sistemi di performance management per rendere la transizione più solida. Dal canto loro, l'area delle operazioni societarie evidenzia un approccio orientato al rafforzamento strutturale delle competenze manageriali, con focus ricorrenti su finanza strategica, valutazione d'impresa, compliance e gestione del rischio, spesso con un'attenzione che si estende alla conoscenza delle filiere e dei mercati internazionali. L'area della trasformazione digitale funzionale alla crescita delle pmi si conferma infine di particolare interesse, soprattutto sui temi dell’Intelligenza Artificiale, integrazione dei sistemi, cybersecurity, analytics e governance dei dati. "Con l'Avviso 2/2025 - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - abbiamo voluto mettere a fuoco i momenti chiave in cui le Pmi si giocano continuità e competitività, ovvero il ricambio generazionale, gli assetti societari e la trasformazione digitale come leva di efficienza e di governo La risposta così ampia e di elevata qualità pervenuta dalle imprese conferma, da un lato, lo straordinario ruolo abilitante della formazione continua nelle grandi trasformazioni aziendali, dall'altro chiama sempre più in causa Fondirigenti come partner delle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni, per aiutarle a trasformare cambiamento e complessità in momenti di opportunità di crescita". "Il Fondo sottolinea - ha sempre avuto come tratto distintivo quello della qualità dell'azione formativa: l'innalzamento dell'asticella e la qualità dei piani ricevuti mostrano che il sistema produttivo e manageriale è pronto ad impegnarsi in questa direzione". La graduatoria completa è disponibile sul sito di Fondirigenti: https://www.fondirigenti.it.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.