(Adnkronos) - "Quest’anno la celebrazione riveste un significato speciale: ricorrerà tra breve l’ottantesimo anniversario della Repubblica, nata il 2 giugno 1946, quando le italiane, chiamate al voto dopo la prima volta nelle elezioni comunali di pochi mesi prima, che ripristinarono la democrazia nei Municipi, soppressa dalla dittatura, diedero il loro apporto decisivo alla costruzione della nuova Italia". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione al Quirinale della Giornata internazionale della donna. "In quel lontano 1946, dopo anni di sofferenze, di guerra e di lotta per la libertà, le donne furono finalmente chiamate alle urne. Un’autentica rivoluzione, che poneva fine - ha ricordato il capo dello Stato - a una secolare storia di discriminazione e di emarginazione e segnava l’inizio di una nuova stagione, dove responsabilità, opportunità, diritti valevano per donne e uomini, finalmente su un piano di totale parità". "Il loro ruolo protagonista le donne lo avevano testimoniato sempre e lo avevano ribadito sostenendo la società e l’economia italiana durante i penosi anni dei due conflitti mondiali, prendendo anche parte attiva alla Liberazione, come staffette partigiane, come attiviste, come combattenti. Dopo secoli in cui la donna era considerata in posizione subordinata e il suo ruolo nella società era confinato nella sfera familiare e domestica, il voto alle donne rappresentò il traguardo per il quale tante si erano impegnate". "Nella nostra Costituzione, all’articolo 3, l’eguaglianza, la dignità e la libertà delle donne" sono scolpite "non come concessione dall’alto, ma come diritto fondamentale di ogni persona". Tuttavia "non fu ancora il conseguimento dell’effettiva parità. Ma la Costituzione, affermandola, pose le basi del dovere della Repubblica di realizzarla e svilupparla, aprendo la strada a progressive conquiste legislative, realizzate soprattutto grazie all’impegno delle donne nel Parlamento e nella società. La donna italiana è scienziata, imprenditrice, artista, magistrata, astronauta, campionessa, leader politica e sindacale; è ai vertici dello Stato. Quante risorse, quanti talenti abbiamo perduto nel corso dei tempi passati!", ha affermato il presidente della Repubblica. "Le Istituzioni - ha ricordato il capo dello Stato - hanno offerto e offrono un esempio. Ma la questione non riguarda singole figure di eccellenza. La sfida riguarda milioni di donne, lavoratrici, professioniste, madri di famiglia. Il percorso potrà dirsi concluso soltanto quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà a esserci una perdita di valori e di opportunità per l’intera società italiana". "Questi ottant’anni non ci narrano soltanto una vicenda di emancipazione, ma una storia di crescita della nostra Repubblica e della qualità della democrazia. Dal contributo di competenza e di senso di responsabilità delle donne la Repubblica ha tratto vigore", ha detto Mattarella. "La Repubblica italiana, nei suoi ottant’anni di storia, ha saputo svilupparsi e consolidarsi nella libertà anche grazie al contributo delle donne. Continuerà a farlo se continuerà a dare voce, spazio e libertà ai loro talenti", ha sottolineato. "La presenza femminile nelle professioni o nelle istituzioni - ha affermato Il presidente della Repubblica - non è una questione di quote: è il segno di una Repubblica che riconosce e valorizza tutte le energie migliori di cui dispone. La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno dato molto alla Repubblica e l'equilibrio non è ancora alla pari". "Guardando al futuro - ha detto il capo dello Stato - la nostra Repubblica deve continuare a valorizzare il ruolo delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro. Una società che investe nelle donne diventa oltre che più equa, più forte, più innovativa, più dinamica. Tutti i fattori indicano che l’economia cresce con il lavoro femminile e con esso cresce la qualità complessiva della vita". "Promuovere politiche che favoriscano l’inclusione, la formazione, la leadership femminile, sostenere la maternità senza penalizzazioni di carriera, sono fattori fondamentali - ha rimarcato - per il futuro della nostra Italia". "Appare - ed è - paradossale doversi occupare sovente di violenza di genere. Eppure, purtroppo, è necessario. L’impegno di civiltà di consegnarla al passato non richiede soltanto il rafforzamento delle norme di legge e gli strumenti di tutela, ma richiede soprattutto di depurare gli animi da una mentalità distorta, che si alimenta di pregiudizi atavici e di ignoranza colpevole", ha affermato il presidente della Repubblica. "Educare al rispetto in famiglia anzitutto, a scuola, negli ambienti di lavoro, è la risposta più efficace - ha rimarcato - per costruire una società in cui nessuna donna possa aver paura o possa esser lasciata da sola".
(Adnkronos) - Adaptability e upskilling. Sono queste le due parole chiave che descrivono il mercato del lavoro di oggi. Dopo un biennio dominato dal dibattito sulle potenzialità delle nuove tecnologie, il 2026 si accinge a diventare l’anno della concretezza. Tutti i discorsi sull’intelligenza artificiale, sull’innovazione green e sull’industria 5.0 hanno smesso di essere proiezioni future e stanno diventando, sempre di più, realtà all’interno dei processi aziendali che non possiamo più ignorare. Questo cambio di paradigma si traduce, ovviamente, anche in una ricerca sempre più insistente di profili altamente qualificati e con competenze ibride, ovvero professionisti che, insieme alle hard skills, abbiano una visione di insieme per muoversi in contesti sempre più complessi. Competenze con una data di scadenza: il nuovo mercato del lavoro è sempre più dinamico. La velocità dell’innovazione ha ridotto drasticamente la vita delle hard skill. Secondo le ultime analisi di agap2 - multinazionale di consulenza operativa specializzata nel mondo dell’ingegneria e dell’It - oggi le competenze tecniche hanno un ciclo di vita media di circa due anni prima di diventare obsolete. Non si tratta più, quindi, solo di imparare a usare nuovi strumenti, ma di abbracciare percorsi di formazione continui e dinamici per adattarsi a un ambiente in costante evoluzione e cambiamento. "Il 2026 - afferma Alessandro Rosati, Ceo di agap2 - rappresenta uno spartiacque: non basta più essere spettatori dell'innovazione, bisogna saperla gestire. La vera sfida nei prossimi mesi sarà trasformare la velocità del cambiamento in un asset strategico per anticipare le esigenze di mercato e fornire risposte concrete, precise e tempestive. La capacità di disimparare e imparare di nuovo diventa il vero vantaggio competitivo per i candidati, ma anche per le aziende. Oggi nessun professionista può limitarsi ad essere un semplice esecutore, ma deve essere un artefice del cambiamento con competenze in perenne aggiornamento per poter colmare il gap che si apre tra l’innovazione tecnologica che corre velocissima e le necessità di sviluppo del business”. Maquali saranno i professionisti più richiesti nel 2026? Ecco il quadro tracciato da agap2. -Energy manager e sustainability engineer: in vista dei traguardi del Green Deal, queste figure evolvono da semplici consulenti ad architetti della transizione. Non si limitano all'efficientamento energetico, ma riprogettano l'intero ciclo di vita del prodotto secondo i principi dell'economia circolare, integrando fonti rinnovabili e tecnologie di cattura della Co2 per garantire la resilienza operativa e il rispetto dei nuovi standard Esg. -Ingegnere dell’automazione 5.0: il 2026 segna il passaggio definitivo dall'automazione rigida a quella collaborativa e cognitiva. Questo professionista progetta ecosistemi dove robotica avanzata e operatori umani interagiscono in sinergia (Cobot), sfruttando il Cloud Manufacturing e l'Edge Computing per creare linee produttive iper-flessibili, capaci di auto-ottimizzarsi in tempo reale grazie ai dati di fabbrica. -AI implementation specialist (o AI architect): è l'anello di congiunzione tra la data science e il business concreto. Il suo compito non è la creazione di codici grezzi, ma l'integrazione strategica di AI generativa e modelli predittivi nei workflow aziendali. Agisce come un traduttore tecnologico che adatta i modelli linguistici e gli algoritmi di machine learning per automatizzare decisioni complesse e personalizzare l'esperienza del cliente su scala industriale. -Cybersecurity governance consultant: con l'adozione della normativa Nis2 e del Cyber Resilience Act, la sicurezza diventa una questione di processo e non solo di difesa tecnica. Questo consulente gestisce la sicurezza dell'intera supply chain, trasformando la protezione dei dati in un asset competitivo. Coordina la gestione del rischio, la compliance normativa e la resilienza infrastrutturale per prevenire minacce sistemiche in un mondo sempre più interconnesso. -Data engineer: è l'architetto che costruisce le fondamenta del patrimonio informativo aziendale; progetta pipeline di dati scalabili e sicure che alimentano l'intelligenza artificiale in tempo reale. Il suo ruolo è cruciale per garantire la data quality e l'interoperabilità tra database eterogenei, trasformando flussi di dati grezzi in infrastrutture pronte per l'analisi strategica e il decision-making automatizzato.
(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up dell’Innovation District più innovative, in ciascuno dei sette settori merceologici della manifestazione (solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City). Hanno consegnato la targa agli espositori: il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, la Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg Alessandra Astolfi, la project manager di Key Giorgia Caprioli e il segretario generale di Motus-E Francesco Naso. Sono state premiate le aziende: IGreen System, Meteodyn, Clivet, Crrc Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed Enea. A consegnare la targa alle start-up sono stati Maurizio Ermeti, Alessandra Astolfi, Giorgia Caprioli, Francesca Zadro, Global Start-up Program dell’Agenzia Ice, Fabrizio Tollari, Head of Energy and Climate Unit di Art-Er, Nicoletta Amodio, Executive Adviser ricerca e innovazione di Confindustria e direttrice della Fondazione Mai, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Sono state premiate Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo, Enercade.