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(Adnkronos) - David Rosen, cofondatore di Sega e figura chiave nello sviluppo dell'industria dei videogiochi, dagli arcade alle console domestiche, è morto a Los Angeles all'età di 95 anni. Rosen ha guidato la società multinazionale giapponese dagli anni Sessanta fino agli anni Novanta, contribuendo in modo decisivo alla trasformazione di Sega in uno dei marchi più influenti della storia del gaming. La notizia della scomparsa è diffusa da RePlay Magazine, una pubblicazione di settore statunitense specializzata nei videogiochi, tramite una dichiarazione del suo portavoce Brad Callaway che ha confermato la morte avvenuta il 25 dicembre 2025. Nato a New York nel 1930, ex pilota dell'aeronautica militare statunitense durante la guerra di Corea, Rosen rimase in Giappone al termine del conflitto, affascinato dal Paese e dalle opportunità offerte dalla sua economia in ripresa. Nel 1954 fondò la Rosen Enterprises, inizialmente importando cabine fotografiche dagli Stati Uniti per rispondere alla crescente domanda di documenti d'identità. L'attività si estese presto ai flipper e alle macchine a gettoni, installate in negozi, ristoranti e cinema. Nel 1965 Rosen fuse la sua azienda con Nihon Goraku Bussan, società che operava nel settore dei coin-op con il nome Service Games: dalla contrazione di quest'ultimo nacque il marchio Sega. Nei quindici anni successivi l'azienda passò dall'importazione alla progettazione diretta di videogiochi, affermandosi nel settore arcade con titoli elettromeccanici come Periscope e Killer Shark, fino a diventare uno dei leader del mercato. Negli anni Ottanta Sega si impose come protagonista assoluta delle sale giochi con titoli come Out Run, Space Harrier e After Burner, contribuendo a ridefinire l'immagine dell'arcade come luogo di intrattenimento moderno e tecnologico. Negli anni Novanta, con giochi come Virtua Racing e Virtua Fighter, l'azienda consolidò la propria reputazione di potenza tecnologica. Rosen ebbe anche un ruolo centrale nell'espansione di Sega nel mercato delle console domestiche. Dopo il lancio del Master System, che ottenne particolare successo in Europa e Sud America, sostenne lo sviluppo del Mega Drive, ribattezzato Genesis negli Stati Uniti. La console, accompagnata da una strategia di marketing aggressiva e rivolta a un pubblico adolescente, divenne uno dei simboli della sfida commerciale con Nintendo. Attento scopritore di talenti, Rosen contribuì all'ascesa di dirigenti chiave come Hayao Nakayama, futuro presidente di Sega Japan, e sostenne la nascita di Sega of America, che negli anni Novanta rese il marchio un fenomeno globale. Rimase attivo in ruoli dirigenziali fino al 1996. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Entrerà in vigore tra tre giorni il testo che modifica e posticipa l’applicazione del Regolamento Eudr. E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento (UE) 2025/2650 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2025, che modifica il Regolamento (UE) 2023/1115-Eudr riguardo determinati obblighi a carico di operatori e commercianti. “Si chiude così un percorso complesso che ha visto l’impegno concreto e costante di Federlegnoarredo, insieme ad altri attori, portando a un risultato importante: misure finalmente più attuabili”, commenta il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin. “Un ringraziamento speciale va alle associazioni europee Cei Bois ed Efic, di cui siamo membri, per il contributo costante e costruttivo. Resta ora fondamentale proseguire il lavoro in stretta collaborazione con le istituzioni affinché il percorso verso la sostenibilità, prioritario per noi, sia sempre più condiviso, e la tutela dell’ambiente proceda di pari passo con la tenuta del tessuto industriale”.
(Adnkronos) - Nel 2025, grazie alla collaborazione tra Nespresso e Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, sono stati donati 100 quintali di riso, equivalenti a oltre 100mila piatti, destinati a circa 200 organizzazioni benefiche nel solo territorio regionale. E’ il risultato del progetto di economia circolare ‘Da Chicco a Chicco' di Nespresso che dal 2011, grazie all’impegno di chi sceglie di riciclare le capsule di caffè in alluminio esauste di Nespresso, consente di rigenerare i due materiali di cui sono composte: l’alluminio e il caffè esausto. L’impatto del progetto in Emilia Romagna è stato possibile soprattutto grazie all’impegno mostrato nella raccolta delle capsule esauste: da gennaio a ottobre 2025, nella Regione sono state infatti recuperate circa 150 tonnellate di capsule esauste, attraverso i 44 punti di raccolta presenti sul territorio regionale tra Boutique Nespresso e isole ecologiche partner dell’iniziativa, da cui sono state rigenerate più di 85 tonnellate di caffè, trasformate poi in compost, e 8 tonnellate di alluminio, avviate a nuova vita per trasformarsi in altri oggetti. Risultati che dimostrano come dal riciclo delle capsule di caffè esauste possono nascere nuovi oggetti, compost, riso e aiuti solidali, con un impatto concreto sul territorio e le persone. Il progetto è nato nel 2011 dalla collaborazione con Cial (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), Utilitalia e Cic (Consorzio italiano Compostatori), per offrire la possibilità di riconsegnare le capsule esauste in alluminio nelle isole ecologiche partner dell’iniziativa e presso le Boutique Nespresso, per un totale di oltre 200 punti di raccolta attualmente distribuiti sul territorio nazionale. Una volta raccolte dai gestori dei servizi ambientali, le capsule vengono poi trattate in un apposito impianto, affinché il caffè e l’alluminio vengano separati e avviati a recupero. L’alluminio, materiale riciclabile infinite volte, viene destinato alle fonderie per essere trasformato in nuovi oggetti come penne, biciclette, segnalibri e molto altro. Il caffè esausto, invece, viene destinato a un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost, fertilizzante naturale che successivamente può essere ceduto a una risaia italiana. Da quel riso, poi riacquistato da Nespresso, nascono milioni di pasti donati e distribuiti attraverso Banco Alimentare e, dal 2024, anche dalle Cucine Mobili e dai Market solidali di Fondazione Progetto Arca. “Grazie al nostro progetto Da Chicco a Chicco, un gesto semplice come restituire le capsule esauste può generare un impatto concreto sul territorio e sulle persone, sia a livello locale, come anche qui in Emilia Romagna, sia a livello nazionale - ha dichiarato Matteo Di Poce, specialista in Sostenibilità di Nespresso Italiana - Un ciclo virtuoso, concreto e misurabile e un progetto che dimostra chiaramente come economia circolare e solidarietà possano lavorare insieme, trasformando quelli che sono possibili materiali di scarto in risorse preziose per le comunità e per l’ambiente. Un progetto che da oltre 14 anni parla di impegno sul territorio e di supporto concreto alle realtà locali. Ogni anno, la donazione del riso rappresenta per noi un momento importante, di cui siamo estremamente fieri, perché possiamo raggiungere direttamente le persone con un primo aiuto, donando non solo un piatto di riso, ma anche un momento di attenzione e cura”. “Siamo entusiasti di questa collaborazione con Nespresso - ha affermato Gianluca Benini, direttore di Banco Alimentare Emilia-Romagna - che ci consente di donare 10.080 kg di riso a circa 200 tra le realtà solidali convenzionate con il Banco sul nostro territorio, impegnate ad aiutare oltre 20mila persone in difficoltà. Ringraziamo Nespresso per averci resi partecipi di questa iniziativa che non solo ci consente di distribuire un prodotto di qualità, ma che rappresenta anche il risultato di un percorso virtuoso orientato alla cultura del recupero. Da più di 30 anni, Banco Alimentare lavora con questo obiettivo, recuperando alimenti ancora ottimi e facendoli arrivare là dove servono davvero”. A livello nazionale, ‘Da Chicco a Chicco’ continua a crescere: dal 2011 oltre 13.500 tonnellate di capsule esauste recuperate, più di 800 tonnellate di alluminio restituite ai circuiti produttivi, quasi 8mila tonnellate di caffè residuo trasformate in compost e più di 7.700 quintali di riso generati, equivalenti a oltre 8 milioni di piatti distribuiti nella rete capillare dedicata del Paese. Sempre a livello nazionale e solo nel 2025, sono stati donati oltre 1.300.000 di piatti di riso, frutto dell’attività coordinata dalle sedi regionali del Banco Alimentare e del lavoro di prossimità di Fondazione Progetto Arca.