INFORMAZIONIComune di Milano Pubblica Amministrazione Locale Ruolo: Stagista, Servizio Qualità della Vita Area: Quality, Health, Safety & Environment Monica Lenzi |
INFORMAZIONIComune di Milano Pubblica Amministrazione Locale Ruolo: Stagista, Servizio Qualità della Vita Area: Quality, Health, Safety & Environment Monica Lenzi |
(Adnkronos) - Prima il presidente siriano Bashar al-Assad, poi il leader venezuelano Nicolas Maduro e ora la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Nell'arco di un anno e mezzo il leader del Cremlino Vladimir Putin ha perso molti dei suoi principali alleati stranieri e il Cremlino, impantanato nella guerra in Ucraina, fatica a reagire. Finora Putin ha inviato una lettera di condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian descrivendo Khamenei come "un eccezionale statista che ha dato un immenso contributo personale allo sviluppo di relazioni amichevoli tra Russia e Iran". Pur denunciando una "cinica violazione" della "moralità e del diritto internazionale", Putin e le autorità russe non hanno annunciato ufficialmente alcun aiuto concreto a Teheran di fronte ai continui attacchi aerei americani e israeliani. Inoltre ieri, secondo Mosca, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a chiamare il suo omologo russo, Sergey Lavrov, all'inizio degli attentati. Per l'esperto russo Alexander Baunov del Carnegie Center, la morte di Khamenei mette il presidente russo in una "situazione difficile". Dalla rielezione di Donald Trump, Putin ha cercato di ottenere il favore di Washington nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Ma la cattura di Maduro il 3 gennaio da parte Usa ha segnato la perdita di un altro partner di Mosca. Anche in questo caso, il Cremlino si è trovato impotente. "Per due volte in due mesi, Putin non è riuscito a svolgere il suo ruolo di salvatore", ha osservato Baunov sul suo account Telegram. E, nel caso di Khamenei, secondo l'esperto "l'assassino è il suo amico Trump". In precedenza, Putin era almeno riuscito ad aiutare l'ex leader ucraino Viktor Yanukovych a trovare rifugio in Russia nel febbraio 2014. Aveva anche offerto asilo a Bashar al-Assad e alla sua famiglia dopo la sua caduta in Siria nel dicembre 2024. A differenza del caso Maduro, la morte di Khamenei è avvenuta in una parte del mondo che la Russia considera il suo "emisfero", spiega Baounov. L'esperto paragona questo assassinio a quello del leader libico e alleato del Cremlino Muammar Gheddafi nel 2011 che, secondo Baounov, ha segnato "una svolta nella politica russa" e uno dei punti che Putin ha sfruttato per "rompere con l'Occidente". Teheran è tra gli alleati più stretti di Mosca durante l'offensiva in Ucraina. Kiev e l'Occidente accusano Teheran di fornire a Mosca armi e tecnologia militare, come i droni Shahed che la Russia utilizza quotidianamente per bombardare l'Ucraina. Inoltre lo scorso anno Russia e Iran hanno firmato un partenariato strategico per rafforzare i loro legami, anche in ambito militare. Oltre alla perdita di un alleato chiave come Khamenei, le conseguenze per Mosca del conflitto in corso in Iran sono ancora difficili da valutare. Il parlamentare russo Anatoly Vasserman, intervistato dal media russo MK.ru, ha affermato che la guerra potrebbe avvantaggiare la Russia a breve termine se portasse a un forte aumento dei prezzi del petrolio, ma potrebbe porre "gravi problemi" agli Stati Uniti e a Israele a lungo termine se le autorità iraniane "resistessero".
(Adnkronos) - Prosegue anche nel 2026 l’impegno di Rovagnati a sostegno della formazione dei professionisti, con il format Scuola di Salumeria, un progetto dedicato alla specializzazione degli addetti del banco Gastronomia. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con i partner della Grande Distribuzione, si pone l’obiettivo di valorizzare il banco taglio rafforzandone il ruolo strategico all’interno del punto vendita. In un momento in cui la fedeltà del consumatore all’insegna diminuisce del -4,6%, mettere al centro competenze, esperienza e persone può fare davvero la differenza nel recuperare l’attrattività del banco servito favorendo la fidelizzazione del cliente finale. La Scuola di Salumeria, che si inserisce nel più ampio programma di iniziative formative organizzate dalla Rovagnati Academy, si configura come laboratorio multidisciplinare rivolto a giovani addetti e salumieri professionisti, e si basa sulla condivisione dell’esperienza di specialisti del settore. Grazie alle competenze trasversali dei docenti Rovagnati, l’iniziativa mira a favorire l’apprendimento di nozioni in ambito alimentare e gastronomico, sanitario e normativo, con particolare riferimento al comparto degli affettati. I protagonisti sono i salumi, raccontati e vissuti a 360 gradi: dalle competenze teoriche alla gestione quotidiana dei prodotti, passando dai comportamenti virtuosi da tenere al banco. Un momento di formazione congiunta dove ci si stimola a crescere insieme, un laboratorio di conoscenza in cui teoria e pratica si incontrano, così come visioni e responsabilità. Il progetto si articolerà in vari appuntamenti che si susseguiranno nel corso dell’anno e coinvolgeranno vari player della Gdo. Il primo incontro del 2026 è stato realizzato in collaborazione con Coop Lombardia lo scorso 28 gennaio nella sede Rovagnati di Biassono. Con quest’iniziativa, l’azienda intende contribuire concretamente allo sviluppo del segmento del fresco: un settore strategico che in Italia rappresenta il secondo comparto per importanza dopo la drogheria alimentare. Il mercato dei salumi, infatti, nel nostro Paese raggiunge un valore complessivo di circa 6,2 miliardi di euro, di cui il 60% del fatturato è generato dal banco gastronomia (3,7 miliardi). “Scuola di Salumeria nasce per celebrare e valorizzare l’eccellenza e l’artigianalità del Banco Gastronomia come luogo di relazione, promuovendo la trasmissione di competenze tecniche e il savoir-faire, a dialogo sia con i professionisti più rodati del settore che con le nuove generazioni. Con questo progetto di formazione condiviso ci impegniamo a sostenere la professionalità degli operatori per garantire continuità al comparto e consolidare il ruolo strategico della gastronomia nel fresco italiano. Avere al nostro fianco i clienti in questo percorso rafforza in noi la convinzione che la formazione e la cooperazione attiva siano due ingredienti fondamentali per il futuro della filiera”, ha dichiarato Roberto Montorfano, Commercial Director di Rovagnati Spa.
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.