INFORMAZIONIMiriam Rosato |
INFORMAZIONIMiriam Rosato |
(Adnkronos) - "La sostenibilità è un argomento molto diffuso nel nostro settore e sono tanti gli approcci che un'azienda può mettere in campo per essere sostenibile. Si può investire nelle nuove tecnologie, così come in quelle del futuro, che magari oggi vedono un utilizzo limitato ma, allo stesso tempo, creano progettualità, visione, esperienza per il futuro. Vi è poi la necessità di investire in tecnologie ecosostenibili, già pronte e utilizzabili su larga scala, le quali, unitamente a flussi intermodali e multimodali, consentono di approcciare la decarbonizzazione sin da subito”. Così Francesco Casilli, amministratore delegato di Casilli Enterprise, intervenendo al panel ‘Sostenibilità e made in Italy tra obiettivi pubblici ed esigenze delle imprese’ alla quinta edizione di LetExpo a Verona, la manifestazione dedicata a trasporti, logistica e servizi alle imprese che riunisce istituzioni, aziende e operatori del settore, targata Alis - Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile. “Noi del gruppo Casilli da sempre abbiamo investito su entrambi i binari: da un lato utilizziamo veicoli full electric per la trazione pesante e per la refrigerazione, non soltanto quindi per l'ultimo miglio. Guardiamo inoltre già con interesse all'idrogeno. Dall'altra parte utilizziamo ogni giorno anche biocarburanti con Hvo e BioLng. Da un lato spingiamo per l'evoluzione delle nuove tecnologie e dall'altro non demonizziamo le tecnologie che possono essere utilizzate su larga scala nel quotidiano - precisa Casilli - La sostenibilità diventa credibile quando è misurabile. Nel caso dei biocarburanti non esiste una procedura condivisa per la rendicontazione dei biocarburanti, da qui nasce l’idea del nostro Dipartimento sostenibilità di crearne una. L’abbiamo poi sottoposta alla validazione di uno dei principali enti di certificazione a livello mondiale, Sgs, e con questo passaggio abbiamo aperto un nuovo scenario anche con la committenza, perché possiamo legare il dato ambientale a dei contratti e ad accordi commerciali strutturati”. “Se non si stipulano questo genere di accordi commerciali di lungo o medio periodo con la committenza, non si può parlare di visione e progettualità comuni - conclude - Non si può pensare di lavorare con contratti di 1 o 2 anni nei quali magari non c’è nemmeno il concetto della sostenibilità integrata nei modelli contrattuali. Questo crea, ad oggi, una difficoltà enorme nell'approccio alle nuove tecnologie e agli investimenti che un'azienda deve fare. La nostra procedura consente di avere un'allocazione certa del biocarburante utilizzato per ogni singolo nostro cliente, con la conseguente riduzione di Co2, rendicontabile all'interno dei bilanci di sostenibilità delle aziende nostri clienti. Riteniamo che questa sia una delle procedure che magari, nel tempo, possa abbracciare in modo più ampio non soltanto la nostra ma anche altre organizzazioni”.
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - Il Gruppo Dolomiti Energia partecipa alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo a Rimini, appuntamento di riferimento per le tecnologie legate alla transizione energetica, segnando un momento di svolta nella propria narrazione aziendale. Per la prima volta, la società presenta in fiera la sua nuova identità di brand, una tappa fondamentale del Piano Strategico ideata per accompagnare lo sviluppo del gruppo e rendere più riconoscibile il racconto del proprio futuro industriale. Al centro di questa evoluzione si trova il nuovo payoff, ‘Rinnovabili, integrati, indipendenti’, che sintetizza i pilastri operativi della società. (Video) "Il nuovo payoff di Dolomiti Energia sintetizza qual è la visione del nostro piano strategico - spiega il ceo del gruppo, Stefano Granella - Un piano che si fonda sulle rinnovabili. Siamo il primo operatore di sola produzione di energie rinnovabili tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico con oltre 1800 megawatt di capacità installata". La solidità della proposta si basa su una struttura che controlla l'intera catena del valore. "Siamo integrati perché accanto alla generazione abbiamo la vendita: contiamo circa 800mila clienti, quindi siamo in grado, da un lato, di produrre e, dall'altro, di vendere in maniera integrata". Questa configurazione permette di offrire una risposta concreta alle oscillazioni dei prezzi che caratterizzano l'attuale scenario energetico: "Siamo indipendenti perché riteniamo che, proprio grazie alla nostra generazione da rinnovabili, siamo in grado di proporre ai nostri clienti delle offerte fisse a lungo termine che possano proteggerli e renderli indipendenti dalle fluttuazioni di mercato", osserva Granella. Il percorso di rebranding riflette dunque una precisa volontà di investimento e un posizionamento distintivo rispetto agli altri attori del settore. "Il nuovo rebranding si focalizza sulle nostre caratteristiche - fa sapere il ceo - è una scelta coerente con quanto fatto nel piano, ovvero investire di nuovo sulle rinnovabili triplicando il volume degli investimenti rispetto agli ultimi due anni, per dare il nostro contributo all'indipendenza e all'autonomia energetica del Paese". In un quadro geopolitico complesso, l'azienda ribadisce il proprio impegno: "Ogni giorno ci impegniamo ad accelerare la transizione energetica del Paese, con la nostra competenza industriale e la nostra solidità nel campo delle rinnovabili - afferma Granella - Integriamo infrastrutture e servizi per offrire alla nostra community green, in tutta Italia, strumenti che permettano di proteggersi dall'instabilità dei mercati e di compiere scelte sostenibili con semplicità e consapevolezza".