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(Adnkronos) - Rowenta debutta al Festival di Sanremo come partner per la 76ª edizione della manifestazione canora e per l’occasione unisce il mondo della musica alla cura della casa. Le iniziative in città sono pensate per chi ama vivere le proprie passioni in un ambiente domestico impeccabile, che diventa il palcoscenico ideale per le emozioni che solo la grande musica sa regalare. Cuore dell’iniziativa sarà il Rowenta Village aperto dal 24 febbraio al 1° marzo 2026 dalle ore 11:00 alle 18:30 in Piazza Pian di Nave. Si tratta di un’area esperienziale che offrirà al pubblico attività, contenuti e momenti di interazione pensati per raccontare l’identità e la visione del brand. Tra gli elementi distintivi spiccherà la Rowenta Shine Wheel, una ruota panoramica completamente caratterizzata da animazioni luminose ispirate alla techline Rowenta e da una forte presenza visiva del marchio, grazie alla brandizzazione delle cabine e a un LED centrale dedicato. Alla base della ruota, Rowenta darà vita al suo concept “Lo spettacolo è di casa” allestendo una live box che sarà punto di aggregazione per tutte le persone che hanno voglia di vivere l’esperienza delle più recenti tecnologie del brand: dalle potenti soluzioni per l'aspirazione, per una casa impeccabile, alle proposte per lo stiro, perfette per valorizzare ogni look. Ma non è finita qui! Lo spettacolo di Rowenta prevedrà anche divertenti attività che daranno modo di scoprire il mondo Rowenta: dopo aver girato una ruota appositamente installata per sorteggiare quale prodotto da testare, i partecipanti dovranno scegliere dalla playlist una canzone tra quelle che hanno segnato la storia del Festival e completare la sfida entro la fine del brano. Stefano Cau, Amministratore Delegato di Groupe SEB Italia, afferma "Sono lieto di annunciare la partecipazione di Rowenta al Festival di Sanremo, un’iniziativa che rappresenta un passo strategico nel percorso di crescita del brand in Italia. La presenza in un contesto mediatico di tale rilevanza ci permette di valorizzare la nostra visione fondata su innovazione, qualità e attenzione alle persone. Sanremo costituisce per noi un vettore di comunicazione capace di amplificare il valore del brand e di sostenere ulteriormente la nostra leadership nel mercato”. Francesca Scarano, Direttore Marketing di Groupe SEB Italia, afferma “Rowenta è da sempre impegnata a migliorare la vita quotidiana con soluzioni intuitive e performanti, rispondendo alle reali esigenze dei consumatori. Il Festival di Sanremo ci offre l’opportunità di trasformare questa identità in un’esperienza che unisce intrattenimento e tecnologia sotto un concept creativo studiato ad hoc “Lo spettacolo è di casa”. Durante la settimana del Festival, le nostre case si riempiono di un’energia nuova, fatta di musica, divertimento e condivisione e, con Rowenta, le persone possono vivere lo spettacolo in un’atmosfera unica: quella di una casa perfetta grazie ai prodotti più iconici del brand. In città, proporremo un ampio programma di attivazioni e iniziative per far sperimentare appieno le nostre tecnologie. Contemporaneamente, lanceremo una campagna su TV, radio, piattaforme digitali e social media.” Vivere lo spettacolo del Festival in un’atmosfera unica, quella della casa perfetta, è un impegno per Rowenta che sa come l’ambiente domestico, durante il Festival, si trasformi in un teatro pronto ad accogliere fino a tarda notte tutti gli invitati che seguiranno lo spettacolo, si sfideranno e sosterranno i propri cantanti preferiti. Anche da casa sarà possibile seguire l’evento, grazie a una crew di influencer che coinvolgerà le persone in città per valutare il sentiment del Festival, catturare impressioni e rumors, che saranno fedelmente inseriti in un reportage quotidiano tramite i video daily-best sui social Rowenta. L’ideazione creativa e la definizione di tutte le attività del concept “Lo spettacolo è di casa” è stata curata e gestita da SBAM, agenzia creativa titolare della comunicazione di Rowenta per il mercato italiano.
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L’Ansitz Heufler di Norbert Niederkofler, a Rasun-Anterselva (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.