INFORMAZIONIAIDP - Associazione Italiana per la Direzione del Personale Ordini e Associazioni Ruolo: Membro del CD (AIDP Liguria) Area: Top Management Michele Bergese |
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(Adnkronos) - Da complice a primo indiziato. Nuove prove inchiodano lo smog. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista open access 'Plos Medicine', l'inquinamento atmosferico potrebbe contribuire direttamente alla malattia di Alzheimer. Il lavoro, condotto da Yanling Deng della Emory University (Usa) e colleghi, suggerisce che le persone maggiormente esposte ai 'veleni' nell'aria corrono un rischio maggiore di sviluppare la patologia. L'Alzheimer è la forma più comune di demenza e colpisce circa 57 milioni di persone in tutto il mondo. L'esposizione allo smog è un noto fattore di rischio per questa e altre malattie croniche comuni, come ipertensione, ictus e depressione. Malattie che sono anche collegate all'Alzheimer. Ma finora non era chiaro se l'inquinamento atmosferico fosse la causa di queste patologie croniche, che poi aprono la strada alla demenza, o se le malattie in questione potessero amplificare gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute del cervello. Il team della Emory University ha studiato oltre 27,8 milioni di beneficiari di Medicare negli Stati Uniti di età pari o superiore a 65 anni dal 2000 al 2018, e ha esaminato il livello di esposizione all'inquinamento atmosferico dei singoli e l'eventuale sviluppo dell'Alzheimer, sottolineando al contempo il ruolo di altre patologie croniche. Gli esperti hanno scoperto che una maggiore esposizione allo smog era associata a un aumento del rischio di Alzheimer, e tale associazione era leggermente più forte nelle persone che avevano avuto un ictus. Ipertensione e depressione hanno avuto un impatto aggiuntivo minimo. Nel complesso, analizzano gli autori, i risultati suggeriscono che l'inquinamento atmosferico contribuisce all'insorgenza dell'Alzheimer principalmente attraverso percorsi diretti piuttosto che attraverso altre patologie croniche. E le persone con una storia di ictus potrebbero essere particolarmente suscettibili agli effetti nocivi dello smog sulla salute cerebrale. Lo studio, concludono gli scienziati, indica che migliorare la qualità dell'aria potrebbe essere un modo importante per prevenire la demenza e proteggere gli anziani: "In questo ampio studio nazionale abbiamo scoperto che l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico da particolato fine era associata a un rischio maggiore di malattia di Alzheimer, in gran parte attraverso effetti diretti sul cervello, piuttosto che attraverso comuni patologie croniche come ipertensione, ictus o depressione. I nostri risultati, indicando che le persone" che hanno avuto "un ictus potrebbero essere particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi dello smog sul cervello, evidenziano infine un'importante intersezione tra fattori di rischio ambientali e vascolari".
(Adnkronos) - Degustazioni libere e illimitate, laboratori di approfondimento su diversi aspetti dell’universo enologico, dai dealcolati al metodo spumantistico, e workshop gastronomici. Al Salone delle Fontane di Roma, dal 20 al 22 febbraio, si accendono i riflettori su 'I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni', che torna con la 25ma edizione. La kermesse dedicata alla migliore produzione vinicola del nostro Paese sarà, inoltre, come ogni anno, l’occasione di tirare le fila degli ultimi 12 mesi, fotografando in maniera puntuale lo stato del vino in Italia: “Mai stato così alto lo standard qualitativo di tutte le denominazioni e tipologie di vino italiano, in particolare quello dei vini più economici e ad alta tiratura. Quanto a rapporto qualità/prezzo e qualità/quantità, il vino italiano compete ai massimi livelli nel mondo”, spiega Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale e autore di numerose pubblicazioni. Questo perché, come specifica lo stesso Maroni nella prefazione dell’'Annuario dei Migliori Vini Italiani 2026', mentre le etichette più blasonate hanno raggiunto prezzi da capogiro, gli appassionati di buon vino, grazie al 'Rinascimento Enologico Italiano' iniziato negli anni ‘80, possono acquistare oggi bottiglie di eccezionale qualità analitica e sensoriale, a prezzi molto competitivi. L’Italia viticola d’eccellenza attrae come pochi altri paesi per la sua ricchezza, biodiversità e tradizione ma, per mostrare anche cosa accade nel resto del mondo, avrà luogo a cura di Luca Maroni un laboratorio di approfondimento sui vini sudamericani durante il quale i visitatori avranno modo di scoprirli seguendo un racconto al tempo stesso tecnico e comprensibile. Un ulteriore laboratorio sui diversi metodi spumantistici arricchirà la kermesse, con degustazione di alcune etichette di pregio. Saranno presenti le migliori produzioni di centinaia di aziende, provenienti da ogni angolo dell’Italia, selezionate per il loro lavoro attento e rispettoso del frutto uva che si ritrova nella sua integrità all’interno del bicchiere. Inoltre, come sempre, la manifestazione sarà animata anche da focus - a cura di Francesca Romana Maroni, Ceo di Sens Eventi - su alcuni prodotti gastronomici in degustazione che esprimono appieno le tradizioni più autentiche del nostro territorio. Tra questi ci saranno il pecorino romano e il pane, di cui l’Italia è ricca di tipologie e varietà; il guanciale ma anche il salame (corallina e Aquila) e la spianata: tutti prodotti da piccole aziende che, con il loro lavoro e la loro dedizione artigiana, portano alta la bandiera della gastronomia d’eccellenza italiana.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.