(Adnkronos) - È morto a 37 anni il musicista e produttore Dot Rotten, figura di spicco della scena grime britannica. La notizia della morte, confermata dalla famiglia alla Bbc, non è stata accompagnata da dettagli sulle circostanze, anche se alcuni media online suggeriscono che si trovasse in Gambia al momento del decesso. Nato come Joseph Ellis a Londra, Dot Rotten ha sviluppato uno stile musicale riconoscibile per il mix tra ritmi duri e melodie emotive, collaborando con artisti del calibro di Chip, D Double E, Cher Lloyd ed Ed Sheeran. Il successo commerciale è arrivato nel 2012 con il singolo 'Overload', che raggiunse la Top 20 britannica e che Ellis descrisse come ispirato dalla sua esperienza personale con una grave depressione. Negli ultimi anni, Dot Rotten aveva preferito il lavoro dietro le quinte, producendo tracce per artisti come Headie One, D-Block Europe e Nines sotto lo pseudonimo Zeph Ellis. Uno dei suoi brani più celebri, 'XCXD BXMB', è stato campionato da AJ Tracey in 'Naila' e da Kano in 'Garageskankfreestyle'. Ellis pubblicò il primo mixtape, 'This Is the Beginning', nel 2007 come Young Dot. L’anno seguente adottò il nome Dot Rotten, acronimo di 'Dirty on Tracks, Righteous Opinions Told to Educate Nubians', in omaggio anche al personaggio di Dot Cotton della serie tv 'EastEnders'. Il musicista si fece conoscere con la serie di mixtape 'Rotten Riddims', sei volumi pubblicati nell’estate 2008, definiti da Clash tra i lavori strumentali più rilevanti del grime. Dopo le esibizioni su Rinse Fm e SB:Tv, ottenne un contratto con la Mercury Records e collaborò con artisti come Ed Sheeran, Mz Bratt e Cher Lloyd. Partecipò anche al singolo benefico del 2011 per 'Children In Need,' una cover di Teardrop dei Massive Attack con Chipmunk, Wretch 32, Labrinth, Ms Dynamite e Rizzle Kicks. Dot Rotten fu inoltre protagonista di diss track con il 're del grime' Wiley e mantenne rivalità con l’ex collaboratore P Money. Nel 2012 fu nominato al premio Bbc Sound of 2012 e pubblicò l’album Voices In My Head. Nonostante il successo di 'Overload', l’album non entrò nella Top 100 a causa di contrasti con l’etichetta discografica. Successivamente Ellis pubblicò diversi album indipendenti e continuò a produrre e scrivere musica sotto vari pseudonimi, tra cui Three-Six, The Spirit, Big Dotti e Terror Child. Poco prima della morte, Dot Rotten aveva rilanciato il suo nome d’arte con il singolo 'Psalms For Praize', una dichiarazione di dedizione alla musica: "Ho commesso errori, ora tratto la mia carriera come un secondo figlio", recita il testo. Dopo la notizia della morte, numerosi colleghi della scena grime hanno espresso il loro cordoglio sui social. "Notizia molto triste. Riposa in pace Dot", ha scritto Sway. Lady Leshurr ha dichiarato: "Mi è caduta la mascella… Riposa in pace Dot Rotten, abbiamo perso un altro Goat". Anche Wiley ha reso omaggio pubblicando un video di un brano prodotto da Ellis. DJ Logan Sama ha ricordato Dot Rotten come un artista di talento eccezionale, capace di ispirare centinaia di giovani musicisti e con un impatto duraturo sulla scena grime, pur senza ricevere mai pienamente gli onori che meritava. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Sono oltre 3000 le donne tra le persone Barilla: professioniste, manager, tecniche di stabilimento, ricercatrici, responsabili di funzione che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Gruppo in Italia e nel mondo. È da qui che prende forma l’impegno per la parità di genere, un percorso che nasce dentro l’azienda e si estende alle comunità attraverso le realtà con cui Barilla collabora da anni. In occasione della Giornata internazionale della donna (8 marzo), il Gruppo sceglie di raccontare questo impegno non solo attraverso politiche e risultati, ma anche attraverso le voci di tre donne che, collaborando con l’azienda, guidano il cambiamento ogni giorno: dalla lotta allo spreco alimentare all’impegno per l’inclusione sociale, fino alla formazione delle nuove generazioni. La promozione dell’equilibrio di genere è il risultato di un impegno pluriennale avviato già nel 2013, quando il Gruppo ha scelto di integrare i principi di fairness e inclusione nella propria governance, anticipando le successive evoluzioni normative europee in materia di trasparenza e parità salariale. Nel 2020, Barilla ha raggiunto la parità retributiva di genere per tutte le persone Barilla, eliminando ogni divario salariale non giustificato, e oggi conduce audit annuali sulla pay equity per garantire un monitoraggio costante e strutturato. Un traguardo che si affianca a una nuova global policy per il congedo di paternità e maternità, che garantisce a tutti i genitori del Gruppo almeno 12 settimane di congedo retribuito al 100%, indipendentemente dal genere, dallo stato civile e dall’orientamento sessuale, promuovendo una genitorialità realmente condivisa e contribuendo a ridurre il gender gap nel lungo periodo. I risultati sono visibili anche nei numeri: il 58% dei partecipanti al Talent accelerator program è composto da donne, a conferma dell’attenzione dedicata allo sviluppo delle future generazioni di leadership. In Italia, tre stabilimenti produttivi strategici del Gruppo - Castiglione delle Stiviere (MN), Novara e Melfi (PZ) - sono guidati da donne. Promuovere l’inclusione anche oltre il perimetro aziendale significa lavorare lungo tutta la catena del valore. Nasce in questa prospettiva la partnership strategica tra il Gruppo Barilla e Lead network (Leading executives advancing diversity), organizzazione no profit che sostiene l’avanzamento delle donne nel settore della vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Formazione, mentoring sulla parità di genere, progetti condivisi e attivazione di capitoli locali: l’alleanza con Lead network punta a promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo, contribuendo a sostenere la crescita professionale delle donne nella vendita al dettaglio e dei beni di consumo in Europa. Il percorso DE&I di Barilla ha ottenuto nel tempo importanti riconoscimenti a livello internazionale. Nel 2021 è stata la prima azienda italiana ad aggiudicarsi il Catalyst award per le iniziative che hanno accelerato il progresso del ruolo delle donne sul posto di lavoro e rafforzato l’inclusione. Nel 2022 si è classificata al terzo posto tra le aziende alimentari agli European diversity leaders promossi dal Financial Times. Il 2024 segna inoltre il decimo anno consecutivo in cui Barilla negli Stati Uniti ottiene un punteggio di 100/100 nel Corporate equality index della Human rights campaign, che valuta il supporto alle persone LGBTQ+ nei luoghi di lavoro. Nello stesso anno l’azienda è stata inclusa nel Bloomberg gender-equality Index, riconosciuta come Top Employer in diversi Paesi dal Top Employers Institute e inserita tra le aziende più inclusive secondo Statista e Il Sole 24 Ore. Un percorso che non si esaurisce nelle policy e nei riconoscimenti, ma trova concretezza nelle realtà con cui Barilla collabora ogni giorno. Con la Fondazione Banco Alimentare ETS, Barilla è partner storico in un modello strutturato di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari che, oltre ad essere una best practice, trasforma prodotti in aiuti alimentari per migliaia di persone fragili, attraverso una rete capillare di organizzazioni partner territoriali. “Barilla parla di cibo come gioia capace di unire le persone”, sottolinea Giuliana Malaguti, responsabile comunicazione della Fondazione Banco Alimentare. “Anche per noi il cibo è un dono capace di unire, di generare percorsi di inclusione sociale per tante persone in difficoltà e di rendere più resilienti le nostre comunità”. Con Fondazione Bullone, l’azienda sostiene progetti editoriali e percorsi di co-creazione: dalla newsletter sulla diversity & inclusion ai laboratori per una comunicazione sempre più inclusiva, offrendo ai giovani coinvolti strumenti professionali e occasioni di espressione autentica. “Con Barilla ci siamo trovati molto vicini nel modo di intendere il fare impresa e fare la differenza”, afferma Sofia Segre Reinach, direttrice generale della Fondazione Bullone. “Insieme non ci limitiamo a raccontare l’inclusione, ma cerchiamo di innovarla”. E accanto a Food Farm 4.0, il laboratorio che unisce scuola e impresa, Barilla ha messo a disposizione competenze manageriali, supporto progettuale e presenza diretta nella governance, contribuendo alla crescita di un modello formativo che prepara le nuove generazioni alle professioni dell’agroalimentare. “Non è scontato che un’azienda metta a disposizione i propri dirigenti e le proprie competenze per far crescere un progetto scolastico”, osserva Anna Rita Sicuri, dirigente scolastica dell’Isiss Galilei Bocchialini di Parma. “Se non ci fosse stato questo supporto, oggi non saremmo qui”.
(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up dell’Innovation District più innovative, in ciascuno dei sette settori merceologici della manifestazione (solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City). Hanno consegnato la targa agli espositori: il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, la Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg Alessandra Astolfi, la project manager di Key Giorgia Caprioli e il segretario generale di Motus-E Francesco Naso. Sono state premiate le aziende: IGreen System, Meteodyn, Clivet, Crrc Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed Enea. A consegnare la targa alle start-up sono stati Maurizio Ermeti, Alessandra Astolfi, Giorgia Caprioli, Francesca Zadro, Global Start-up Program dell’Agenzia Ice, Fabrizio Tollari, Head of Energy and Climate Unit di Art-Er, Nicoletta Amodio, Executive Adviser ricerca e innovazione di Confindustria e direttrice della Fondazione Mai, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Sono state premiate Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo, Enercade.