INFORMAZIONIMaurizio CantafioControluce Comunicazione srl Comunicazione e Marketing Ruolo: Amministratore Unico Area: Communication Management Social Network e/o Indirizzi IM: ● Maurizio Cantafio |
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(Adnkronos) - L'alimentazione, con l'esercizio fisico, è determinante per proteggere la salute del cuore e ridurre il rischio di patologie cardiovascolari. Tra i cibi che possono svolgere un ruolo di 'scudo', riflettori accesi anche sulle uova che possono svolgere un ruolo importante nel regime alimentare in particolare degli anziani. La funzione delle uova è stata oggetta di uno studio condotto dagli scienziati della Monash University di Melbourne in Australia e documentato sulla rivista Nutrients. Il consumo di uova è legato spesso all'interrogativo 'quante se ne possono mangiare?'. La ricerca della Monash University fissa anche parametri in questo senso, visto che considera un ampio spettro di ipotesi (e di porzioni). I ricercatori hanno scoperto che, per gli anziani relativamente sani, consumare uova da 1 a 6 volte a settimana è associato a un rischio inferiore di mortalità per tutte le cause. E in particolare ad un rischio più basso di mortalità per malattie cardiovascolari rispetto a coloro che mangiano uova raramente o mai. Lo studio ha coinvolto 8756 adulti di età pari o superiore a 70 anni, che hanno fornito dati rispetto al consumo di uova: mai/raramente (raramente/mai, o 1-2 volte al mese), settimanalmente (1-6 volte a settimana) e quotidianamente (ogni giorno/più volte al giorno). Il consumo regolare di uova è associato a un rischio inferiore del 29% di mortalità correlata a malattie cardiovascolari negli anziani relativamente sani, secondo una nuova ricerca condotta da un team della Monash University. Holly Wild, scienziata presso la Monash University School of Public Health and Preventive Medicine, ha sintetizzato il quadro: rispetto alle persone che non mangiavano mai o raramente uova (fino a due volte al mese), chi mangiava uova da 1 a 6 volte a settimana aveva un rischio inferiore del 15% di morte per qualsiasi causa e un rischio inferiore del 29% di morte correlata a malattie cardiovascolari. "Le uova sono un alimento ricco di nutrienti, sono una ricca fonte di proteine e una buona fonte di nutrienti essenziali: vitamine del gruppo B, folati, acidi grassi insaturi, vitamine liposolubili (E, D, A e K), colina e numerosi minerali e oligoelementi", ha affermato la professoressa Wild. "Le uova sono anche una fonte accessibile di proteine e nutrienti per gli anziani, e la ricerca suggerisce che siano la fonte proteica preferita per gli anziani che potrebbero subire un declino fisico e cognitivo correlato all'età". Lo studio dell'ateneo australiano ricorda che le Linee Guida Dietetiche nazionali e l'American Heart Association (AHA) raccomandano che gli adulti con colesterolo nella norma possano mangiare fino a sette uova a settimana, mentre alcuni paesi europei suggeriscono di limitarne il consumo a 3-4 a settimana. L'AHA consiglia anche fino a 2 uova al giorno per gli anziani con colesterolo nella norma. Nello studio si evidenziano altri elementi: "Gli anziani con una qualità della dieta da moderata ad alta hanno riportato un rischio inferiore del 33% e del 44% di decesso correlato a malattie cardiovascolari, suggerendo che l'aggiunta di uova a diete di qualità moderata e alta può migliorare la longevità". "Precedenti ricerche hanno osservato un rischio maggiore di mortalità associato al consumo di uova per chi ha il colesterolo alto. Per questo motivo, abbiamo anche esplorato l'associazione tra consumo di uova e mortalità nelle persone con e senza dislipidemia (colesterolo alto clinicamente diagnosticato)", ha affermato Wild. "Abbiamo riscontrato un rischio inferiore del 27% di decesso correlato a malattie cardiovascolari per i partecipanti con dislipidemia che consumavano uova settimanalmente, rispetto ai loro coetanei che le consumavano raramente o mai: in questo gruppo la presenza di dislipidemia non influenza il rischio associato al consumo di uova", ha spiegato. "I nostri risultati suggeriscono che mangiare fino a sei uova a settimana può ridurre il rischio di morte per tutte le cause e per malattie cardiovascolari negli anziani. Questi risultati potrebbero rivelarsi utili nello sviluppo di linee guida dietetiche basate sull'evidenza per gli anziani".
(Adnkronos) - Club del Sole, leader italiano delle vacanze 'open air', con l’ingresso di Le Palme Lazise family collection, sul Lago di Garda, consolida una delle direttrici del proprio modello di sviluppo industriale: le partnership basate sulla gestione di strutture di proprietà terza, che si affiancano all’acquisizione selettiva degli asset. Nel caso di Le Palme Lazise, il Gruppo opera attraverso un accordo di affitto d’azienda di lungo periodo, affiancando la proprietà in un percorso strutturato di valorizzazione, riqualificazione e crescita sostenibile del villaggio: ciò consente a Club del Sole di assumere direttamente la gestione operativa della struttura e di realizzare investimenti nel tempo. Nel panorama del turismo ricettivo, Club del Sole è oggi l'unico operatore italiano ad aver sviluppato e applicato in modo sistemico, su scala nazionale, un modello tipico dei grandi player dell’hotellerie internazionale, a testimonianza della solidità industriale del Gruppo e della maturità organizzativa raggiunta. Secondo l’approccio, il Gruppo investe risorse, competenze e capitale organizzativo per riqualificare i villaggi, innalzarne gli standard qualitativi, rafforzarne il posizionamento sul mercato e integrarli nei propri processi industriali. Al termine del percorso, la proprietà mantiene il pieno controllo dell’asset, che beneficia di un significativo incremento di valore patrimoniale, operativo e competitivo, oltre a una maggiore attrattività e a una struttura pienamente industrializzata. Questo modello consente di sviluppare in modo coordinato il valore dell’immobile e quello della gestione, attraverso una governance centralizzata, standard operativi condivisi e investimenti programmati. Il progetto Le Palme Lazise family collection rappresenta una delle applicazioni più avanzate di questo modello industriale, che il Gruppo ha scelto di implementare in una delle zone d’Italia a maggior attrattività turistica e stagionalità estesa, capace di attrarre flussi internazionali costanti e diversificati. Il villaggio è inserito in un piano pluriennale di investimenti finalizzati alla riqualificazione del prodotto, all’introduzione progressiva di nuove 'lodge' secondo gli standard Club del Sole, al potenziamento dei servizi e all’innalzamento complessivo dell’esperienza di soggiorno. Parallelamente, il progetto prevede un percorso di integrazione nei processi industriali aziendali, in termini di organizzazione, formazione del personale, sistemi digitali e modelli di accoglienza, con l’obiettivo di rendere Le Palme Lazise un riferimento industriale di valore e un modello replicabile nel tempo. L’esperienza di Lazise si inserisce in un percorso già consolidato di partnership industriali sviluppate in diverse destinazioni chiave -Desenzano boutique resort, Stella del Mare family collection, Viareggio family collection, Jesolo family resort e Marina Julia family collection- e anticipa prospettive di sviluppo future. Attraverso contratti di lungo periodo, investimenti programmati e una governance strutturata, Club del Sole si propone come partner stabile e affidabile per le famiglie imprenditoriali, supportandole nella gestione dei passaggi generazionali e nella costruzione di valore duraturo nel tempo. "Le Palme Lazise rappresenta in modo chiaro la traiettoria di sviluppo di Club del Sole -spiega Francesco Giondi, amministratore delegato di Club del Sole-. E' molto di più una singola operazione: è l’espressione di un modello strutturale pensato per crescere insieme ai territori e alle famiglie imprenditoriali. Mettiamo a disposizione capitali, competenze industriali e, naturalmente, visione strategica e profonda conoscenza del settore per valorizzare asset con grande potenziale e costruire valore nel tempo". "Abbiamo scelto Club del Sole perché rappresenta un partner industriale solido, capace di valorizzare il Villaggio rispettandone la storia e proiettandolo verso il futuro", commenta Enrico Olivieri, proprietario della struttura, assistito da Mediolanum investment banking in qualità di advisor finanziario. Inserita in un contesto di grande attrattività turistica, a breve distanza da Sirmione, Peschiera del Garda e pochi minuti dai principali parchi divertimento del territorio nazionale, tra cui Gardaland e Movieland, Le Palme Lazise Family Collection aprirà ufficialmente al pubblico il 23 marzo 2026. La struttura interpreta la promessa 'full life holidays' di Club del Sole attraverso un’offerta pensata per rispondere in modo flessibile alle esigenze delle famiglie, unendo comfort, libertà e qualità dei servizi in un contesto naturale e territoriale di grande valore. In linea con il cluster 'family collection' del Gruppo, il villaggio si distingue per l’ampia gamma di servizi dedicati alle famiglie -animazione, strutture sportive, parco acquatico, ristorazione interna- e per la varietà delle soluzioni abitative disponibili, dagli appartamenti alle piazzole camping, dalle Lodge agli chalet in legno, pensate per adattarsi a nuclei familiari e stili di vacanza diversi.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.