(Adnkronos) - Fanno discutere le parole di Aldo Cazzullo su Sal Da Vinci e la sua canzone 'Per sempre sì', vincitrice di Sanremo 2026. Il vicedirettore del Corriere della Sera il brano è "adatto a un matrimonio della camorra". E "Sal Da Vinci è la Napoli che pensano e che vorrebbero coloro che la detestano". “Un giudizio fondato su un pregiudizio, sull’assenza di conoscenza della città di Napoli”, dice all’Adnkronos l’ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che prosegue: "Valutare in modo così negativo, inaccettabile, una canzone, come quella dei ‘matrimoni della camorra’ mi pare davvero fuori luogo”. “Dico basta a questa canea che ogni volta viene lanciata contro Napoli e i napoletani anche a Sanremo. E’ capitato con Geolier, ora con Sal Da Vinci che ha vinto il Festival. Vorrei che una volta per tutte si interpretasse in maniera autentica una frase del capolavoro 'Napul è' di Pino Daniele, ossia il passaggio 'Napule è tutto nu suonno/E a' sape tutto o' munno/ Ma nun sanno a' verità', cioè questo fatto di pretendere di giudicare una città-mondo, senza confini, che è stata capitale, che ha un sentimento popolare fatto di sensibilità diverse con un giudizio così ‘tranchant’ non mi pare giusto. La canzone di Sal da Vinci ha ricevuto un’ovazione a Sanremo e parliamo di un cantante che si è costruito una storia artistica, che è passato dalla gavetta, che è passato dalla canzone, al teatro", afferma l'ex sindaco di Napoli. Poi De Magistris aggiunge: “Se si conosce bene Napoli, vivendola per strada, si capisce che il napoletano si identifica nella parte popolare della canzone di Sal Da Vinci, ne vede passione e contraddizioni, pregi e limiti. Nessun napoletano cerca un’immagine patinata di Napoli, che è un teatro vero, in cui c’è il Sal Da Vinci del musical 'Scugnizzi', come quello di Sanremo”. “Gli artisti napoletani sono diversi, poliedrici, è legittimo Sal Da Vinci così come Pino Daniele, come i fratelli Bennato, Avitabile, gli artisti di strada. Napoli, piaccia o meno, ha forza, passione, energia, ha una marcia in più nel talento, mette assieme tutto, borghesia, aristocrazia, popolo, centro e periferia, è unica e indivisibile. Come un presepe senza pastori”, conclude. "Aldo Cazzullo, che ha intitolato un suo libro 'Viva l’Italia!', ha sempre cercato di raccontare la Storia e l'unità. Eppure, leggendo la polemica sulla vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026, viene spontaneo un dubbio: e se non avesse vinto il mio compaesano, sarebbe accaduta la stessa cosa? Perché il romanticismo, quando nasce a Napoli, diventa improvvisamente folklore? La nostra musica, che ha attraversato i secoli, non nasce come intrattenimento, ma come forma di racconto collettivo". Con queste parole il comico Alessandro Siani all'Adnkronos, interviene sulla polemica. La canzone napoletana "è stata teatro, poesia popolare, persino filosofia domestica: un modo con cui un popolo ha imparato a nominare le emozioni più elementari - l’amore, la promessa, la fedeltà - e a trasformarle in linguaggio condiviso", spiega il comico napoletano. Dentro questa tradizione "si colloca naturalmente anche il brano di Sal 'Per sempre sì'. Non ha pretese. È soltanto un brano popolare: è un frammento di quella lunga grammatica sentimentale che Napoli custodisce da generazioni, dove l’amore non è mai ironia o posa estetica, ma un patto narrativo che appartiene alla vita quotidiana". Per Siani "ogni epoca ha il diritto di esercitare il proprio gusto, anche quello di fraintendere. Ma la storia della canzone napoletana insegna una cosa semplice: mentre qualcuno prova a spiegare Napoli con le categorie della cronaca, Napoli continua tranquillamente a raccontarsi con la musica. E la musica, si sa, ha un piccolo vantaggio sugli articoli: quando è vera, resta. Quando è solo un’opinione, passa", conclude.
(Adnkronos) - Il decreto sui Fondi interprofessionali ridisegna la governance: nuovi standard, più controlli e apertura a risorse integrative: la riforma cambia equilibri e modelli operativi del sistema. La sfida diventa quindi costruire un sistema capace di garantire trasparenza e controllo senza ridurre la capacità dei Fondi di rispondere rapidamente ai fabbisogni reali di imprese e lavoratori. "Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del 'quasi mercato' e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente e quale impatto avranno su imprese ed enti di formazione", aggiunge. In un contesto segnato da transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e ridefinizione dei fabbisogni professionali, la formazione finanziata torna così al centro delle politiche industriali e del lavoro, configurandosi sempre più come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo. Per offrire una lettura tecnica ed economica degli effetti della riforma, il 25 marzo a Roma, presso l’Università degli Studi Link (via del Casale di San Pio V), si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, realizzato da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con lo Studio Galvan, tra i principali osservatori tecnici sulle politiche attive del lavoro e sul funzionamento dei Fondi interprofessionali. L’incontro riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi, imprese ed enti di formazione per analizzare i principali nodi aperti dalla nuova normativa: sostenibilità del comparto, evoluzione delle dinamiche di mercato, interoperabilità digitale, certificazione delle competenze, ruolo dell’intelligenza artificiale e integrazione tra risorse pubbliche e private. "La riforma rende evidente come la formazione continua non sia più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma un’infrastruttura economica strategica per lo sviluppo del Sistema Paese", sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia. "Il Symposium nasce proprio per favorire un confronto operativo tra istituzioni e operatori in una fase di ridefinizione del sistema delle competenze", aggiunge. L’evento, che si svolgerà a numero chiuso su invito, è fortemente voluto dagli attori di riferimento del settore e realizzato con la partecipazione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Università e della Ricerca, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Comune di Roma, Aran Agenzia, Unioncamere e sostenuto da Coursera, Optimum Assessmen e Dokimazo. Al dibattito e ai diversi tavoli tematici tecnici saranno presenti la maggior parte dei Fondi Interprofessionali. La lista completa dei Fondi, dei partecipanti e il programma al link Symposium Formazione 2026 di Ecosistema Formazione Italia Il Symposium rappresenta un momento di confronto promosso da Efi, Ecosistema Formazione Italia, con la volontà di diventare piattaforma permanente di dialogo tra attori pubblici e privati del sistema delle competenze e si colloca in modo sinergico e complementare rispetto all’Innovation training summit, di cui rappresenta il momento preparatorio e di approfondimento specifico quanto strategico, nel giorno precedente l’apertura ufficiale dell’edizione 2026. L’Innovation training summit, giunto alla sua terza edizione, si terrà a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica. E' l’evento di riferimento a livello nazionale e internazionale dedicato all’innovazione nella formazione, allo sviluppo delle competenze e al futuro del lavoro. Riunisce istituzioni, imprese e principali operatori del settore, enti di formazione, professionisti hr, startup Edtech e HRtech, rappresentanti della finanza e fondi di investimento. Con 250 relatori nazionali e internazionali e oltre 3.500 partecipanti, l’evento rappresenta il momento di sintesi del percorso avviato da Efi sul ruolo strategico della formazione per lo sviluppo del capitale umano e per accompagnare le trasformazioni economiche e produttive, rafforzando la competitività del Sistema Paese.
(Adnkronos) - È partita questa mattina Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, che da oggi a venerdì 6 marzo porterà alla Fiera di Rimini, su 125mila metri quadrati lordi di superficie in 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui circa il 30% dall’estero. Attesi più di 500 hosted buyer e delegazioni da 50 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). Key 2026 è stata inaugurata oggi con un Opening Ceremony alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Sono intervenuti Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Ieg, Anna Montini, assessora alla Transizione Ecologica del Comune di Rimini, Maurizio Forte, direttore centrale per i Settori dell’Export dell’Agenzia Ice, Vinicio Mosé Vigilante, amministratore delegato Gse, e Irene Priolo, assessora all'Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture Regione Emilia-Romagna. “L’Italia - spiega il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin - crede nelle rinnovabili e nella neutralità tecnologica, come parte di una strategia di sviluppo sostenibile concreta e non ideologica. Gli accadimenti internazionali confermano l’importanza di investire sulla sicurezza energetica, liberando allo stesso tempo le grandi potenzialità delle rinnovabili: una visione che ha preso forma anche attraverso il recente decreto Energia. Non possiamo escludere nessun vettore dal nostro mix energetico: ciò significa anche puntare, come abbiamo scelto di fare attraverso il disegno di legge delega portato in Parlamento, su un nuovo nucleare pulito e sostenibile. Il mondo delle imprese presente a Key è già interprete di una visione avanzata di ambiente, che sceglie innovazione e qualità”. La giornata inaugurale di Key - The Energy Transition Expo è stata l’occasione per presentare alla community internazionale dell’energia Ssec – Storage & Solar Expo Conference, il nuovo evento B2B interamente dedicato al solare e ai sistemi di accumulo energetico organizzato da Ieg - Italian Exhibition Group. In programma il 22 e 23 settembre 2026 alla Fiera di Vicenza, Ssec nasce come appuntamento verticale e altamente specializzato, complementare a Key, con l’obiettivo di offrire al mercato un format compatto, orientato al business diretto e al networking qualificato tra produttori, distributori, Epc contractor, progettisti, investitori e grandi utilizzatori di energia.