INFORMAZIONIEsperio srl Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale, Business School ed Enti di Formazione Italiana, Consulenza Ruolo: Referente Area: Altro Maria Giampà |
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(Adnkronos) - Se camminare è l'esercizio fisico più elementare, fare le scale è altrettanto semplice e alla portata di tutti. Salire e scendere gradini, in particolare per le persone di una certa età, diventa progressivamente un allenamento vero e proprio, paragonabile per efficacia ad un'attività moderata svolta in palestra. Il movimento, come è acclarato da decine di studi, produce effetti positivi sull'organismo a livello cardiovascolare: aiuta il cuore, contribuisce a tenere sotto controllo la pressione, riduce rischi legati a glicemia e colesterolo. Gli studi si concentrano sugli effetti dell'attività anche sulle persone anziane e su chi, in generale, non è in condizione di svolgere attività intensa. Salire e scendere le scale, anche a ritmo 'soft', è un'alternativa valida che può essere integrata nella routine quotidiana. Con quali effetti sugli over 60? E' la domanda che si sono posto i i ricercatori dell'università di Hasselt, in Belgio. Per elaborare una risposta fondata su basi solide, come ha evidenziato il Washington Post, hanno sviluppato uno studio che ha coinvolto 46 soggetti di età compresa tra i 65 e gli 80 anni in condizioni di buona salute. "Bisogna trovare soluzioni alternative per mantenere forza muscolare", ha sintetizzato la professoressa Evelien Van Roie, che ha guidato la ricerca, evidenziando l'importanza di svolgere attività fisica, compatibilmente con le condizioni generali, anche ad un'età relativamente avanzata. Le persone, per 12 settimane, hanno seguito un programma articolato su due binari differenti. Il protocollo ha previsto in palestra sessioni con la leg-press machine, una 'pressa' pneumatica che sollecita sostanzialmente tutti i gruppi muscolari delle gambe: quadricipiti, bicipiti femorali, glutei, polpacci. Lo studio ha appurato che 2 allenamenti a settimana, nell'arco di 3 mesi, hanno prodotto risultati equiparabili a quelli che raggiungono salendo e scendendo almeno 2 rampe di scale più volte nell'arco di una settimana. In due giorni alla settimana, l'università ha convocato i soggetti arruolati nello studio. Il gruppo ha svolto un riscaldamento standard con 10 minuti sulla cyclette. Quindi, tutti hanno svolto due esercizi per la parte superiore del corpo. Il terzo step ha previsto la diversificazione delle attività: metà del gruppo si è dedicato alla leg-press machine, con un esercizio estremamente comune in ogni palestra, e l'altra metà ha utilizzato un altro 'attrezzo': ha fatto le scale. L'esercizio del programma di 'stair-climbing' ha previsto inizialmente 4 serie con salita e discesa su un box da 30-40 centimetri: due secondi per salire, breve pausa, due secondi per scendere. Nella quinta settimana, l'accelerazione con la salita di due rampe di 6 gradini, salita da un recupero di 45 secondi prima della discesa. L'esercizio è stato ripetuto 4 volte senza saltare gradini o usare il corrimano come sostegno: in totale, 10 minuti di lavoro. Alla fine della ricerca, dopo 3 mesi, gli anziani sono stati in grado di salire le scale indossando gilet zavorrati da pesi. Entrambi i gruppi hanno guadagnato potenza muscolare e hanno migliorato la velocità di camminata. Effetti positivi anche sullo sforzo e il tempo necessario per alzarsi da una sedia. "Non serve un'ora di esercizio in una palestra alla moda" per i soggetti di una certà età, ha detto Van Roie, che ha invitato a seguire il programma con gradualità: "Non bisogna cominciare con movimenti rapidi, si rischia di cadere".
(Adnkronos) - Luca Pignataro è stato confermato oggi presidente di Cia-Agricoltori Italiani Calabria Nord per i prossimi 4 anni. "Il nostro obiettivo per il prossimo mandato -spiega Pignataro- è accrescere il coinvolgimento degli agricoltori nella nostra organizzazione, sarà una 'ristrutturazione'. Dobbiamo affrontare tante tematiche, quella della gestione dei fiumi, il dissesto idrogeologico, la Pac, la concorrenza sleale. Insomma tutto quello che riguarda l'agricoltura italiana, calabrese, ma specialmente quella cosentina, che ha bisogno delle organizzazioni di categoria come Cia Calabria Nord", conclude.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.