(Adnkronos) - “Io non lo so se, effettivamente, il nostro movimento degli ‘Olmi’ ha fatto sì che, con i nostri appelli, almeno i libri antichi della biblioteca Angelo Marsiano venissero salvati. Mi piace pensare che gli 'Olmi', perché il gruppo ha questo nome che riporta, appunto, alla radice antica del nome di Niscemi, abbiano almeno un piccolo merito. Cioè, quello di aver tenuto alta l'attenzione su un bene particolare. Perché, ribadisco, la biblioteca non è un bene pubblico. Ma non per questo deve essere un bene da trascurare, perché i libri fanno parte di un patrimonio collettivo di sapere, di conoscenza, di conservazione della memoria. Di conservazione della coscienza del territorio, che Angelo Marsiano aveva preso proprio come sua missione di vita”. A parlare con l’Adnkronos è Stefania Auci, la scrittrice di bestseller sulla saga dei Florio, che ha venduto oltre 1,5 milioni di copie in tutto il mondo. Da ieri i primi 350 libri della biblioteca di Niscemi (Caltanissetta), sull’orlo del baratro da un mese, sono salvi. Li hanno recuperati i vigili del fuoco con un intervento molto impegnativo messo a punto da giorni al piano terra, dopo uno studio accurato della planimetria dell’immobile e di diverse foto degli interni per conoscere tutti gli angoli dello spazio e ogni singolo libro da portare via. Insieme con i volumi dello storico Angelo Marsiano sono adesso al sicuro anche una serie di appunti e quadri dello studioso, già consegnati ai legittimi proprietari che dal giorno della frana, il 25 gennaio, non avevano mai più potuto raggiungere la biblioteca. Dopo la frana che ha sconvolto la piccola cittadina, con oltre 1.200 sfollati, Stefania Auci ha mobilitato scrittori, scrittrici, intellettuali, giornalisti per chiedere che la memoria collettiva di un pezzo della Sicilia venisse custodita, nonostante la frana che ha messo in ginocchio la città in provincia di Caltanissetta. “Quando mi è stata segnalata da una giornalista che era a Niscemi la situazione della biblioteca privata Angelo Marsiano, il mio primo pensiero è stato: ‘Non può finire così’. Io sono una grande appassionata di biblioteche, di libri, di oggetti antichi. Il pensiero che tutti questi oggetti finissero all’interno di una scarpata, in mezzo alla sabbia e al terriccio, mi ha letteralmente fatto inorridire. Per cui mi è venuta idea di coinvolgere le persone che conoscevo, soprattutto le persone di cui mi fidavo, che sapevo che avrebbero capito effettivamente lo spirito di questa iniziativa- dice ancora Stefania Auci- Credo che sia molto più giusto parlare di un ‘noi’ piuttosto che di quello che ha fatto Stefania. Perché io ho iniziato, ma tutto il resto è stato opera di una collettività magnifica di persone belle, che hanno messo a disposizione le proprie competenze, le proprie capacità, ciascuno nel proprio ambito, ciascuno nelle proprie aree di settore”. Stefania Auci poi aggiunge: “Per me adesso la cosa più importante è salvaguardare questo collettivo che si è creato, salvaguardarne l'armonia, la prosperità, la bellezza, perché poi alla fine la cosa più importante è che si sta creando bellezza tra persone che si stimano vicendevolmente. Una cosa che è tutto fuorché scontata”. “Angelo Marsiano aveva fatto questi sforzi per raccogliere questi libri antichi. Una missione di vita, la sua. Per questo motivo aveva raccolto questi testi e questa biblioteca. Ci tengo ci tengo molto a dirlo e lo ripeterò sempre: non è Stefania Achi, sono gli scrittori siciliani, i giornalisti, gli intellettuali siciliani, in generale, che hanno fatto tutto questo”. (di Elvira Terranova)
(Adnkronos) - “L’esperienza mi ha insegnato che, se miglioriamo le condizioni professionali e familiari delle donne, miglioriamo la vita di tutti e di tutte. Mettere le donne nelle condizioni di esprimere i propri talenti significa far crescere l’intera società. Può accadere oggi, se sapremo trasformare le riflessioni in azioni concrete”. Con queste parole Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro, Politiche Sociali, Pari opportunità della Città metropolitana di Milano, è intervenuta oggi nel capoluogo lombardo all’evento promosso dall’Ordine degli ingegneri della Provincia meneghina, 'Progetto donna’. “Il tema delle politiche di genere è per noi un impegno costante che attraversa tutte le azioni, anche amministrative, della nostra Città metropolitana - afferma De Marchi - Per questo è fondamentale poter contare su più visioni, più strumenti e più competenze che ci aiutino a capire come lavorare meglio”. “Sono cresciuta con l’idea che non esistano limiti invalicabili - racconta - ma anche con la consapevolezza che per affermarsi bisogna impegnarsi il doppio. La libertà delle donne passa da molte strade: attraversa ambiti diversi e incrocia le vite di ciascuna di noi - dice - Spesso dimentichiamo che le grandi conquiste nascono da donne fragili, determinate, capaci di aprire strade nuove. Donne che hanno lottato, studiato, lavorato, costruito competenze e cambiato il destino di un territorio - ricorda - Oggi siamo qui per far crescere la nostra città, il nostro Paese e, nel nostro piccolo, il mondo. Dobbiamo portare ovunque le nostre competenze. Sappiamo farlo. E abbiamo il dovere di farlo”, conclude.
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".