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Europcar Italia spa Trasporti, Infrastrutture e Logistica Ruolo: Counter Sales Project Manager Area: Sales Management Maria alessandra Cavestro |
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(Adnkronos) - "Il progetto P.i.c.c.o.l.i ha avuto un impatto numerico molto ampio, quindi, credo che sia davvero uno dei progetti con interventi in loco più grandi di tutto il Pon governance, non tanto per dimensioni economiche, ma per il numero di comuni coinvolti. Parliamo di un avviso che ha fatto partecipare 1700 comuni. Su questi, abbiamo fatto azioni su 1500, raggiungendo in loco mille di questi, con oltre 2mila interventi. Questo è stato il bello del progetto: andare lì, ascoltare le loro voci, i loro bisogni e cercare di restituire immediatamente degli strumenti pratici". Lo ha affermato Lara Panfili, direttore strategico di Anci e responsabile del progetto P.i.c.c.o.l.i Anci, in occasione dell'evento agli Stati generali dei piccoli comuni, che si è svolto presso il Centro Congressi La Nuvola di Roma. "Stiamo parlando di un progetto che doveva essere concreto e doveva lasciare subito qualcosa per andare avanti in modo più veloce, in un'amministrazione che, purtroppo, viene rallentata già da una serie di adempimenti complessi che impattano sui piccoli, allo stesso modo in cui impattano sui grandi - sottolinea Panfili - Quindi abbiamo cercato di dare degli strumenti veloci per andare avanti più velocemente, ma anche per costruire strategia futura, programmazione, apertura ai territori, volontà di farli aggregare e di far capire loro che insieme riescono a fare molto di più". "Inoltre, la costruzione della rete tra di loro, non solo tra i comuni, ma anche tra i dipendenti: 6700 i dipendenti della nostra piattaforma Trasforma, parlano ogni giorno tra loro e hanno un esperto che risponde quando c'è qualcosa di più complesso da analizzare. Questo è un progetto, quindi, che ha avuto un impatto sulle persone che lavorano nei comuni e che spesso anche ci vivono. Pertanto, siamo davvero contenti di aver potuto fare tutto questo insieme al Dipartimento della Funzione Pubblica, che insieme a noi ha fortemente voluto il progetto e lo ha finanziato", conclude Panfili.
(Adnkronos) - "Secondo il Global gender gap report 2025, la parità tra uomini e donne non sarà raggiunta prima di 123 anni. Nei Consigli di amministrazione abbiamo il 43% di donne, ma i dati dell’Inps ci dicono che la percentuale femminile nei ruoli dirigenziali è solo il 21,1%. E se guardiamo alle posizioni apicali, oggi abbiamo appena il 2,2% di amministratrici delegate. Questo significa che nei luoghi in cui si decide davvero - perché il tema non è esserci, ma incidere - la presenza femminile è ferma al 2,2%”. Lo ha detto oggi la presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Milano, Carlotta Penati, intervenendo all’evento ‘Progetto donna’, promosso dall’ordine nel capoluogo lombardo. Un’iniziativa che ha riunito accademia e imprese per un confronto su strumenti, politiche e testimonianze per rafforzare la presenza femminile nelle professioni tecniche. “L’ordine ha invitato 2.200 iscritte per questa giornata - fa sapere la presidente - perché noi donne, per prime, vogliamo individuare aspetti concreti. Questo è il senso di ‘Progetto Donna’ - rimarca - un inizio, un percorso che avvio come presidente e che l’Ordine porterà avanti nel tempo. È un momento operativo, animato dalla volontà di costruire non solo per noi, ma per le prossime generazioni. È un’assunzione di responsabilità condivisa, con un approccio pragmatico. Lo scopo è trasformare il confronto in azione, promuovere proposte operative, costruire alleanze e consapevolezza, fare rete”. Una rete da intessere per cambiare la situazione delle donne nel mondo del lavoro: “Dopo la nascita di un figlio, 7 dimissioni su 10 riguardano le madri - ricorda Penati - La cura è una dimensione che ci appartiene profondamente e che viviamo anche come valore, ma se non ci sono condizioni adeguate, il peso ricade prevalentemente sulle donne. Quante presidenti donne ci sono negli ordini professionali? 16 su 106, meno del 18%”. Guardando poi al contesto europeo, la presidente Penati fa notare che “rispetto all’Europa, in Italia rimane altissima la differenza occupazionale tra uomini e donne, con una disparità di circa il 19%. Secondo Eurostat -aggiunge- la differenza salariale appare inferiore e sembrerebbe che siamo messi meglio rispetto alla media europea. Ma il dato va letto con attenzione - approfondisce - molte donne in Italia lavorano part-time, spesso per scelta obbligata, perché dedicano il resto del tempo alla famiglia. In assenza di servizi adeguati - asili nido, tempo pieno scolastico, interventi strutturali - il lavoro femminile resta compresso”. Qualcosa a livello normativo inizia però a cambiare. “È recente lo schema di decreto legislativo del 5 febbraio, approvato dal Consiglio dei Ministri, che recepisce la direttiva Ue 970 con l’obiettivo di rafforzare la parità di retribuzione tra uomini e donne. Il salario è libertà - sottolinea Penati - Questo provvedimento introduce il diritto alla conoscenza: il diritto di sapere come sono posizionati gli altri dal punto di vista retributivo. Lo fa attraverso la trasparenza salariale e specifici meccanismi tecnici di applicazione. Siamo forse all’inizio di un cambiamento culturale che dobbiamo portare avanti. Questa è un’opportunità da cogliere: un approccio fondato sulla trasparenza e sulla misurabilità. Solo se possiamo misurare, la parità di genere passerà da una dichiarazione di intenti, pur importante, a qualcosa di concreto, a una responsabilità condivisa”. Per la presidente, la parità non deve però restare un concetto astratto: “Va costruita consapevolmente. Si pianifica, si decide e si realizza. Si basa sui dati, perché senza dati non si va da nessuna parte. Oggi parliamo molto di intelligenza artificiale: è vero, tutto è dato. Ma i dati servono per capire e per migliorare. Occorre un approccio metodico, servono strumenti, serve capacità di attuazione e, infine, serve misurazione. Altrimenti non raggiungeremo mai il risultato. Questo - conclude - richiede scelte intenzionali,politiche efficaci e una reale volontà di cambiamento”.
(Adnkronos) - I Giochi Invernali di Milano Cortina "mi sembra proprio siano stati sostenibili. Il bilancio lo fare alla fine, però devo dire di sì". Lo ha detto oggi il presidente del Conai, Ignazio Capuano, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano.