INFORMAZIONIOmniwash Industria, Commercio e Artigianato Ruolo: Responsabile Risorse Umane Area: Human Resource Management Margherita Corti |
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(Adnkronos) - La Nasa sta per mandare un equipaggio attorno alla Luna per la prima volta in oltre 50 anni. Il lancio è programmato all'inizio di marzo, per il viaggio più lungo mai effettuato nello spazio. La missione Artemis II coinvolgerà 4 astronauti che intraprenderanno una missione di 10 giorni attorno alla Luna e torneranno sulla Terra, aprendo la strada a un futuro sbarco sul satellite terrestre. La Nasa, come riferisce la Bbc, ha ipotizzato come prima data di lancio il 6 marzo (il 7 marzo in Europa), dopo aver superato con successo l'ultimo collaudo: nel secondo test del team Artemis II al Kennedy Space Center in Florida, il razzo è stato rifornito di carburante e sottoposto alla sequenza di conto alla rovescia. Il primo test, all'inizio di febbraio, era stato interrotto a causa di una perdita di idrogeno sulla rampa di lancio. I problemi sono stati risolti. L'equipaggio, salvo sorprese, sarà composto da 3 americani - Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch - e un canadese, Jeremy Hansen. Gli astronauti iniziano in queste ore il periodo di quarantena prima di partecipare alla missione in cui verrà utilizzato il mega razzo lunare della NASA, lo Space Launch System, o SLS, alto 98 metri. L'equipaggio sarà agganciato alla capsula Orion, situata in cima al razzo, che ha le dimensioni di un minibus: nella capsula l'equipaggio vivrà per 10 giorni. Il primo giorno della missione prevede un'orbita attorno alla Terra. Poi, se tutti i sistemi funzioneranno correttamente, gli astronauti si dirigeranno verso la Luna. Nel giro di 4 giorni, il team arriverà a destinazione e girerà attorno al lato nascosto della Luna, quello che non viene mai osservato dalla Terra. Gli astronauti si troveranno a una distanza compresa tra 6.500 e 9.500 km dalla superficie lunare e avranno diverse ore dedicate allo studio e all'acquisizione di immagini della Luna. Quindi, al termine del programma, altri 4 giorni per il viaggio di ritorno con ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
(Adnkronos) - 'La giustizia italiana al bivio'. E' il titolo dell’incontro–dibattito dedicato al confronto sul referendum confermativo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare', in programma lunedì 23 febbraio 2026, alle ore 10, presso l’Aula Rossi dell’Università Lum Giuseppe Degennaro. Dopo i saluti e l’introduzione del Rettore Antonello Garzoni, l’iniziativa vedrà le presentazioni di Riccardo Figliolia, Segretario Generale Confimi Industria BaBifg e Massimo Melpignano, Responsabile nazionale Konsumer Italia. Interverranno Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia per il Comitato del Sì, e Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale e Prorettore dell’Università di Foggia per il Comitato del No. L’incontro prevede una sessione di q&a e si concluderà con l’intervento di Massimiliano Lanzi, Professore di Diritto Penale. A moderare il dibattito sarà il giornalista Antonio Bucci.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.