(Adnkronos) - "È sicuramente un’operazione complessa che i nostri comandi sono in grado di compiere per le esperienze maturate in precedenza e per la professionalità dei militari". Così all'Adnkronos il generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico, in merito al ritiro del nostro contingente da Erbil che, spiega, avverrà via terra con un itinerario che prevede di raggiungere a nord il confine turco da dove poi rientrare in Italia con voli aerei dedicati. "In ogni missione 'fuori area', oltre a mettere in atto le misure di force protection, il comando del contingente appronta un piano di ripiegamento d’intesa con i vertici politico-militari di Roma modulato in relazione alla eventuale natura della minaccia ipotizzabile. Nel caso specifico", aggiunge, "il movimento dei mezzi e del personale dovrebbe effettuarsi in una colonna, o più colonne, lungo le rotabili, già individuate in fase di pianificazione, che attraversano il Kurdistan iracheno, sino al confine turco per un tragitto di circa 215 km transitando eventualmente per il passo di Ibrahim Khalil ed entrando nel distretto di Silopi in Turchia". "Ovviamente il movimento avverrà adottando tutte le misure precauzionali per reagire, nei limiti del possibile, ad eventuali azioni ostili da terra e/o dall’aria, unitamente alle predisposizioni logistiche (carburante, acqua)". L’intelligence ricopre in tali situazioni un ruolo fondamentale", ha sottolineato, "così come gli accordi con il comando della coalizione per avere la copertura aerea e le forze 'amiche' locali, i peshmerga, che potrebbero assicurare una cornice di sicurezza sino confine. Un ruolo fondamentale sarà anche quello di definire preventivamente le misure di supporto fornite da governo di Istanbul una volta arrivati in Turchia. Gli aeroporti turchi più vicini sono quelli di Diyarbakir (500 km da Erbil) e di Barman (440 km da Erbil). Gli elicotteri muoveranno ovviamente in volo se le condizioni di sicurezza saranno favorevoli".
(Adnkronos) - Andrea Mignanelli, manager con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, assume la presidenza di Klaro, la piattaforma che facilita l'accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane grazie all’Intelligenza artificiale. Andrea Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, poi come fondatore di Jupiter, e quindi dal 2019 al 2024 è stato amministratore delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di commercio, Inps, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. "Sono entusiasta - dichiara Andrea Mignanelli - di questa nuova avventura. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l'avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito".
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.