INFORMAZIONI
A. Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite
Marco Binazzi |
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(Adnkronos) - Si apre oggi, 19 febbraio 2026, a Washington la sessione inaugurale del Board of Peace, organismo internazionale promosso dagli Stati Uniti e presieduto da Donald Trump con l’obiettivo dichiarato di affrontare gli esiti della guerra nella Striscia di Gaza e la ricostruzione post-conflitto dopo anni di scontri tra Hamas e Israele. La riunione, convocata nello United States Institute of Peace, recentemente rinominato per l’occasione, vedrà la partecipazione di delegazioni di circa 40 Paesi, oltre all’Unione Europea, con l’obiettivo di fare il punto sulle donazioni per la ricostruzione e la sicurezza di Gaza e avanzare l’istituzione di una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF). Finora stati membri avrebbero promesso oltre 5 miliardi di dollari di aiuti, in vista di un fabbisogno stimato di decine di miliardi per la ricostruzione. Il board – nato da un’iniziativa lanciata a gennaio al World Economic Forum di Davos – si propone come piattaforma di coordinamento regionale e internazionale, ma fa già discutere: alcuni leader europei hanno criticato la sua struttura preoccupati per un potenziale indebolimento delle Nazioni Unite. Nel mese di gennaio, la Casa Bianca ha nominato il Segretario di Stato americano Marco Rubio, l'inviato speciale di Trump Steve Witkoff, l'ex Primo Ministro britannico Tony Blair e il genero di Trump, Jared Kushner, quali membri del Consiglio Esecutivo fondatore dell'iniziativa che, tuttavia, non è priva di controversie. La Cnn, citando una fonte interna all'amministrazione Trump, ha riportato che il presidente Usa attende la partecipazione di un considerevole numero di nazioni, le quali sono chiamate a inviare propri rappresentanti o a intervenire in qualità di osservatori. Oltre 40 nazioni e l'Unione Europea hanno confermato l'invio di funzionari all'incontro, secondo quanto riportato da un alto funzionario dell'amministrazione Usa. Germania, Italia, Norvegia e Svizzera figurano tra le nazioni che non hanno aderito al consiglio ma che sono attese in qualità di osservatori. La partecipazione italiana sarà con la presenza a Washington del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina rappresenta l’Italia come osservatrice, su delega della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La partecipazione italiana conferma l’impegno ad ogni tavolo dedicato al processo di pace in Medio Oriente, al fine di promuovere il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza e l’avvio della sua ricostruzione, nel pieno rispetto del diritto internazionale, e in linea con la risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che affida al Board of Peace il compito di monitorare il processo di stabilizzazione nell’area. Sin dall’inizio della crisi a Gaza, l’Italia ha svolto un’azione di primo piano per facilitare la stabilizzazione della regione e fornire supporto umanitario alla popolazione civile, in particolare tramite l’iniziativa 'Food for Gaza', lanciata dal ministro Tajani nel marzo 2024. Il Governo italiano sta mettendo a punto un piano nazionale, che riunisca le migliori competenze e risorse del Sistema Italia, per la ricostruzione di Gaza, concentrandosi in particolare sui settori della sanità, dell’istruzione e della sicurezza alimentare. Rientra in questo quadro anche la missione dei giorni scorsi a Riad e Abu Dhabi dell’Ambasciatore Bruno Archi, inviato speciale per la Ricostruzione di Gaza del ministero degli Esteri. Critiche e tensioni politiche La riunione di oggi si inserisce in un contesto internazionale complesso, con pressioni crescenti affinché la comunità globale lavori a una pace duratura nella regione, in particolare dopo oltre due anni di conflitto e di fragile cessate il fuoco.
(Adnkronos) - L’Ufficio spagnolo del Turismo, nel suo centro multimediale interattivo di piazza di Spagna a Roma, ha accolto una delegazione istituzionale di Valladolid, per la presentazione della Settimana Santa che si svolge nella città castigliana. La 'Semana Santa' di Valladolid è una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della Spagna ed è stata la prima a essere dichiarata di 'Interesse turistico internazionale' nel 1980. Ad animarla un insieme di atti liturgici popolari, celebrati nelle strade e nelle piazze, che permettono al visitatore di sperimentare la profonda religiosità di radice castigliana, austera e solenne, nel contesto unico del centro storico della capitale castigliana. Venti confraternite - associazioni popolari di uomini e donne di ogni età e condizione sociale, con circa 25.000 membri - sfilano per la città accompagnando i carri processionali, che a Valladolid rappresentano un autentico 'Museo a cielo aperto' grazie alle sculture realizzate dai più grandi scultori castigliani, la maggior parte intagliate nel XVI-XVII secolo, da Gregorio Fernández a Juan de Juni. A presentare a Roma questa solenne manifestazione religiosa e culturale il sindaco di Valladolid e senatore, Jesús Julio Carnero, il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Luis Argüello, il presidente della Deputazione Provinciale di Valladolid, Conrado Íscar, il presidente della Junta de Cofradías della Settimana Santa di Valladolid, Miguel Vegas, il direttore di Turismo di Valladolid, Juan Manuel Guimerans, e il direttore del’Ufficio Spagnolo del Turismo, Gonzalo Ceballos. La delegazione di Valladolid si è poi recata in visita a Papa Leone XIV proprio per presentare la Settimana Santa, portando in dono una riproduzione firmata della tela originale di Augusto Ferrer-Dalmau, creata dall'artista come immagine principale della locandina di annuncio dell'edizione 2026. Un incontro che rafforza la proiezione internazionale di Valladolid , come è stato sottolineato dai rappresentanti istituzionali, e l'elevato valore simbolico della Settimana Santa come evento religioso e culturale di riferimento e come volano per la promozione turistica della città e della sua provincia. Oltre alle solenni processioni, il cui culmine si raggiunge il Venerdì Santo nella cosiddetta 'Processione generale', con un percorso completo di oltre cinque ore, la Settimana Santa di Valladolid offre al visitatore un’atmosfera vibrante, arricchita non solo da eventi di carattere religioso, come il Sermone delle Sette Parole nella centrale Plaza Mayor, ma anche da un’ampia proposta di visite guidate ed esposizioni. Il viaggiatore interessato a conoscere Valladolid in occasione della Settimana Santa avrà inoltre l’opportunità di godere di altre grandi attrazioni, come la ricca gastronomia offerta nei suoi bar e ristoranti, incluse le rinomate 'tapas', promosse durante tutto l’anno in vista dei Concorsi nazionale e mondiale che si tengono in città da anni, e gli eccellenti vini di denominazioni di primo livello come Ribera del Duero, Rueda, Toro o Cigales, considerati tra i più prestigiosi di Spagna. La Spagna è uno dei principali riferimenti della Cristianità, con tre delle cinque Città Sante: Santiago de Compostela, Santo Toribio de Liébana e Caravaca de la Cruz. "Uno dei modi più autentici per scoprire la Spagna - ha sottolineato Gonzalo Ceballos - è attraverso le sue celebrazioni religiose, soprattutto la Settimana Santa, vissuta con grande intensità e partecipazione popolare. Questo tipo di esperienze sono al centro della nuova campagna internazionale 'Think you know Spain? Think again', che mira alla promozione del turismo slow in destinazioni meno note. In Spagna ci sono 43 manifestazioni religiose dichiarate d’interesse turistico internazionale, delle quali 20 corrispondono a Settimane Sante, a testimonianza del loro straordinario valore culturale, storico e spirituale”.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.