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(Adnkronos) - I negoziati fra Israele e Libano al Dipartimento di Stato, questo martedì nella capitale americana, sono terminati. Vi sarebbe un cauto ottimismo, come ha dichiarato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, sottolineando che sia Israele che Libano sono “uniti nel liberare il paese” dall'influenza iraniana, esercitata sotto forma dei miliziani di Hezbollah. I giornalisti presenti - tenuti lontani dalle stanze dove i delegati si sono incontrati - immaginavano dei colloqui che sarebbero durati per tutta la giornata. Tuttavia, dopo solo due ore di incontro, gli ambasciatori dei due Paesi hanno concluso la sessione, annunciando che un’intesa è possibile. "Oggi abbiamo scoperto di trovarci dalla stessa parte dell'equazione, e questa è la cosa più positiva che avremmo potuto ricavarne”, ha dichiarato Leiter. Il diplomatico ha affermato che l'incontro ha rappresentato "l'inizio" di un nuovo sforzo per sconfiggere Hezbollah, con il governo libanese che ha espresso un “forte desiderio” di disarmare completamente il gruppo armato sostenuto da Teheran. "Ciò che mi dà speranza è il fatto che il governo libanese ha chiarito molto bene che non sarà più ostaggio di Hezbollah, e che l'Iran è stato indebolito. Hezbollah è drasticamente indebolito. Questa è un'opportunità", ha dichiarato ai giornalisti fuori dal Dipartimento di Stato. Leiter, inoltre, ha assicurato di non volere assolutamente la Francia come possibile mediatore: “Vorremmo tenere i francesi il più lontano possibile praticamente da tutto, ma, in particolare quando si tratta di negoziati di pace, non sono necessari. Non esercitano un'influenza positiva, specialmente in Libano”. Il faccia a faccia è stato degno di nota, poiché Israele e il Libano non intrattenevano relazioni diplomatiche da decenni, precisamente dal 1993. La data e il luogo di una riunione di follow-up verranno annunciati in un secondo momento, ma i colloqui dovrebbero proseguire già nelle prossime settimane. In tutto ciò, un cessate il fuoco in Libano non è stato raggiunto, mentre le ostilità fra Israele e Hezbollah proseguono. Nada Hamadeh Moawad, l’ambasciatrice libanese, ha definito quest’incontro preparatorio come costruttivo, ma sottolineando come un cessate il fuoco e il rispetto della piena sovranità dello Stato su tutto il suolo libanese siano imperativi. “Ho ribadito l'urgente necessità della piena attuazione dell'accordo sulla cessazione delle ostilità del novembre 2024”. Aggiungendo: “Ho inoltre sollecitato l'adozione di misure concrete per alleviare la grave crisi umanitaria che il Paese continua ad affrontare a seguito del conflitto in corso”. Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, che ha presenziato all’incontro, aveva definito la giornata del martedì come un processo, non un evento, precisando che tutte le complessità di questa questione non sarebbero state risolte in poche ore. Pur ridimensionando le aspettative, Rubio aveva aggiunto che i colloqui rappresentano un tentativo di porre “fine definitivamente a 20 o 30 anni di influenza di Hezbollah in questa parte del mondo”. Al termine dei colloqui, il Dipartimento di Stato ha pubblicato un comunicato, annunciando che Israele e Libano hanno concordato di "avviare negoziati diretti" dopo le "discussioni produttive" ospitate dall'amministrazione Trump. La caratterizzazione suggerisce che l'incontro odierno non abbia rappresentato l'effettivo avvio dei colloqui di pace, bensì un passo preparatorio verso tale meta. “Gli Stati Uniti hanno espresso l'auspicio che i colloqui possano andare oltre la portata dell'accordo del 2024 e condurre a un accordo di pace complessivo”, si legge nel comunicato. Le parole del Dipartimento di Stato hanno ribadito le posizioni fondamentali di Israele e del Libano, inclusa la richiesta israeliana di porre fine all'influenza iraniana sul suo vicino settentrionale — dove Teheran finanzia e dirige i militanti di Hezbollah — e l'affermazione da parte del Libano della propria sovranità territoriale, che, a suo dire, Israele avrebbe violato con attacchi contro Hezbollah. “Gli Stati Uniti hanno ribadito che qualsiasi accordo per la cessazione delle ostilità deve essere raggiunto tra i due governi, con la mediazione degli Stati Uniti, e non attraverso canali separati”, si legge nel comunicato. “Tali negoziati hanno il potenziale per sbloccare un significativo sostegno alla ricostruzione e alla ripresa economica per il Libano, nonché per ampliare le opportunità di investimento per entrambi i paesi”. Si tratta, verosimilmente, di un messaggio rivolto a Teheran, volto a chiarire che gli Stati Uniti non considerano il Libano una questione oggetto di discussione nell'ambito dei colloqui per il cessate il fuoco finalizzati a comporre il conflitto tra Stati Uniti e Israele, da un lato, e l'Iran, dall'altro. L'Iran aveva cercato di includere il Libano nel cessate il fuoco raggiunto con gli Stati Uniti e, sebbene i mediatori pakistani avessero affermato che la tregua di due settimane attualmente in vigore avrebbe dovuto estendersi anche a Hezbollah, Gerusalemme e Washington hanno respinto tali condizioni. Al termine dei colloqui, non è giunto alcun commento da parte di Hezbollah. Il gruppo si è opposto a qualsiasi negoziato tra i governi israeliano e libanese e ha respinto gli appelli al proprio disarmo su scala nazionale. "La raison d'être di Hezbollah, non a caso fondata nel 1982 quando Israele invade 'boots on the ground' Il territorio libanese spingendosi fino a Beirut, è in funzione anti-Israele. Inoltre, come 'Stato nello Stato' finanziato e rispondente alla teocrazia dell'Iran e non allo stato Libanese, è chiaro che non può sottoscrivere al proprio disarmo”, afferma l’analista internazionale Gaja Pellegrini-Bertoli. Secondo alcuni esperti, senza Hezbollah, qualsiasi soluzione diplomatica tra Israele e il Libano potrebbe risultare complesso da attuare sul terreno, mentre un risultato concreto e durevole resta difficile da immaginare. Tuttavia, Gaja Pellegrini-Bertoli ritiene che l’assenza del gruppo non sia preoccupante: “Perché ora i rappresentati dei due paesi si sono incontrati, hanno discusso. Entrambe sanno bene che il disarmo di Hezbollah non può avvenire dall'oggi al domani”. “Seppur non risolutivo – e dubito significhi Un cessate il fuoco in Libano – politicamente è un passo nella direzione giusta”, precisa Pellegrini-Bertoli, “Credo tuttavia che lo storico incontro faccia a faccia tra i rappresentanti del Libano e di Israele sia un punto di svolta. Due anni fa sarebbe stato impossibile anche solo proporlo”. (di Iacopo Luzi)
(Adnkronos) - In un panorama caratterizzato da un’offerta culinaria sempre più ampia (con oltre 300 mila imprese di ristorazione attive in Italia, secondo l’ultimo rapporto Fipe) e da una grande quantità di informazioni disponibili online, scegliere dove uscire a mangiare è un processo articolato. La rete rappresenta oggi una vetrina fondamentale per i ristoranti, ma richiede anche agli utenti di orientarsi tra molteplici stimoli e contenuti. A evidenziarlo è un nuovo studio di TheFork, piattaforma leader nella prenotazione dei ristoranti, che analizza il fenomeno noto come 'paradosso della troppa scelta', da cui emerge come recensioni, ricerca assistita e passaparola siano oggi leve fondamentali e integrate per supportare gli utenti in questo processo. Oltre un terzo degli italiani over 24 (34%) afferma che un’ampia scelta di ristoranti rappresenta un valore e li fa sentire liberi di decidere. Il 21% riconosce che la varietà di opzioni è utile, ma comporta un investimento significativo di tempo per valutare le alternative, mentre il 14% dichiara di sentirsi indeciso quando le possibilità diventano troppe. In questo contesto, i nuovi strumenti tecnologici giocano un ruolo chiave: aiutano a orientarsi tra le opzioni disponibili, rendendo le scelte non solo più rapide, ma anche più mirate e accurate. Oggi le recensioni costituiscono lo strumento principale per orientarsi nella scelta di un ristorante. Per il 43% degli italiani di almeno 25 anni (e per il 56% di chi prenota online) rappresentano il fattore più influente. Subito dopo, con il 33%, viene la possibilità di valutare personalmente dettagli come foto, menu e atmosfera del locale, sulla base delle informazioni disponibili online. L’ecosistema di contenuti su TheFork evidenzia quanto questo trend sia consolidato e in continua crescita. Nel 2025 sono state pubblicate 3 milioni di nuove recensioni nel mondo (1,2 milioni in Italia), a dimostrazione dell’elevata partecipazione e coinvolgimento degli utenti. A conferma dell’importanza attribuita a questo 'passaparola digitale', tra gli utenti TheFork che lasciano una valutazione quasi uno su due scrive anche un commento, contribuendo così a costruire un sistema ricco di contenuti ma soprattutto basato sulla fiducia condivisa. Allo stesso modo, chi legge e valuta queste informazioni dedica tempo e attenzione: TheFork rileva infatti che, prima di prenotare, gli utenti trascorrono in media sull’app oltre 13 minuti sulle pagine delle recensioni, mentre da un sondaggio di dicembre 2025 emerge che il 43% ne consulta da 4 a 7, a dimostrazione che la fase decisionale è sempre più approfondita e guidata dai contenuti. Accanto alle recensioni, cresce il ruolo della tecnologia nel semplificare le scelte dei consumatori. Con Chiedi a TheFork, la funzionalità di ricerca basata sull’intelligenza artificiale lanciata da TheFork a settembre 2025, la piattaforma punta a trasformare la ricerca in un’esperienza più intuitiva e conversazionale. In poco più di sei mesi, questa funzione ha supportato ricerche crescenti, con picchi raggiunti proprio in Italia, confermando un’adozione particolarmente significativa nel nostro Paese. I dati mostrano anche un alto livello di efficacia: il 76% degli utenti passa dalla pagina dei risultati a quella del ristorante, confermando che le proposte corrispondono alle reali intenzioni di chi cerca. Per quanto riguarda le modalità di ricerca, si osservano tendenze interessanti: se il 71% delle ricerche avviene tramite testo, crescono modalità più naturali e immediate, come i comandi vocali (14%) e i suggerimenti automatici (15%). Proprio questi ultimi si rivelano determinanti nel supportare la scelta: dalla Ricerca emerge che il 20% degli utenti reputa i suggerimenti personalizzati utili a semplificare e rendere meno stressante il processo di scelta. Anche la fiducia nei contenuti generati dall’AI è elevata: l’80% dei feedback sui riassunti automatici delle recensioni è positivo, confermando come questi strumenti possano ridurre la complessità e accelerare le decisioni. In un contesto sempre più digitale e sovraccarico di informazioni, cresce anche il desiderio di affidarsi alle persone reali. Lo conferma anche il sondaggio di TheFork e YouGov di dicembre 2025: 8 italiani su 10 over 25 considerano determinante il parere di amici e familiari nella scelta di un ristorante. Accanto a recensioni e algoritmi, torna centrale il valore del consiglio diretto: passaparola, raccomandazioni e suggerimenti della propria rete diventano strumenti preziosi per orientarsi. È in questa direzione che si inseriscono le funzionalità social di TheFork Feed, che permettono di scoprire ristoranti attraverso i suggerimenti di amici e persone di fiducia. I dati confermano chiaramente questo trend: oggi la piattaforma conta già 2 milioni di relazioni di follow, con una crescita costante nel tempo. L’adozione della funzione è diffusa in tutti i principali mercati europei, con l’Italia che si distingue come il Paese più attivo in termini di connessioni e utilizzo della rete sociale. A rafforzare ulteriormente questa dinamica contribuisce anche l’evoluzione della piattaforma, con l’introduzione di profili pubblici e della spunta blu, che valorizzano account autorevoli e rendono ancora più immediata l’identificazione e il follow di voci credibili. Lo studio di TheFork rivela un cambiamento nel comportamento degli italiani: oggi non si tratta più di trovare un ristorante, ma di orientarsi tra un numero sempre maggiore di opzioni. Recensioni, intelligenza artificiale e consigli di amici e familiari non agiscono più separatamente, ma come un unico ecosistema che guida le scelte, riduce l’incertezza e rende il processo più rapido e sicuro. In questo contesto, gli strumenti di TheFork aiutano gli utenti a combinare dati, tecnologia e passaparola per decidere con maggiore consapevolezza.
(Adnkronos) - “L’Unione Europea ha spostato gli obiettivi dalla raccolta al riciclo dei rifiuti e questo cambia profondamente l’approccio che dobbiamo adottare”. Lo ha detto Carmelina Cicchiello, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, intervenuta alla presentazione, a Roma, della piattaforma Shift, il nuovo spazio di collaborazione per mettere a sistema competenze e sviluppare soluzioni integrate per acqua, energia e bioeconomia. “Per adempiere alle prescrizioni europee dobbiamo essere in grado di testimoniare il riciclo effettivo dei rifiuti e non soltanto la percentuale di raccolta differenziata. Questo significa fare un passo avanti e assicurare che il rifiuto rientri realmente nell’economia del Paese come Materia Prima Seconda”, ha spiegato Cicchiello, sottolineando la necessità di rafforzare l’intera filiera del recupero. Un passaggio che chiama in causa anche il ruolo dei cittadini. “Dobbiamo continuare a investire sempre di più nella comunicazione e nella sensibilizzazione, perché solo una corretta separazione dei rifiuti consente di ottenere materiali di qualità e quindi tassi di riciclo più elevati”, ha aggiunto. “In questo percorso le amministrazioni comunali devono continuare a svolgere un ruolo centrale, sensibilizzando su questo tema”, ha concluso Cicchiello.