INFORMAZIONILuigildo FanzelMethodos spa Consulenza, Gestione Risorse Umane e Formazione Aziendale Ruolo: Sales Manager Area: Sales Management Luigildo Fanzel |
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(Adnkronos) - Pilar Fogliati sarà co-conduttrice della seconda serata del Festival di Sanremo 2026. L'attrice affiancherà Carlo Conti e Laura Pausini mercoledì 25 febbraio insieme ad Achille Lauro e Lillo. Il direttore artistico lo aveva annunciato in collegamento telefonico con 'La Pennicanza', il programma di Fiorello e Biggio. María del Pilár Fogliati, nome d'arte Pilar Fogliati. Classe 1992, è nata ad Alessandria ma cresciuta a Roma. Attrice, autrice e regista. Deve la sua formazione all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, dove ha affinato quella miscela di istinto comico e precisione drammatica che diventa il suo tratto distintivo. Fogliati debutta al cinema e in televisione con ruoli che mettono subito in luce la sua versatilità, ma è con ‘Cuori’, la fiction Rai ambientata nel mondo della cardiochirurgia degli Anni 60, che conquista il grande pubblico. Ancora prima, però, a farla esplodere è un video social diventato virale in pochissimo tempo: quello in cui sfoggia tutta la sua abilità e ironia nell’imitare gli accenti dei quartieri di Roma. Quelle cadenze - dai Parioli al Pigneto - finiscono poi in ‘Romantiche’, il primo film da lei scritto e diretto. Qui si fa in quattro. Letteralmente. Interpreta quattro protagoniste che, a loro modo, raccontano la romanità contemporanea. Un debutto che conferma la sua brillante capacità di trasformazione e una spiccata vena comica, ma anche un manifesto delle trentenni di oggi. Con ‘Romantiche’ rompe tabù su psicologia, sessualità, estetica, amicizia e amore. Al cinema lavora con registi come Riccardo Milani in ‘Corro da te’, Giovanni Veronesi in ‘Romeo è Giulietta’, Paolo Genovese in ‘Follemente’ e Ludovica Rampoldi in ‘Breve storia d’amore’. È inoltre protagonista della serie Netflix ‘Odio il Natale’, una commedia romantica che ribalta con ironia il cliché dei cliché sull’amore: la corsa contro il tempo per trovare un partner per le feste. La serie gioca con i codici della rom com, li aggiorna, li smonta e li ricompone in un racconto che parla più di identità e aspettative sociali che di trovare l’amore a tutti i costi. La 33enne Pilar Fogliati è impegnata sentimentalmente con Fabio Paratici. A rivelarlo è il settimanale Chi, che ha pubblicato le immagini di un pomeriggio romano dei due, culminato con un bacio scambiato ai tavolini di un bar all’aperto. Paratici ha 53 anni ed è uno dei dirigenti più noti del calcio italiano ed europeo. Dopo una carriera da calciatore tra US Sassuolo e Palermo FC, ha intrapreso un percorso dirigenziale che lo ha portato ai vertici della Juventus FC e successivamente al Tottenham Hotspur FC. Oggi ricopre il ruolo di direttore sportivo della ACF Fiorentina. Dopo la lunga relazione con l’attore Claudio Gioè, durata sei anni, per l’attrice questo nuovo capitolo sentimentale sembra rappresentare un nuovo equilibrio.
(Adnkronos) - “La notizia dell'introduzione di nuovi dazi generalizzati da parte dell'Amministrazione Usa aggiunge ulteriore instabilità a un quadro geo economico già complesso. Dal punto di vista delle aziende, la pianificazione strategica e lo sviluppo operativo diventano sempre più sfidanti a causa di un contesto che cambia continuamente secondo logiche difficilmente prevedibili. In uno scenario internazionale così fluido, il nostro compito come imprese è quello di essere pragmaticamente strategiche e strategicamente pragmatiche. Questo significa essere capaci di reagire in tempi brevi adattando piani e strategie al fine di minimizzare gli impatti negativi e cercare di cogliere, ove presenti, opportunità alternative in altri mercati, senza perdere di vista la strategicità del mercato americano nel lungo termine". Così Cristina Scocchia, ad di illycaffè, dopo l'annuncio di Trump su nuovi dazi al 15%. "Ovviamente dalle istituzioni europee ci aspettiamo una risposta compatta, ragionata e responsabile, volta a garantire stabilità negli accordi commerciali", conclude.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.