(Adnkronos) - La Nasa sta per mandare un equipaggio attorno alla Luna per la prima volta in oltre 50 anni. Il lancio è programmato all'inizio di marzo, per il viaggio più lungo mai effettuato nello spazio. La missione Artemis II coinvolgerà 4 astronauti che intraprenderanno una missione di 10 giorni attorno alla Luna e torneranno sulla Terra, aprendo la strada a un futuro sbarco sul satellite terrestre. La Nasa, come riferisce la Bbc, ha ipotizzato come prima data di lancio il 6 marzo (il 7 marzo in Europa), dopo aver superato con successo l'ultimo collaudo: nel secondo test del team Artemis II al Kennedy Space Center in Florida, il razzo è stato rifornito di carburante e sottoposto alla sequenza di conto alla rovescia. Il primo test, all'inizio di febbraio, era stato interrotto a causa di una perdita di idrogeno sulla rampa di lancio. I problemi sono stati risolti. L'equipaggio, salvo sorprese, sarà composto da 3 americani - Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch - e un canadese, Jeremy Hansen. Gli astronauti iniziano in queste ore il periodo di quarantena prima di partecipare alla missione in cui verrà utilizzato il mega razzo lunare della NASA, lo Space Launch System, o SLS, alto 98 metri. L'equipaggio sarà agganciato alla capsula Orion, situata in cima al razzo, che ha le dimensioni di un minibus: nella capsula l'equipaggio vivrà per 10 giorni. Il primo giorno della missione prevede un'orbita attorno alla Terra. Poi, se tutti i sistemi funzioneranno correttamente, gli astronauti si dirigeranno verso la Luna. Nel giro di 4 giorni, il team arriverà a destinazione e girerà attorno al lato nascosto della Luna, quello che non viene mai osservato dalla Terra. Gli astronauti si troveranno a una distanza compresa tra 6.500 e 9.500 km dalla superficie lunare e avranno diverse ore dedicate allo studio e all'acquisizione di immagini della Luna. Quindi, al termine del programma, altri 4 giorni per il viaggio di ritorno con ammaraggio nell'Oceano Pacifico.
(Adnkronos) - "E' una bella botta per gli obiettivi che si poneva il Presidente e sicuramente l'agenda economica proposta dall'Amministrazione viene sconvolta perché le tariffe erano state utilizzate chiaramente in violazione dalle norme Costituzionali e quindi invocando uno stato di emergenza, ma di fatto servivano a degli obiettivi economici e politici di altro genere. Quindi vedremo adesso dei cambiamenti forti". Così, conversando con Adnkronos/Labitalia, l'economista Pietro Reichlin, sui possibili effetti della decisione della Corte Suprema che ha stabilito che il presidente Usa, Donald Trump ha violato la legge federale imponendo in modo unilaterale dazi globali. Per Reichlin, professore di Economia alla Luiss 'Guido Carli', innanzitutto "c'è da tenere d'occhio l'andamento del dollaro, probabilmente mi aspetto che ci sarà una discesa. Però immagino anche comunque con una situazione di turbolenza relativa sul mercato dei cambi. Poi vedremo". La decisione della Corte Suprema è arrivata quasi in contemporanea con l'annuncio della visita di Trump in Cina, in programma dal 31 marzo al 2 aprile prossimi. "Trump puntava ad andare in Cina -spiega Reichlin- evidentemente con ben altre aspettative. In questo momento credo che dovranno riflettere, l'Amministrazione dovrà riflettere su quello che dovranno fare con la Cina. Certamente la Cina è uno dei Paesi che aveva reagito in modo più duro all'aumento minacciato delle tariffe e questa resistenza della Cina ha poi prodotto il risultato che quelle tariffe si erano state già abbassate in maniera abbastanza forte. Però comunque l'uso delle tariffe da parte di Trump è parte della sua politica in questo momento. Se questo strumento è svuotato è chiaro che tutta la politica di Trump nei confronti dei partner commerciali dovrà un po' essere rivista", sottolinea l'economista. Ma per lo studioso ora la situazione è aperta a diversi scenari. "Adesso io non so prevedere che cosa succederà. Ma certamente il Presidente potrebbe utilizzare altri strumenti. Ovviamente forse nei confronti della Cina possono essere utilizzati degli strumenti commerciali che sono stati già utilizzati nel passato anche da Biden. Ma io penso che la conseguenza principale di questa decisione della Corte Suprema, piuttosto che con la Cina, sarà riguardo al Canada e tutti i Paesi partner commerciali con cui il governo non può invocare delle motivazioni che hanno a che fare con la sicurezza nazionale", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.