INFORMAZIONILuca MiglierinaSanofi srl Cosmesi, Chimica e Farmaceutica Ruolo: HR Business Partner - D&I Lead Area: Human Resource Management Luca Miglierina |
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(Adnkronos) - "In una scala da zero a 10, direi che siamo a livello 15". Donald Trump promuove a voti pieni la prima fase dell'operazione Furia Epica che gli Stati Uniti, con Israele, stanno conducendo contro l'Iran. Gli attacchi si intensificheranno, secondo i programmi di Washington. Le prime 100 ore dell'offensiva hanno consentito di conquistare un controllo quasi totale dei cieli. Ora, i raid potranno spingersi ancor più in profondità nel territorio nemico. "La leadership dell'Iran sta svanendo rapidamente. Chiunque sembri intenzionato a diventare leader, finisce per morire. Davanti ai vostri occhi sta accadendo qualcosa di strepitoso", dice Trump in un evento alla Casa Bianca. "Se non avessimo attaccato, lo avrebbe fatto l'Iran contro Israele", aggiunge il presidente, confermando la linea ribadita solo qualche ora prima dalla portavoce Karoline Leavitt. "Il presidente non si aggiunge alla lista di chi è rimasto fermo limitandosi a passare la questione con la minaccia diretta alla successiva amministrazione", dice Leavitt. "Il presidente aveva la sensazione, basata sui fatti, che l'Iran avrebbe colpito gli Stati Uniti, prendendo di mira i nostri asset nella regione. E ha deciso, sulla base di queste ragioni, di lnciare l'operazione Furia Epica", aggiunge la portavoce. Trump, nelle sue esternazioni quotidiane, fa riferimento spesso e volentieri al tema della leadership iraniana. A sentire Leavitt, il 'regime change' non è in cima alle priorità. "Gli obiettivi di questa operazione sono stati definiti molto chiaramente e il presidente li ha elencati nel suo discorso quando ha lanciato l'operazione", afferma Leavitt. Trump "ha fatto riferimento alla distruzione della Marina iraniana, dei programmi missilistici e nucleari e alla garanzia che Teheran non possa più supportare i proxy". A questi 3 punti si aggiunge la priorità assoluta: "Evitare che l'Iran arrivi all'arma nucleare". E il regime change? Apparentemente - e sorprendentemente - non è nella top list di Trump. "Ovviamente, come ha detto il presidente numerose volte, non vogliamo vedere l'Iran guidato da un regime terrorista. Quindi, ogni giorno in cui gli Stati Uniti d'America eliminano un terrorista è un buon giorno per il nostro paese e un buon giorno per il nostro popolo". Trump sta "considerando e discutendo attivamente con i suoi consiglieri" quale sarà il ruolo degli Stati Uniti in Iran una volta terminata la guerra: "Ma il suo obiettivo principale ora è garantire il successo rapido ed efficace dell'operazione".
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia. Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”. La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.