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Area: IT Management Luca Diciotti |
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(Adnkronos) - Anche bambini e adolescenti dormono male, non solo gli adulti. Un bimbo su 4 sotto i 5 anni presenta disturbi del sonno, con conseguenze sul benessere psicofisico, sulla crescita, l'apprendimento e l'umore del piccolo, e ripercussioni anche a livello familiare. Alle 'Abitudini del sonno' e ai consigli per favorire il benessere in questo aspetto fondamentale della crescita è dedicato il nuovo episodio del vodcast 'Le 6 A - La salute si costruisce da piccoli', realizzato da Adnkronos in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip), online da oggi sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com. "Il sonno è un elemento fondamentale per la crescita e lo sviluppo, non solo psichico, ma anche fisico, delle ragazze e dei ragazzi - afferma Rino Agostiniani, presidente Sip - Spesso viene interpretato semplicemente come una necessità di riposo, ma in realtà va ben oltre: è grazie al sonno che si stabiliscono tanti equilibri dal punto di vista psicologico-relazionale". Sulla quantità di sonno necessarie lo specialista chiarisce: "Nei primi anni di vita 10 ore possono essere un parametro di riferimento per le famiglie. Con la crescita il tempo di sonno si riduce progressivamente, ma è importante mantenersi su livelli adeguati, perché il sonno perso ha una ripercussione su crescita, apprendimento ed equilibrio psicologico". Sull'origine dei disturbi del sonno Oliviero Bruni, già professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all'università La Sapienza di Roma, spiega che "nei bambini molto piccoli possono esserci fattori genetici o temperamentali: un bambino più irritabile è più difficile da addormentare e da far dormire". Ricordando che "l'addormentamento è un comportamento appreso", l'esperto precisa che "se un bambino si abitua ad addormentarsi sempre al seno, cullato o nel passeggino, tenderà a richiedere sempre quella condizione". Bruni sottolinea anche il ruolo di fattori biologici come "una carenza di ferro o di vitamina D. Bambini che si agitano molto di notte possono avere una carenza di ferro. Anche le allergie incidono, perché l'istamina" che in questi casi aumenta "è un neurotrasmettitore che attiva la veglia". Con l'età scolare emergono ansia e difficoltà di addormentamento, mentre in adolescenza si verifica quella che Bruni definisce "la tempesta perfetta: l'adolescente avrebbe bisogno di dormire, ma fa tutt'altro. In questa fase il picco della melatonina si sposta di circa 2 ore: è l'unico periodo della vita in cui accade e per questo è naturalmente portato ad andare a dormire più tardi. A questo - evidenzia - si aggiungono device, smartphone e social network, che peggiorano notevolmente la qualità del sonno". A proposito dell'addormentamento nei piccoli, a fare chiarezza sul ruolo del succhietto o ciuccio è Luana Nosetti, responsabile dei disturbi respiratori del sonno dell'università dell'Insubria di Varese. "Oggi siamo concordi nel dire che ha un ruolo importante nel ridurre il rischio di Sids, la sindrome della morte in culla (sudden infant death syndrome). Favorisce l'addormentamento, ma va usato con criterio: non prima del primo mese di vita - suggerisce la specialista - per non interferire con l'allattamento al seno, e non oltre i 12-18 mesi per evitare dismorfismi dentali". A tale proposito, Nosetti descrive la forma corretta: "Leggermente piegato, perché spinge la lingua verso il palato e favorisce vie aeree più libere durante il sonno". Inoltre, "se il bambino lo perde, non è necessario rimetterlo: l'effetto benefico si mantiene". Dormire bene "consolida l'apprendimento - continua Bruni - Il passaggio dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine avviene quasi esclusivamente durante il sonno. Se depriviamo un bambino del sonno, avrà difficoltà a memorizzare ciò che ha studiato. Uno studio su 11.000 bambini negli Stati Uniti - riferisce - ha mostrato che il fattore predittivo più importante per un disturbo mentale era l'alterazione precoce del sonno. Già i risvegli notturni a 3 mesi possono essere predittivi di disregolazione comportamentale". La deprivazione di sonno, secondo l'esperto, può anche influire sulla struttura cerebrale, in particolare sulla corteccia prefrontale, che fra 1 e 3 anni vive una fase di intensa crescita. Come favorire una buona qualità del sonno? "Le routine regolari sono un'ottima ricetta - consiglia Nosetti - Per gli adolescenti è fondamentale limitare l'uso del cellulare nelle ore serali. La luce blu inibisce la produzione di melatonina. Anche attività intense o musica molto forte prima di dormire rallentano l'addormentamento". Per i più piccoli il suggerimento è di preferire "un ambiente non troppo caldo, lettino lontano da fonti di calore, nella stanza dei genitori ma non nello stesso letto e porre il bambino a pancia in su: sono abitudini che riducono il rischio di morte in culla". Sull'uso di tablet e cellulari Agostiniani non ha dubbi: "Niente schermi sotto i 2 anni. Nelle età successive l'utilizzo deve essere il più limitato possibile nelle ore serali. Se si riuscisse a lasciare da parte i device dopo cena sarebbe ideale. Ma conta soprattutto l'esempio dei genitori", avverte: "Non si può dire al bambino 'tu no' e poi passare tutto il tempo sullo smartphone. Nella vita esistono le regole. Dare regole non significa essere cattivi, ma offrire un percorso. Educare vuol dire spiegare, ma anche essere determinati. E soprattutto essere concordi in famiglia". Questo, come tutti gli episodi completi del vodcast delle '6 A' con i consigli dei pediatri della Sip per crescere bene, è disponibile sui canali YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.
(Adnkronos) - "Dobbiamo convincerci che le donne hanno il privilegio di partorire, ma il dovere di educare i figli non può essere solo loro. La genitorialità è un diritto, ma il dovere non si può lasciare soltanto alle donne. Metterei una multa agli uomini che non si occupano della casa, perché non è giusto. È un problema di cultura". Sono le parole di Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, all’evento 'Progetto donna' promosso, oggi a Milano, dall’Ordine degli ingegneri della provincia meneghina. "Tengo molto a questa fotografia: lì c'è scritto 'È nata la Repubblica italiana'. Era il 6 giugno 1946 e io c’ero -spiega-. Ricordo di aver letto quel giornale e di aver pensato: 'Questo è davvero un cambiamento per noi’' perché era la prima volta che le donne potevano votare. Le donne ottennero il diritto di voto quarant’anni dopo uomini che, in molti casi, erano analfabeti. In quegli anni uomini che non sapevano né leggere né scrivere decidevano le sorti dell’Italia, mentre donne laureate non potevano farlo -sottolinea Ercoli Finzi-. Ricordo una frase attribuita a Giolitti: 'Dare il voto alle donne potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. Io credo che abbiano una capacità di vedere lontano che noi uomini non abbiamo'". "Il voto alle donne significava poter occupare posizioni decisionali. Oggi molte donne ricoprono incarichi importanti, anche come amministratrici delegate, ma spesso si tratta di aziende di famiglia -continua-. Esistono ancora politiche e sistemi per cui alle donne non viene riconosciuto ciò che meritano. Perché, quando scade una posizione apicale occupata da un uomo, si sostituisce con un altro uomo? Le donne sono ugualmente capaci. Alle ragazze dico: abbiamo diritti civili. Se non ci vengono riconosciuti, dobbiamo fare la rivoluzione", conclude Ercoli Finzi.
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.