INFORMAZIONILuca Andreis |
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(Adnkronos) - "L'Iran è spacciato e lo sa". Gli Stati Uniti e Israele avviano la seconda fase dell'attacco contro l'Iran. L'ondata più massiccia preannunciata da Donald Trump prende forma nel quinto giorno dell'offensiva: le difese di Teheran vengono spazzate via, i missili lanciati dalla repubblica islamica diminuiscono. "L'America sta vincendo in maniera decisiva, devastante e senza pietà", dice Pete Hegseth, segretario alla Difesa, con un bilancio dopo circa 100 ore di operazioni. "La missione non è compiuta: è iniziata da pochi giorni e i risultati sono stati incredibili, storici. Come ha detto il presidente Trump, andremo avanti finché sarà necessario. I nostri avversari sono spacciati e lo sanno. O, in caso, lo scopriranno presto", dice il numero 1 del Pentagono prospettando lo scenario che dovrebbe concretizzarsi a breve. "In pochi giorni, avremo il completo controllo dello spazio aereo iraniano. Questo significa che voleremo giorno e notte colpendo missili e basi. I leader alzeranno gli occhi e vedranno solo aerei americani e israeliani. E l'Iran non potrà farci niente: per tutto il giorno arriverà morte e distruzione dal cielo. Non è una lotta equilibrata, non lo è mai stata e non era previsto che lo fosse: stiamo colpendo mentre sono al tappeto ed è così che dovrebbe essere", dice Hegseth. "Questa operazione ha una potenza 7 volte superiore alla guerra dei 12 giorni condotta da Israele a giugno 2025 e gli attacchi più duri devono ancora arrivare", dice fornendo indicazioni di massima sulla ‘fase 2'. "Useremo bombe da 500, 1000 o 2000 libbre (225, 450 e 900 chili, ndr), abbiamo disponibilità illimitata di queste munizioni", dice, smentendo anche le indiscrezioni relative ad una gestione problematica dei sistemi di difesa: che secondo i democratici sarebbero stati ‘prosciugati' dalle strategia adottate da Trump in politica estera. "La disponibilità di Patriot rimane notevole, mentre l'Iran non può più lanciare la quantità di missili dei giorni scorsi. Possiamo proseguire questa guerra a questo ritmo per tutto il tempo necessario. L'unico limite che abbiamo è il desiderio del presidente Trump di raggiungere obiettivi specifici", dice Hegseth disinnescando l'allarme. Secondo il Washington Post, però, il tema delle dotazioni rimane caldo: potrebbe essere necessario spostare sistemi difensivi dall'Indo-Pacifico al Medio Oriente. La Casa Bianca propone uno scenario totalmente diverso: "Gli Stati Uniti hanno una capacità più che sufficiente non solo per condurre con successo l'operazione Furia Epica ma anche per andare ben oltre. Abbiamo a disposizione armi che molti, al mondo, ignorano", dice la portavoce Karoline Leavitt. A integrare il quadro provvede il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti: "I lanci di missili balistici da parte dell'Iran sono calati dell'86% dall'inizio dello scontro e del 23% nel giro delle ultime 24 ore. I lanci di droni sono diminuiti del 73% dal primo giorno". Si ritiene, in sostanza, che Teheran abbia bruciato buona parte del proprio arsenale nella fase iniziale del conflitto, con una strategia basata su lanci indirizzati verso tutti i paesi del Golfo. Bahrain, Emirati Arabi, Qatar e Arabia Saudita si sono protetti utilizzando anche i sistemi gestiti autonomamente, senza la collaborazione diretta degli Stati Uniti. "Ora inizieremo a colpire in profondità nel territorio iraniano. Abbiamo sufficienti munizioni di precisioni a livello offensivo e difensivo, non voglio parlare però di quantità. L'Iran ha lanciato più di 500 missili balistici e oltre 2000 droni colpendo in maniera indiscriminata anche obiettivi civili", aggiunge Caine. Da Teheran, quotidianamente, arrivano proclami relativi all'imminente uso di ‘nuove armi'. Per gli Stati Uniti si tratta di propaganda priva d fondamento. La macchina bellica di Teheran è a pezzi: "Non hanno difese aeree, non hanno navi, non hanno centri di controllo", dice Hegseth. Questo, però, non significa che si possa abbassare la guardia. L'Iran sarà in grado di lanciare ancora missili e droni, i suoi proxy potranno provare a colpire civili: li troveremo e li uccideremo. La differenza tra la loro capacità di colpire e la nostra capacità di difenderci diventa sempre più ampia. Dettiamo noi i termini di questa guerra", afferma il segretario prima di rendere noto un risultato 'storico'. "Un sottomarino americano ha affondato una nave iraniana che pensava di essere al sicuro in acque internazionali. Invece, è stata affondata da un siluro. E' il primo affondamento di una nave nemica con un siluro dai tempi della Seconda guerra mondiale". Il ministro degli Esteri dello Sri Lanka, Vijitha Herath, rende noto che la nave – formalmente battezzata IRIS Dena – aveva 180 persone a bordo ed era a circa 40 miglia nautiche dalle coste sudorientali srilankesi. I soccorsi sono riusciti a trarre in salvo circa 30 marinai. I corpi recuperati sarebbero circa 90.
(Adnkronos) - Gestione ottimale delle risorse umane, organizzazione efficiente dei processi produttivi e utilizzo evoluto della tecnologia sono le tre variabili su cui le competenze manageriali possono davvero fare la differenza: ed è su questi tre ambiti prioritari che Fondirigenti il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager, leader in Italia per la formazione continua dei dirigenti, ha deciso di focalizzare l’Avviso 1/2026, pubblicato oggi. Un Avviso ad ampio spettro, con una dotazione complessiva di 18 milioni di euro, e un finanziamento massimo concedibile a ciascuna impresa pari a 15.000 euro. “Dal nostro osservatorio abbiamo rilevato negli ultimi anni, una crescita costante del fabbisogno di competenze manageriali - spiega il dg Fondirigenti, Massimo Sabatini - determinata tanto dall’accelerazione dell’evoluzione tecnologica e digitale quanto dal radicale cambio di paradigma relativo al ruolo delle persone in azienda. Sempre più la managerialità agisce come moltiplicatore di crescita e di creazione di valore, ed ha bisogno di essere supportata in modo strutturale. Con il primo Avviso del 2026 vogliamo dare una spinta decisa in questa direzione, sia in termini di risorse, sia in termini di contenuti formativi proposti”. I dati di Fondirigenti relativi ai piani finanziati nel periodo 2021–2025 consentono, infatti, di rilevare una profonda ridefinizione della domanda di formazione: accanto alle competenze tecniche necessarie a padroneggiare i fondamenti della trasformazione digitale, cresce in parallelo il fabbisogno di competenze manageriali in senso stretto, connesse alla capacità trasversali di interpretazione dei diversi scenari e di guida di organizzazioni e persone in contesti ad alta complessità. Un’analisi rafforzata dalle evidenze dei progetti di ricerca e modellizzazione promossi dal Fondo e che, non a caso, trova riscontro anche a livello europeo, con la strategia Union of Skills, lanciata nel 2025 dalla Commissione Europea, che evidenzia in maniera chiara il collegamento tra competenze, in particolare manageriali, e competitività del sistema produttivo. Il titolo evocativo del nuovo avviso 'Valore manageriale: il ruolo abilitante delle competenze come moltiplicatore di competitività' intende andare proprio in questa direzione, approfondendo il modo con il quale i manager del nostro Paese contribuiscono con le proprie competenze, allo sviluppo del modello originale di fare impresa come quello italiano. L’Avviso si concentra su tre ambiti prioritari, ritenuti determinanti per la competitività delle imprese: 1) Gestione delle Risorse Umane, con interventi rivolti al miglioramento delle performance e del benessere organizzativo; 2. Organizzazione dei processi produttivi, per ottimizzare la capacità di governare i nuovi processi di lavoro e di produzione 3. Utilizzo evoluto della tecnologia, inclusa l’Ia generativa e nuovi strumenti digitali per potenziare la qualità delle decisioni, ottimizzare i flussi operativi e abilitare un’innovazione continua e sostenibile. “Il manager di oggi deve essere sempre più in grado di integrare le diverse dimensioni della sostenibilità, la tecnologia e la visione strategica in un unico approccio - commenta il Presidente di Fondirigenti Marco Bodini - generare valore attraverso la managerialità significa perciò mettere a frutto un insieme integrato di competenze, dalla gestione del capitale umano, all’organizzazione dei processi, all’uso responsabile delle risorse finanziarie, capace davvero di cambiare il volto dell’impresa, garantendone la competitività nel medio lungo periodo”. La partecipazione all’avviso è aperta a tutte le aziende aderenti al Fondo. La presentazione dei Piani formativi dovrà avvenire, attraverso l'area riservata sul sito di Fondirigenti, dalle ore 12.00 del 18 marzo 2026 e fino alle ore 12.00 del 23 aprile 2026.
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia. Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”. La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.