INFORMAZIONIPublimethod spa Comunicazione e Marketing Ruolo: Media Manager, Senior Media Planner Area: Communication Management Lorena Maiocchi |
INFORMAZIONIPublimethod spa Comunicazione e Marketing Ruolo: Media Manager, Senior Media Planner Area: Communication Management Lorena Maiocchi |
(Adnkronos) - "La tecnologia più conosciuta dal paziente sulla correzione dei difetti visivi è sempre il laser, ma una percentuale più piccola e crescente conosce anche queste lenti fachiche, note anche come lenti Icl. E' necessario spiegare con chiarezza questa tecnologia ai pazienti che arrivano da noi convinti di fare un intervento laser, spiegando loro che si tratta di una tipologia di tecnica che per certi versi è superiore al laser, senza trascurare" altri aspetti "come il fatto che si tratta di un intervento che viene eseguito in una sala operatoria", elemento che può "rivelarsi un vantaggio". Così Alessandro Mularoni, specialista in Oftalmologia che opera a Bologna, Rimini e San Marino, parlando della tecnologia delle lenti intraoculari Icl (Implantable collamer lens), che rappresentano una soluzione consolidata nella chirurgia refrattiva per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia. Accanto alla qualità visiva, uno degli aspetti che più caratterizza questa procedura è la rapidità della riabilitazione, spesso descritta dai pazienti come un vero e proprio 'effetto wow'. "I dubbi dei pazienti sono tanti - spiega Mularoni - Non fanno domande troppo specifiche, ma chiedono se è più invasiva, se le complicanze sono maggiori e se il risultato è 'meno buono' rispetto alla tecnica laser, con cui fanno sempre molti paragoni, poiché più familiare, e sulla quale hanno già preso molte informazioni. Pertanto è importante avere una serie di informazioni chiare da condividere con il paziente, che viene informato gradualmente su sicurezza, efficacia e, nella maggior parte dei casi, anche riguardo alla superiorità di questa tecnologia rispetto alle altre". "La chirurgia refrattiva eseguita con Icl ha una caratteristica peculiare: riabilitare immediatamente il paziente - sottolinea l'esperto - C'è, infatti, un effetto molto veloce di recupero della vista, anche per difetti molto importanti, per cui il paziente passa da una bassa a un'ottima visione, sia in termini quantitativi (vedere le cose più lontane) sia qualitativi (vede le cose con un'ottima qualità visiva), senza problematiche specifiche legate a contorni o ghost images. Pertanto, si tratta di una quantità associata alla qualità". La decisione sulla tecnica da proporre a ciascun paziente “a volte è molto semplice, perché può essere riabilitato solo con le Icl, altre volte meno perché esistono delle controindicazioni - chiarisce Mularoni - Tra le ragioni più comuni si annoverano: una cornea troppo sottile, oppure, ormai problematica molto frequente, la secchezza oculare, che è sempre più presente nei nostri pazienti perché portatori di lenti a contatto da lunga data o perché esposti a fenomeni atmosferici o perché sono presenti malattie generali, che sostengono questo tipo di problematica. E' necessario, pertanto, elencare i pro e i contro delle tecniche - laser e lente fachica o Icl - e permettere al paziente di scegliere in libertà. I casi in cui entrambe le tecniche sono utilizzabili stanno diventando sempre più frequenti, perché la lente Icl inizia a essere utilizzata con maggiore sicurezza rispetto al passato. Pertanto, va a intercettare fasce di difetti visivi progressivamente più bassi". L'intervento si svolge "in una sala operatoria attrezzata - illustra lo specialista - dove il paziente viene preparato mediante l'uso di colliri midriatici per dilatare la pupilla e mediante l'uso di gocce per anestetizzare la superficie corneale. Si tratta di un'anestesia definita topica perché non si utilizzano punture, iniezioni o altre tipologie di anestesia, a eccezione dell'instillazione di gocce. Si utilizza, poi, un microscopio e un set specifico di ferri per preparare la lente che viene piegata, caricata e introdotta all'interno dell'occhio attraverso incisioni molto piccole. All'interno dell'occhio si dispiega e viene correttamente posizionata". Ai pazienti che sono preoccupati di provare dolore "la risposta è che non vi è alcun tipo di dolore, in quanto i colliri anestetizzano la superficie dell'occhio". Per quanto concerne la durata, Mularoni rassicura che "l'intervento è una pratica veloce, che permette dopo qualche minuto, il tempo di completarlo correttamente, di far alzare il paziente dal lettino e farlo accomodare in una stanza dove può rilassarsi". Fondamentale il ruolo della tecnologia: "Un centro di chirurgia refrattiva ha una strumentazione completa, che prevede tutti gli strumenti necessari per fare il calcolo e decidere il potere di una lente Icl - sottolinea l'esperto - Acquisire tecnologie sempre più precise che studiano sempre meglio l'anatomia dell'occhio, dove la lente andrà posizionata, ovvero dietro dell'iride e davanti al cristallino, è un plus per il risultato finale".
(Adnkronos) - "Siamo tutti interessati, persone e organizzazioni, da questa trasformazione, quindi nessuno si può tirare indietro. Per questo, io credo che bisogna rivendicare una gestione pubblica dell'intelligenza artificiale, credo che solo così possiamo lavorare bene e insieme, con una strategia europea, è importante dotarsi di politiche e strumenti comuni. Per noi, governare l'intelligenza artificiale nel mercato del lavoro significa una cosa molto concreta: significa dare una direzione comune e trasformarla in strategia operativa". Così Vincenzo Caridi, capo del Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'Ia in Italia -spiega ancora Caridi- può dare moltissimo, perché siamo un Paese bellissimo ma non tutto funziona come dovrebbe; abbiamo una grande crisi demografica, e questo vuol dire meno lavoratori, e l'Ia può essere utilizzata per potenziare le competenze dei lavoratori che ci sono, non per sostituirli. L'Ia quindi è una sfida, e dobbiamo lavorarci con una strategia europea", conclude.
(Adnkronos) - “Viviamo un’epoca di grandissime accelerazioni, in cui trend globali, digitalizzazione e tensioni geopolitiche si innestano in uno scenario competitivo e normativo caratterizzato da continue transizioni”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, a margine della conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” in Senato, organizzata da Oliver Wyman e Wec Italia. “In questo contesto – ha spiegato – programmare, pianificare e dibattere i giusti investimenti per il Paese è fondamentale per guidare queste trasformazioni” Iren, ha sottolineato Bufo, è impegnata “su tutti i fronti della transizione energetica: dallo sviluppo delle rinnovabili alla flessibilità necessaria per accompagnare la decarbonizzazione delle infrastrutture”. Un percorso che deve riguardare non solo la produzione ma anche le reti e i sistemi di accumulo, in un quadro in cui “la domanda a valle è in continua evoluzione”. Un capitolo centrale è quello dei data center: “Stimiamo che anche in Italia possa verificarsi quanto già accaduto negli Stati Uniti, con un forte aumento della domanda di energia elettrica”. Da qui la necessità di investimenti nelle reti e nella decarbonizzazione, insieme all’impiego delle tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale, “che garantiscono ulteriore flessibilità e slancio”. Di fronte ai breakthrough tecnologici, ha osservato, “gli scenari possono divaricarsi tra fortissime spinte immediate e sviluppi più graduali nel tempo: vedremo quale sarà il percorso, ma il nostro ruolo lo faremo”.