INFORMAZIONIZoetis Italia srl Cosmesi, Chimica e Farmaceutica Ruolo: Compliance Manager Area: Finance, Administration and Control Licia Sciacca |
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(Adnkronos) - L'evento di Milano dedicato al settore B2B ha delineato le direttrici su cui si muove il mercato del mobile computing professionale, dove l'integrazione tra hardware e servizi diventa il vero elemento di differenziazione. Al centro del dibattito non vi è solo il debutto dell'ExpertBook Ultra, ma la conferma di un ecosistema di software e assistenza che rimane il pilastro dell'offerta per le aziende, garantendo una transizione fluida verso l'era dell'intelligenza artificiale. La strategia presentata punta sulla qualità costruttiva e sulla resilienza dei dispositivi, elementi ritenuti cruciali per l'efficienza operativa dei dipendenti. Secondo Pietro Pannone, Marketing Manager di Asus Business, la continuità qualitativa è l'obiettivo primario quando si realizzano prodotti per fasce ampie, poiché permette a ogni realtà di contare su strumenti durevoli. “Sappiamo quanto è importante per un'azienda avere sempre tutti i propri lavoratori in grado di lavorare col proprio pc. Ogni malfunzionamento è un problema e un costo”, ha sottolineato Pannone, evidenziando come la dotazione di porte rinforzate e soluzioni di connettività complete servano a prevenire danni e a ottimizzare la comodità d'uso in ogni contesto lavorativo. In quest'ottica, l'adozione dell'intelligenza artificiale non è un elemento isolato ma un supporto trasversale su tutta la gamma per permettere a ogni profilo professionale di operare al meglio delle proprie possibilità. Sul fronte del supporto tecnico, l'attenzione si sposta verso la gestione del ciclo di vita del prodotto attraverso politiche di garanzia estese e interventi mirati. Alessandro Passadore, Country Product Manager di Asus Business, ha ribadito la centralità del supporto diretto: “Per un'azienda il servizio post-vendita è fondamentale. Noi offriamo un servizio di assistenza on-site, se si guasta un notebook andiamo a ripararlo in azienda”. La scelta di includere due anni di garanzia sulla batteria, nonostante sia un bene di consumo, risponde alla necessità di coprire l'intero periodo di utilizzo previsto per un notebook professionale. Parallelamente all'assistenza fisica, l'innovazione software si concretizza in piattaforme come MyExpert, progettate per rendere l'AI uno strumento pratico e immediato. Come spiegato da Passadore, “Si tratta di una piattaforma che va a integrare nel device una serie di funzioni per l'intelligenza artificiale. Tra queste ci sono la traduzione simultanea in qualsiasi lingua senza dover avere un accesso a internet e la gestione della minuta durante una conference call”. L'approccio on-device garantisce che queste funzioni migliorino la qualità lavorativa senza compromettere la riservatezza dei dati. La sicurezza resta infatti un tema portante, affrontato attraverso l'architettura ExpertGuardian. Questo sistema, conforme alle linee guida NIST SP 800-193, protegge il firmware da modifiche non autorizzate e consente il ripristino automatico in caso di attività sospette. Si tratta di “una soluzione che va a coprire a 360 gradi il mio dispositivo garantendo quelli che sono gli accessi da fonti esterne”, conclude Passadore. In un mercato competitivo, il valore aggiunto per i professionisti risiede dunque in un mix di alta qualità costruttiva e soluzioni intelligenti che sappiano rispondere alle esigenze reali di mobilità e protezione dei dati. L'integrazione della sostenibilità nel settore tecnologico professionale non riguarda esclusivamente la scelta dei materiali, in Asus Business si estende all'intero ciclo di vita del dispositivo attraverso una progettazione che privilegia la riparabilità e l'efficienza energetica. L'adozione di standard costruttivi rigorosi e l'impiego di leghe leggere e resistenti permettono di estendere la vita utile dell'hardware, riducendo la necessità di sostituzioni precoci e il conseguente impatto ambientale legato allo smaltimento dei rifiuti elettronici. Questo approccio si riflette anche nella gestione delle componenti soggette a usura, dove politiche di garanzia estese e servizi di assistenza on-site promuovono un modello di consumo più consapevole e duraturo. Parallelamente, l'ottimizzazione del software e l'uso di processori ad alta efficienza consentono di minimizzare il consumo energetico durante i carichi di lavoro intensivi, bilanciando le prestazioni necessarie al business con il rispetto dei parametri di compatibilità ambientale. La sostenibilità diventa così un pilastro operativo che trasforma il prodotto tecnologico in un asset aziendale responsabile, capace di coniugare l'innovazione digitale con la tutela delle risorse globali.
(Adnkronos) - "La situazione è estremamente seria perché colpisce diversi segmenti della catena industriale del metallo leggero, molti dei quali sono snodi vitali per la stabilità del sistema alluminio in Europa. Non si tratta di allarmismo: siamo di fronte a una crisi annunciata che rischia di mettere in ginocchio un pilastro dell'economia europea, una filiera che genera un fatturato annuo di circa 40 miliardi di euro e sostiene oltre 1 milione di posti di lavoro tra diretti e indiretti. Le tensioni geopolitiche hanno innescato un aumento verticale dei costi energetici, portando le quotazioni dell'alluminio primario oltre i 3.400 dollari a tonnellata, con il prezzo del gas schizzato del 93% in sole 48 ore. Il conflitto comporta, in primo luogo, un rischio fisico per gli impianti dei nostri partner del Golfo: se le celle elettrolitiche degli smelter dovessero fermarsi, il metallo solidificherebbe all'interno, rendendo gli impianti inutilizzabili per sempre. È un pericolo sistemico, dato che i Paesi del Golfo rappresentano l'8% della produzione mondiale e sono integrati con l'industria europea da quasi trent'anni". Così, con Adnkronos/Labitalia, Mario Conserva, segretario generale Face (Federazione europea consumatori di alluminio), sugli effetti della crisi in Medio Oriente sulla fliera europea dell'alluminio. E Conserva chiarisce che "lo stretto di Hormuz rappresenta un collo di bottiglia obbligato e delicatissimo per le rotte marittime globali. Se il transito in quel braccio di mare venisse compromesso, si creerebbero problemi immediati alle normali vie di approvvigionamento verso l'Europa. Ma il rischio più grave riguarda la sopravvivenza stessa degli impianti nel Golfo: questi siti dipendono totalmente dall'importazione di allumina, la materia prima fondamentale". "Per produrre una tonnellata di alluminio servono due tonnellate di allumina che arrivano via nave; senza rifornimenti costanti, gli smelter andrebbero incontro a un collasso tecnico nel giro di poche settimane, con conseguenze irreversibili per la disponibilità globale di metallo", aggiunge ancora. Una situazione di estrema difficoltà che si combina con i dazi Usa. "In un mercato globale, ogni barriera -spiega Conserva- agisce come un moltiplicatore di crisi. Quando alle tensioni belliche si sommano politiche protezionistiche, come i dazi americani, i margini di disponibilità del metallo si riducono inevitabilmente. Queste restrizioni, sommate alla fuga dei rottami dall'Europa verso mercati esteri, creano una "scarsità artificiale" che sta letteralmente soffocando i nostri trasformatori e gli utilizzatori finali. Se l'Europa non protegge i meccanismi di accesso alla materia prima — che oggi dobbiamo importare per coprire un deficit produttivo di alluminio primario superiore all'85% del fabbisogno — la nostra capacità manifatturiera rischia semplicemente di svanire", sottolinea. E con la crisi della filiera gli effetti concreti nelle tasche degli italiani non tarderanno ad arrivare. "L'alluminio -spiega Conserva- è un materiale onnipresente e indispensabile per la transizione ecologica, ma oggi rischia di trasformarsi nel vero collo di bottiglia dell'economia. Se il suo prezzo raddoppia, l'effetto domino travolge l'automotive (per telai e batterie), l'edilizia(per gli infissi), il settore alimentare e quello farmaceutico. Il cittadino comune percepirà l'impatto quotidianamente su prodotti di largo consumo come lattine, vaschette per alimenti e blister per medicinali. I dati del 2024 confermano un quadro impietoso: la nostra dipendenza dalle importazioni è ulteriormente salita e ogni rincaro del metallo o dell'energia si traduce in una spinta inflattiva diretta, che va dal carrello della spesa fino ai farmaci salvavita", sottolinea ancora. E lo sguardo della filiera è rivolto all'Ue "chiediamo pragmatismo e responsabilità immediata; i tempi della burocrazia non sono compatibili con l'urgenza di questa crisi. La nostra dipendenza dall'estero ci rende troppo vulnerabili. È necessaria la sospensione totale di ogni restrizione che ostacoli l'accesso all'alluminio primario e l'azzeramento immediato dei dazi sull'importazione del metallo grezzo. Questa è l'unica boccata d'ossigeno possibile per evitare che la filiera manifatturiera europea finisca fuori gioco a causa di una crisi che non ha scelto, ma di cui sta pagando il prezzo più alto", conclude.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.