INFORMAZIONILeonardo IacovelliChi è: vice presidente softlab spa |
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(Adnkronos) - "Vergogna a tutte le persone che in un momento così delicato hanno deciso di attaccarci, infangare la nostra reputazione, mentire". Con queste parole Bigmama ha replicato alle critiche ricevute negli ultimi giorni dopo il rientro in Italia da Dubai, dove è rimasta bloccata diversi giorni dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti-Israele e Iran. "Vergogna a chi ci ha augurato di morire lontani da casa e dalla nostra famiglia. La vostra ignoranza è disarmante, ma spiega tante cose. Sono felice di non essere come voi. Fate schifo e sempre ne farete", ha scritto la cantante in un lungo post sfogo condiviso sui social esprimendo tutta la sua indignazione contro chi l'ha attaccata. La cantante, prima di ogni cosa, ha voluto chiarire di essere tornata in Italia con la stessa compagnia aerea con cui aveva prenotato il volo iniziale. Il biglietto di ritorno era previsto per il 28 febbraio, e dopo giorni di attesa in aeroporto, è riuscita a ottenere un biglietto di un aereo partito il 5 marzo: "Biglietto pagato con i miei soldi, come il taxi che ho utilizzato per arrivare in aeroporto a Dubai", ha chiarito. "Nella mia vita mi sono sempre schierata contro ogni tipo di guerra e continuerò a farlo", ha spiegato, ribadendo la sua posizione contro i conflitti. "Mi sento profondamente privilegiata perché posso scrivere queste parole da casa mia", ha aggiunto la cantante che ha descritto la situazione che ha vissuto negli ultimi giorni dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Ci sono persone che la guerra la vivono ogni giorno, in posti meno sicuri. Quella sensazione di impotenza che ti sovrasta è terribile e distruttiva. La paura di morire ti fa dimenticare di essere vivo e c'è ancora chi lo dimentica ogni giorno". "La guerra - ha tuonato - dovrebbe fare schifo a tutti, dovrebbe fare schifo anche a te". La cantante ha respinto alcune accuse circolate in questi giorni sul suo conto: "Sono una cittadina italiana con residenza a Milano e pago le tasse allo stato. Ho anche io il diritto di chiedere aiuto, se serve, a prescindere dai miei ideali politici. Mi sembra grave non saperlo e non riconoscerlo". "Non ho mai detto di odiare l'Italia", ha aggiunto Bigmama. La cantante ha ricordato una passata intervista in cui alla domanda ‘per la tua sessualità ti senti rappresentata dallo Stato italiano?”, aveva risposto negativamente: "Non penso neanche di dovermi giustificare sinceramente", ha scritto. L'artista ha ricostruito il viaggio di rientro dalle vacanze e quello che è accaduto. Il suo volo, partito da Malé il 28 febbraio alle 10.15, sarebbe dovuto atterrare a Dubai alle 13.40 per uno scalo di quattro ore prima del rientro a Milano-Bergamo. Durante la fase di atterraggio, però, l’aeroporto è stato chiuso e l’aereo è stato dirottato a Fujairah. I passeggeri sono stati poi trasferiti in pullman in un hotel di Dubai. "La prima cosa che ho sentito appena entrata in camera è stato un missile intercettato sopra l’albergo", ha raccontato la cantante, spiegando di aver trascorso diversi giorni nella hall dell’hotel insieme agli altri italiani, tra allarmi ed esplosioni. "C’è una grande differenza tra vivere un evento del genere chiusi in un hotel di una città che non si conosce, lontano da casa, e chi invece in quel luogo ha famiglia, amici e punti di riferimento", ha aggiunto che in conclusione, dopo i ringraziamenti per gli aiuti e il sostegno ricevuto, ha chiesto "rispetto e pazienza".
(Adnkronos) - Il decreto sui Fondi interprofessionali ridisegna la governance: nuovi standard, più controlli e apertura a risorse integrative: la riforma cambia equilibri e modelli operativi del sistema. La sfida diventa quindi costruire un sistema capace di garantire trasparenza e controllo senza ridurre la capacità dei Fondi di rispondere rapidamente ai fabbisogni reali di imprese e lavoratori. "Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del 'quasi mercato' e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente e quale impatto avranno su imprese ed enti di formazione", aggiunge. In un contesto segnato da transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e ridefinizione dei fabbisogni professionali, la formazione finanziata torna così al centro delle politiche industriali e del lavoro, configurandosi sempre più come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo. Per offrire una lettura tecnica ed economica degli effetti della riforma, il 25 marzo a Roma, presso l’Università degli Studi Link (via del Casale di San Pio V), si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, realizzato da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con lo Studio Galvan, tra i principali osservatori tecnici sulle politiche attive del lavoro e sul funzionamento dei Fondi interprofessionali. L’incontro riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi, imprese ed enti di formazione per analizzare i principali nodi aperti dalla nuova normativa: sostenibilità del comparto, evoluzione delle dinamiche di mercato, interoperabilità digitale, certificazione delle competenze, ruolo dell’intelligenza artificiale e integrazione tra risorse pubbliche e private. "La riforma rende evidente come la formazione continua non sia più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma un’infrastruttura economica strategica per lo sviluppo del Sistema Paese", sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia. "Il Symposium nasce proprio per favorire un confronto operativo tra istituzioni e operatori in una fase di ridefinizione del sistema delle competenze", aggiunge. L’evento, che si svolgerà a numero chiuso su invito, è fortemente voluto dagli attori di riferimento del settore e realizzato con la partecipazione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Università e della Ricerca, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Comune di Roma, Aran Agenzia, Unioncamere e sostenuto da Coursera, Optimum Assessmen e Dokimazo. Al dibattito e ai diversi tavoli tematici tecnici saranno presenti la maggior parte dei Fondi Interprofessionali. La lista completa dei Fondi, dei partecipanti e il programma al link Symposium Formazione 2026 di Ecosistema Formazione Italia Il Symposium rappresenta un momento di confronto promosso da Efi, Ecosistema Formazione Italia, con la volontà di diventare piattaforma permanente di dialogo tra attori pubblici e privati del sistema delle competenze e si colloca in modo sinergico e complementare rispetto all’Innovation training summit, di cui rappresenta il momento preparatorio e di approfondimento specifico quanto strategico, nel giorno precedente l’apertura ufficiale dell’edizione 2026. L’Innovation training summit, giunto alla sua terza edizione, si terrà a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica. E' l’evento di riferimento a livello nazionale e internazionale dedicato all’innovazione nella formazione, allo sviluppo delle competenze e al futuro del lavoro. Riunisce istituzioni, imprese e principali operatori del settore, enti di formazione, professionisti hr, startup Edtech e HRtech, rappresentanti della finanza e fondi di investimento. Con 250 relatori nazionali e internazionali e oltre 3.500 partecipanti, l’evento rappresenta il momento di sintesi del percorso avviato da Efi sul ruolo strategico della formazione per lo sviluppo del capitale umano e per accompagnare le trasformazioni economiche e produttive, rafforzando la competitività del Sistema Paese.
(Adnkronos) - “L'Italia è un Paese emergente dopo il fenomeno della saturazione dei Flapd europei, gli hub di Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino dedicati ai data center”. A dirlo, in occasione di Key – The Energy Transition Expo a Rimini, è Virginia Canazza, esperta di Data Center e partner di Key To Energy, advisory firm specializzata nella consulenza relativa alle attività della filiera dell’energia. (VIDEO) La kermesse, in svolgimento fino al 6 marzo nei padiglioni della fiera di Rimini e firmata Ieg - Italian Exhibition Group, si conferma punto di riferimento per gli attori della transizione energetica in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo. “Il tasso di crescita dei data center è sostenuto, circa il 16-20% all'anno, con il 68% concentrato in Lombardia, in particolare nell’area di Milano - prosegue - Ad oggi, i consumi sono pari a circa 4,5 Twh, corrispondenti a circa un gigawatt di potenza elettrica installata e 600 megawatt di potenza It. Il trend di crescita potrà essere ancora più sostenuto nel prossimo futuro, arrivando a richiedere una copertura energetica da due a quattro volte superiore all’attuale fabbisogno entro il 2030. Circa 1,6 gigawatt di nuovi progetti, guardando alla pipeline di quelli in fase avanzata di sviluppo, potranno essere operativi entro il 2028-2029. Il trend di crescita italiano relativo ai data center” pone il Paese in una condizione di competitività “rispetto ai trend monitorabili a livello europeo e globale”. Nata nel 2007 per supportare partner pubblici e privati nel percorso di evoluzione del sistema energetico, nell’attuazione delle scelte, nel monitoraggio dei risultati e nel rispetto dei principali indicatori di sostenibilità, Key to Energy ha da allora realizzato oltre 1.000 progetti, per un totale di 40.000 MW e un controvalore di 20 miliardi di euro, collaborando con i principali attori industriali e finanziari del settore energetico. Sostenuta da una profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e di mercato; l'advisory firm è in grado di sviluppare soluzioni tailor-made ad alto valore aggiunto, progettate per ottimizzare l’efficienza energetica, valorizzare le energie rinnovabili e mitigare i rischi. “I data center, come grandi centri di consumo che stanno evolvendo verso dimensioni sempre maggiori con una velocità di sviluppo che va accentuandosi, vedono l'energia come un asset strategico - spiega - Sono molteplici le opzioni per un approvvigionamento energetico nel mercato italiano che siano competitive e sostenibili e che possano anche mitigare l'esposizione a una sempre crescente volatilità dei mercati - precisa - Ci sono strumenti patrimoniali basati sull'acquisizione e la proprietà di asset di generazione per coprire i propri consumi ma sono disponibili anche schemi commerciali che, attraverso contratti di medio-lungo termine, possono mitigare l'esposizione al rischio del mercato”. Quando “i centri di consumo si sviluppano con una velocità maggiore di quello che è l'adeguamento infrastrutturale del sistema, si pongono delle tematiche relative alla necessità di uno stretto coordinamento” volto all’integrazione delle reti esistenti con “quelle della transizione energetica, e quindi delle rinnovabili - conclude - e con questa nuova componente di domanda. Per massimizzare i benefici, l’evoluzione e l'integrazione progressiva e sostenibile devono basarsi su un approccio sinergico”.