INFORMAZIONILaura Bartoli |
INFORMAZIONILaura Bartoli |
(Adnkronos) - Tutto è nato da un’affermazione esplosiva – e sorprendente per molti – lanciata dagli Stati Uniti: la Cina sta pianificando test segreti sulle armi nucleari. Almeno uno sarebbe già stato condotto. Il governo cinese ha subito negato le accuse, ma il timore è che queste affermazioni possano segnare una profonda incrinatura in una norma consolidata fra superpotenze per limitare i test nucleari. Il Sottosegretario di Stato per il Controllo degli Armamenti e la Sicurezza Internazionale, Thomas DiNanno, ha reso pubblica l'importante scoperta dell'intelligence statunitense alla Conferenza sul Disarmo di Ginevra, a inizio febbraio. "La Cina ha condotto test nucleari esplosivi, compresi i preparativi per test con rese designate nell'ordine di centinaia di tonnellate", ha dichiarato in un discorso ai delegati presenti. "La Cina ha condotto uno di questi test nucleari ad alto rendimento il 22 giugno 2020", ha affermato DiNanno. L'ambasciata cinese a Washington DC non ha risposto alla richiesta di commento dell'Adnkronos, ma in una dichiarazione data all'agenzia Afp, il ministero degli Esteri cinese ha definito le affermazioni "assolutamente false". "La Cina si oppone fermamente al tentativo degli Stati Uniti di inventare scuse per la ripresa dei test nucleari", si legge nella dichiarazione. Secondo Lucrezia Goldin, sinologa e giornalista a Sky Tg24, queste accuse sono un modo per Washington di fare pressione sulla Cina, “affinché sigli un accordo di controllo sul nucleare, dopo che quello con la Russia è scaduto e non è stato rinnovato nel silenzio di Donald Trump”. “Ancora una volta l'approccio di Washington con Pechino è quello negoziale. Trump punzecchia i cinesi con delle accuse di test. Ma il vero obiettivo è portare la Cina sul tavolo delle negoziazioni e trovare un compromesso. Una contrattazione: si spara alto, si arriva a un punto d’incontro”. I rapporti tra Cina e Stati Uniti nell'amministrazione Trump, spiega Goldin, sono stati finora caratterizzati da una natura transazionale, sia sul piano commerciale che su quello diplomatico. La sinologa, inoltre, fa notare che quella americana sia una strategia che non è cominciata con Trump. Già nella coda dell'amministrazione Biden la scelta era stata quella di virare la politica sulla deterrenza nucleare verso la Cina. “Non più la Russia, non più la Corea del Nord. Una cosa che aveva stupito molto analisti, soprattutto perché ‘si lasciava andare’ Pyongyang, per così dire”, spiega Goldin. Secondo le stime più recenti, fino al 2019, l'arsenale di armi della Cina si aggirava intorno alle 200 unità. Ora, l’intelligence statunitense ritiene che la Cina sia sulla buona strada per raggiungere le 1.000 testate entro il 2030. Sebbene le principali potenze nucleari non abbiano fatto esplodere una bomba nucleare per decenni, ciò non significa che il lavoro sulle armi nucleari non sia continuato. Ad esempio, negli Stati Uniti, gli scienziati hanno avviato un programma per la manutenzione delle armi senza testarle, che include simulazioni al computer, esperimenti scientifici e test esplosivi sotterranei su componenti di armi nucleari. Queste esplosioni non innescano una reazione nucleare a catena – sono definiti test "subcritici" – e quindi non violano la moratoria internazionale sui test. Si ritiene che Cina e Russia abbiano programmi simili: la Russia è stata vista modernizzare i suoi impianti nucleari e, negli ultimi anni, la Cina ha ampliato il suo principale sito di test scavando nuovi tunnel. Gli Stati Uniti sospettano da tempo che Cina e Russia stiano conducendo esperimenti che innescano effettivamente una piccola reazione nucleare a catena, ma parte del problema è che "il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari non definisce cosa sia un'esplosione", afferma all'Adnkronos Jeffrey Lewis, esperto di controllo degli armamenti al Middlebury College. Secondo Lewis, Cina e Russia potrebbero interpretarlo nel senso che sono autorizzate piccole reazioni nucleari a catena, purché l’esplosione non diventi troppo grande. Goldin, da parte sua, precisa come sia vero che la Cina abbia accelerato sulla produzione di testate nucleari: “Ma è anche vero che rispetto a Russia e Stati Uniti ne ha molte, ma molte, di meno. E soprattutto le capacità militari moderne della Repubblica popolare cinese per il momento sono solo teoriche e non testate”, afferma la sinologa. Indipendentemente da quanto accaduto nel 2020, gli Stati Uniti sostengono anche che la Cina stia pianificando test con "resa stimata nell'ordine delle centinaia di tonnellate". Tali test, qualora dovessero realizzarsi, si collocherebbero in una zona grigia tra una piccola reazione nucleare a catena e una detonazione su vasta scala. Ankit Panda, esperto di armi nucleari presso il Carnegie Endowment for International Peace, ritiene che l'ipotesi più plausibile è che la Cina stia effettuando test su piccola scala per garantire che le sue armi non esplodano accidentalmente. Panda ha affermato che se un'arma fallisse un simile test di sicurezza, potrebbe "superare" la potenza prevista, provocando un'esplosione nell'ordine di poche centinaia di tonnellate. Un tale fallimento porterebbe presumibilmente a progetti di armi più sicuri. L'ipotesi meno plausibile è che la Cina stia tentando di testare progetti di nuove armi nucleari. Secondo gli esperti, i test potrebbero essere utilizzati per lo sviluppo di dispositivi come i missili ipersonici o per armi "piccole" con potenza nucleare nell'ordine delle decine di kilotoni. Il Pentagono, secondo un funzionario consultato da Adnkronos, teme che un arsenale cinese in espansione possa essere il preludio all'invasione di Taiwan o un tentativo di superare le difese missilistiche americane. "La Cina non ci ha spiegato perché si stanno verificando questi cambiamenti. E così negli Stati Uniti, l'immaginazione si è scatenata", ha affermato il funzionario. Gli analisti hanno esaminato i dati sismici disponibili al pubblico del 22 giugno 2020 – la presunta data a cui fanno riferimento gli americani – e non hanno trovato tracce di un test esplosivo vicino al sito cinese. Anche l'Organizzazione del Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari ha dichiarato di non aver visto prove sismiche di un test. Alla richiesta dei giornalisti di ulteriori informazioni sul presunto test cinese, il Dipartimento di Stato ha dichiarato che saranno presto pubblicate, ma senza spiegare quando. A detta dell’analista Jeffrey Lewis, una delle ragioni della mancanza di prove sismiche potrebbe essere che la Cina abbia nascosto il test tramite il "disaccoppiamento" (decoupling, in inglese ndr). Tale tecnica è stata menzionata anche dal Sottosegretario di Stato per il Controllo degli Armamenti e la Sicurezza Internazionale, Thomas DiNanno. Il "Disaccoppiamento" è un altro modo per dire che l'esplosione è stata condotta in una grande cavità vuota: quando l'onda d'urto della deflagrazione raggiunge le pareti della cavità, gran parte dell'energia non si trasferisce alla roccia e l'esplosione sembra molto più piccola di quanto non sia in realtà. Tuttavia, i sistemi di monitoraggio globale sono estremamente efficaci, quindi, anche con il disaccoppiamento, è estremamente improbabile che, nel 2020, si sia trattato di un test nucleare su vasta scala. L'espansione nucleare della Cina è una delle ragioni principali per cui gli Stati Uniti hanno permesso la scadenza del loro ultimo trattato sul controllo degli armamenti con la Russia, nel 2026, e stanno riconsiderando i test nucleari. Il presidente Trump ha dichiarato di voler effettuare test "su un piano di parità" con altri paesi, inclusa la Cina. Secondo Lucrezia Goldin, i media del governo cinese parlano di un pretesto americano per giustificare il loro di riarmo nucleare con relativi test. “Sui social cinesi – che anche se sono uno spazio controllato comunque sono un'ottima finestra sulla società cinese – diversi commenti ricordano che tra Pechino e Washington chi ha usato le armi nucleari in passato non è stata la Cina”, afferma la sinologa. Jeffrey Lewis, da parte sua, dice di essere molto preoccupato che tutte queste discussioni sui test possano iniziare a ingigantirsi, senza un vero punto di arresto, facendo tornare il mondo ai tempi della Guerra Fredda. Tuttavia, Goldin chiarisce come Pechino e il suo modo di fare sia sempre stato molto diverso rispetto a quello di tutte le altre superpotenze e continuerà a esserlo: “In questa partita di scacchi, la Cina gioca il nero e si prenderà tutto il tempo per osservare prima di una eventuale mossa”. (di Iacopo Luzi)
(Adnkronos) - C'è anche un po' di Austria a Cortina in occasione dei Giochi Olimpici, e non solo per gli atleti in gara. L'Austria c'è con i suoi paesaggi innevati, a poca distanza e facilmente raggiungibili dalla 'Perla delle Dolomiti', con l'atmosfera unica delle sue montagne e dello stile di vita alpino e con la passione con cui gli eventi di sport invernali vengono tradizionalmente seguiti. Ma, soprattutto, con la sua ospitalità all’insegna del 'Lebensgefühl', quell’inconfondibile attitudine alla vita tipicamente austriaca, che è diventata anche il claim nella comunicazione di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese. Austria Tourism è partner premium del Comitato Olimpico Austriaco alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, per accogliere atleti e ospiti internazionali proprio con il calore del 'Lebensgefühl'. Per Austria Tourism, infatti, i Giochi sono un’occasione per presentare a livello internazionale il proprio marchio, e l'Austria come una destinazione turistica alpina autentica, per ispirare gli appassionati di sport invernali di tutto il mondo e per sottolineare l’impegno per il futuro dello sci rivolto alle prossime generazioni. Fulcro della presenza di Austria Tourism ai Giochi Olimpici è l’Austria House, la 'Casa Austria' a Cortina d’Ampezzo: dopo un'indimenticabile estate olimpica a Parigi, l'Austria House come luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza torna all'insegna dei 'cinque cerchi' più suggestiva che mai. E ha aperto le sue porte a Cortina nella tradizionale Jägerhaus, di fonte a uno degli scenari invernali più spettacolari d'Europa. A inaugurare Austria House una serata-evento domenica sera, che ha visto la partecipazioni dei più alti rappresentanti istituzionali, a partire dal Cancelliere federale austriaco, Christian Stocker, il ministro degli Affari economici, Wolfgang Hattmannsdorfer, il segretario di Stato con delega al Turismo, Elisabeth Zehetner, l'ambasciatore d'Austria in Italia, Michael Rendi, e due campioni austriaci come la medaglia d'argento nello slittino Jonas Müller e la leggenda dello sci Franz Klammer. A fare gli onori di casa Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism. "Con questa serata - ha affermato nel suo discorso di benvenuto - celebriamo l'Austria non solo come nazione di sport invernali, ma anche come una destinazione turistica davvero di primo piano sia in inverno sia in estate. L'Austria è conosciuta internazionalmente come destinazione invernale, ma ha così tanto in più da offrire: una cucina pluripremiata con le stelle Michelin e altri importanti riconoscimenti, un'eredità culturale apprezzata in tutto il mondo e la nostra cosiddetta 'Lebensgefühl', quel modo di vivere austriaco espresso in questo termine che non si può tradurre, non si può spiegare, deve essere sperimentato. E questo è esattamente ciò che stiamo portando qui su questo palcoscenico internazionale insieme con i nostri partners". Per il presidente del Comitato Olimpico austriaco, Horst Nussbaumer, "Austria House è un posto in cui le Olimpiadi hanno un impatto che va oltre lo sport e che riguarda gli incontri, il dialogo, il rendere l'Austria visibile in tutta la sua diversità, attraverso risultati sportivi di eccellenza e i valori olimpici ad essi associati". Grandi protagonisti i colori rosso-bianco-rosso della bandiera austriaca per una serata aperta dal cosiddetto 'Heartbeat Moment' con un concerto in stile Coldplay, all'insegna dello scambio tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, del turismo e dello sport. L'Austria House, infatti, durante il periodo delle Olimpiadi, vuole essere un luogo d'incontro per atleti, rappresentanti dei media e ospiti internazionali, con l’obiettivo di celebrare la partecipazione e i successi sportivi e di offrire agli ospiti internazionali un assaggio dello stile di vita austriaco. Chi visiterà l'Austria House potrà vivere l'Austria con tutti i sensi. Ospitalità, cucina e convivialità saranno al centro dell'attenzione. Una vera attrazione è la grande installazione creata per l’occasione dall'artista tirolese Patricia Karg che accoglie visitatori e visitatrici sul piazzale antistante l'Austria House: a forma di un cuore pulsante e fluttuante per rendere 'visibili' le emozioni che si vivono in occasione dei Giochi Olimpici. All’interno, fra le proposte culinarie spiccano un cocktail appositamente creato per l'occasione dal nome 'Lebensgefühl' e la merenda 'Brettljause', che prende spunto dai taglieri tradizionali serviti nei rifugi alpini, in una versione innovativa. Il vero focus è sulle cosiddette 'hidden gems', quelle gemme nascoste dell'offerta turistica regionale austriaca che ne fanno una destinazione per tutto l'anno. E tra le vere 'gemme nascoste' non poteva mancare la cucina, vero elemento centrale della serata grazie alle preparazioni esclusive dello chef salisburghese Vitus Winkler, due stelle Michelin, quattro forchette Falstaff e 'Chef dell'anno 2026' per Gault Millau. "La cucina austriaca è forte della sua autenticità e della straordinaria diversità dei suoi territori. Fiumi, laghi, pascoli e foreste danno forma a ciò che cuciniamo. La qualità culinaria si raggiunge quando rispetti queste origini e lavori con le stagioni, tutto l'anno. I prodotti regionali, le erbe fresche e lo stretto legame con la natura sono sempre le basi, anche in inverno", ha spiegato lo chef. Un approccio sintetizzato nel suo piatto di mezzo ‘F(r)ischfeld - char, sauerkraut, oxymel and watercress': più che una portata, una narrazione delle origini, del territorio e dell'artigianalità. In ricordo dell'evento proprio una 'Hidden Gem Box' contenente non solo selezionati prodotti tipici ma anche un QR code che 'conduce' ad altre destinazioni ed esperienze meno conosciute. Un invito, insomma, a scoprire l'Austria non in una volta sola, ma piano piano, passo dopo passo.
(Adnkronos) - Saipem ha ideato e promosso la riqualificazione del sottopasso ciclo-pedonale della stazione di Milano Rogoredo, lato Santa Giulia, attraverso un intervento di arte pubblica partecipata dal titolo 'Trame di Futuro'. (VIDEO) Il sottopasso, uno degli accessi principali alla stazione ferroviaria e alla metropolitana, è stato completamente rinnovato con un intervento che combina arte, funzionalità e coinvolgimento della comunità. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio più accogliente e identitario, rafforzando il legame con il quartiere Rogoredo-Santa Giulia, un’area in cui Saipem ha il proprio headquarter. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il collettivo artistico Orticanoodles e l’Istituto Albe & Lica Steiner, con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. Il murale si sviluppa lungo due pareti principali del sottopasso per una lunghezza complessiva di circa 85 metri: una parete è stata realizzata in italiano e una in inglese per rendere l’opera accessibile e inclusiva per la comunità locale e internazionale. Le pareti raccontano lo stesso percorso visivo: un viaggio che parte dalle persone e dal loro ingegno creativo verso un futuro sostenibile, scandito dalle fermate di una metropolitana immaginaria. Gli studenti dell’Istituto Albe & Lica Steiner, guidati dalla sociologa Francesca Chialà e dal personale Saipem in workshop dedicati previsti nell’ambito del programma del ministero dell’Istruzione per la formazione scuola-lavoro, hanno contribuito alla definizione delle fermate dell'immaginaria linea metropolitana, offrendo un contributo che arricchisce il dialogo tra scuola, territorio e arte pubblica. La creatività, caratterizzata da toni caldi e dinamici, è stata realizzata dal collettivo artistico Orticanoodles. "Con questo progetto, che rientra nel piano annuale delle iniziative per le comunità locali 2025 di Saipem, vogliamo ribadire il nostro impegno a creare valore nei territori in cui operiamo, promuovendo iniziative che favoriscano inclusione sociale, sostenibilità e rigenerazione urbana -spiega Massimiliano Branchi, chief people, hseq and sustainability officer di Saipem-. La collaborazione con istituzioni, artisti, studenti e comunità locali è un modo concreto per rafforzare il legame con il quartiere Rogoredo-Santa Giulia e contribuire a renderlo più accogliente e riconoscibile, lasciando un segno tangibile e durevole". "L'intervento di arte pubblica 'Trame di Futuro' è un valido esempio di riqualificazione urbana, frutto di creatività e impegno condiviso -sottolinea Stefano Bianco, presidente del Municipio 4 di Milano-. Rappresenta la forza della comunità, dell'arte e della sostenibilità nel trasformare uno spazio comune. Il Municipio 4 ringrazia Saipem, Orticanoodles, l'istituto Albe & Lica Steiner e tutti i protagonisti di questo progetto per aver reso un luogo di transito quotidiano nel quartiere Rogoredo-Santa Giulia ancora più accogliente e rappresentativo". Il progetto ha previsto anche piccoli lavori di riqualificazione funzionale, come la pulizia delle pavimentazioni, la tinteggiatura del soffitto e l’installazione di corrimano e strisce antiscivolo, per migliorare la fruibilità dell’area. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte i vertici di Saipem, l'assessore alle Opere pubbliche, Cura del territorio e Protezione civile, Marco Granelli, il presidente del Municipio 4 di Milano, Stefano Bianco, l'assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile di Regione Lombardia, Franco Lucente, i rappresentanti del collettivo artistico Orticanoodles, gli studenti dell'istituto Albe & Lica Steiner e la sociologa Francesca Chialà.