(Adnkronos) - Il video del presunto killer di Dino Carta, il personal trainer 42enne ucciso lunedì sera a Foggia, mentre portava a spasso il cane, è stato trasmesso in esclusiva nell'edizione delle 20 del Tg1 diretto da Gian Marco Chiocci. L'uomo, incappuciato, è stato ripreso da una telecamera di video sicurezza e lo si vede in sella ad una bicicletta da passeggio. Il volto dell'uomo non è riconoscibile e lo si vede prima di sparire dall'inquadratura. Alle 21.58 del 13 aprile i colpi di pistola. C'è anche l'audio di un altro filmato di videosorveglianza, mandato in onda dalla trasmissione 'Ore 14'. Potrebbe essere la vittima, faccia a faccia con il killer. Anche qui si sentono distintamente gli spari. Questa telecamera registra anche una presunta voce femminile, sulla quale sono in corso verifiche. I carabinieri stanno acquisendo altre immagini di sicurezza dalle abitazioni per ricostruire gli spostamenti della persona in bici che avrebbe imboccato strade contromano.
(Adnkronos) - Il tessuto imprenditoriale italiano affronta una crisi strutturale: il 95% delle 4,6 milioni di imprese attive sono microimprese spesso prive di governance adeguata. La piccola dimensione organizzativa con meno di 10 dipendenti si traduce in difficoltà concrete. Per esempio nell'accesso al credito, sono praticati tassi medi del 4,16% per prestiti sotto il milione di euro contro il 3,29% per quelli superiori. Di questo nodo cruciale si è discusso al convegno «Il ruolo della Politica nel migliorare il dialogo Banca-Impresa», organizzato dall'Associazione Nazionale Finanzialisti (ANF) il 14 aprile presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. Un confronto tra mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale, moderato da Sergio Luciano, direttore di Economy e Investire, che ha messo al centro la governance aziendale come pilastro del sistema economico nazionale. Tra gli interventi, quello di Maria Francesca Aceti, ceo di Deltha Pharma srl, ha portato la voce dell'impresa con una testimonianza che intreccia esperienza diretta e visione strategica. Il suo intervento, 'La governance come infrastruttura di fiducia nel sistema economico e nel dialogo tra impresa e sistema bancario', ha posto una questione di fondo: il problema dell'accesso al credito per le pmi non è solo finanziario, ma organizzativo e culturale. "Nel 2011 sono entrata in un'azienda vicina al fallimento, con debiti pesanti e senza accesso al credito", racconta Aceti. "Non avevamo capitale, ma abbiamo costruito fiducia attraverso la governance, trasformando completamente il nostro rapporto con il sistema bancario». Il percorso di Deltha Pharma — da impresa non affidata a realtà con rating massimo presso gli istituti di credito — dimostra che la trasformazione è possibile anche partendo da situazioni critiche". La frammentazione del tessuto imprenditoriale italiano, con il 95% delle imprese classificate come microimprese, rappresenta non solo un limite dimensionale ma soprattutto organizzativo. "Il problema è che banche e piccole imprese parlano linguaggi diversi", osserva Aceti. "Le imprese parlano di prodotto e mercato, le banche di rischio e sostenibilità. La governance è il ponte tra questi due mondi", sottolinea. Una disconnessione comunicativa che si traduce in opportunità mancate per l'intero sistema economico. Il contesto macroeconomico amplifica queste criticità. Con previsioni Istat che indicano una crescita del PIL italiano del +0,6% per il 2025 e un fabbisogno occupazionale stimato tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori entro il 2029, la necessità di imprese strutturate diventa ancora più urgente. La trasmissione non uniforme della politica monetaria penalizza ulteriormente le realtà meno organizzate, creando un circolo vizioso dove la mancanza di struttura limita l'accesso al credito e quindi la possibilità di crescita. "La governance non è burocrazia, è infrastruttura di fiducia", sottolinea Aceti, evidenziando come strumenti quali il MOG 231, le certificazioni e il reporting ESG non siano meri adempimenti ma elementi di credibilità aziendale. Un tema, quello della compliance come leva competitiva, al centro anche degli altri interventi del convegno — dai requisiti di accesso al credito per PMI e startup alla certificazione del valore intangibile attraverso il rating algoritmico, fino al ruolo del sistema di controllo integrato per la gestione del rischio. La digitalizzazione e i nuovi obblighi normativi aggiungono ulteriore pressione. Dal 2026, anche le PMI quotate dovranno adeguarsi alla rendicontazione non finanziaria in formato digitale, mentre il Cyber Index evidenzia un persistente ritardo strutturale nella cybersecurity. Elementi che rendono ancora più critica l'implementazione di sistemi di governance adeguati. Le proposte emerse dal convegno puntano su programmi di formazione imprenditoriale mirati, modelli di governance semplificati per le pmi, un uso più strategico di bandi e incentivi per accompagnare il salto organizzativo, e sistemi di premialità per chi investe in struttura e trasparenza. «Non dobbiamo incentivare solo l'accesso al credito, dobbiamo incentivare la qualità delle imprese», afferma Aceti, delineando una visione dove la governance diventa leva di sviluppo economico. Il caso Deltha Pharma dimostra concretamente che la trasformazione è possibile. L'azienda, passata da una situazione di quasi fallimento a diventare una realtà internazionale riconosciuta tra quelle a maggiore crescita in Italia, rappresenta un modello replicabile per migliaia di PMI italiane che affrontano sfide simili. "Senza fiducia non c'è credito di qualità, e senza credito di qualità non c'è crescita duratura", conclude Aceti, sintetizzando una visione dove la governance non è più vista come costo o adempimento, ma come investimento strategico per la competitività. In un sistema dove la frammentazione imprenditoriale è strutturale, la capacità di costruire organizzazioni leggibili e affidabili diventa il vero differenziale competitivo.
(Adnkronos) - Sos mozziconi di sigaretta sulle spiagge italiane. A lanciarlo Legambiente con i nuovi dati dell’indagine Beach Litter diffusa oggi in vista della giornata nazionale del mare (11 aprile) e del weekend di mobilitazione del 10-12 aprile 'Spiagge e Fondali Puliti 2026'. In 12 anni di monitoraggi, dal 2014 al 2026, sono 50.053 i mozziconi di sigaretta raccolti e catalogati da Legambiente in 653 transetti: una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Dati che valgono ai mozziconi il secondo posto in classifica tra i materiali più trovati sui lidi, dopo i frammenti in plastica che si piazzano al primo posto (61.785 quelli raccolti). I mozziconi di sigaretta costituiscono, inoltre, l’87% dei 57.099 'rifiuti di fumo' (che includono anche accendini, pacchetti di sigarette o scatole per tabacco o sigarette in carta) trovati in questi anni nel corso dei monitoraggi. A questa fotografia scattata dall’indagine Beach Litter di Legambiente si aggiunge anche quella relativa agli scarti di ogni tipologia raccolti e monitorati in questi in 12 anni nei 653 transetti e che ammontano a 512.934 rifiuti di cui l’80% è plastica. Ovvero una media di 785 rifiuti ogni 100 metri lineari. Per questo Legambiente richiama tutti all’azione e ad un maggior senso di responsabilità collettiva con la 36esima edizione di 'Spiagge e Fondali Puliti', nelle giornate del 10, 11 e 12 aprile, che ha come partner principale Sammontana, supporter Traghettilines, e partner tecnico Erion Care. Obiettivo della campagna è quello di denunciare l'incuria e l'abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell'ecosistema marino. Saranno oltre 80 le iniziative in programma in 16 regioni della Penisola organizzate da circoli e regionali di Legambiente e che vedranno in azione volontari e cittadini di tutte le età impegnati a ripulire dai rifiuti abbandonati lidi, coste, fondali ma anche foci dei fiumi e torrenti. “Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - resta un’emergenza in Italia e nel resto del mondo da affrontare al più presto. Per contrastare il marine e il beach litter è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive per chi getta i mozziconi di sigaretta a terra, in spiaggia o a mare. È inoltre fondamentale garantire la piena applicazione della direttiva Europa Sup 2019/904 sulla plastica monouso che prevede anche il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (Epr) di tabacco, che obbliga i produttori a coprire i costi di gestione dei rifiuti, tra cui pulizia, trasporto e trattamento dei mozziconi abbandonati. Al ministero dell’Ambiente chiediamo di definire al più presto, tramite accordi di programma o altri strumenti attuativi, l’avvio dell’Epr come chiesto dalla direttiva e che ad oggi in Italia si basa solo su base volontaria”.