(Adnkronos) - L'Iran riapre lo Stretto di Hormuz, Donald Trump esulta ma mantiene il blocco navale mentre il prezzo del petrolio scende di oltre il 10% sotto i 90 dollari. Il presidente degli Stati Uniti annuncia che l'accordo con Teheran per porre fine alla guerra è a portata di mano. I negoziati dovrebbero svolgersi lunedì ancora a Islamabad, in Pakistan, già sede del primo round di colloqui. Il destino dell'uranio iraniano, però, diventa un caso: "Sarà nostro", dice Trump, mentre la Repubblica Islamica smentisce. Tra tanti dubbi, la giornata segna comunque una svolta potenzialmente decisiva nella soluzione del conflitto, per ora congelato dalla tregua che dura fino al 21 aprile. L'Iran, dopo il cessate il fuoco tra Libano e Israele, riapre lo Stretto al "passaggio per tutte le navi commerciali". La via fondamentale per il 20% del commercio mondiale del petrolio torna a funzionare e l'effetto è immediato: il prezzo del greggio scende a 88 dollari con un planetario sospiro di sollievo. La ripresa del traffico sarà graduale, ma il semaforo verde fa sorridere i mercati e dirada le nubi all'orizzonte: si allontana l'emergenza energetica e si aspetta il calo dei prezzi di benzina e diesel al distributore. La fumata bianca scatena Trump, che si trasforma in un fiume in piena tra post sui social e dichiarazioni a testate di mezzo mondo. "L'Iran ha riaperto lo Stretto e non lo chiuderà mai più", dice Trump che rivendica il risultato come un successo a stelle e strisce. "Questo accordo non è in alcun modo subordinato alla questione libanese, ma gli Stati Uniti collaboreranno separatamente con il Libano e affronteranno la situazione di Hezbollah in modo appropriato. Israele non bombarderà più il Libano", afferma ponendo limiti espliciti al premier israeliano Benjamin Netanyahu. C'è un dettaglio: gli Stati Uniti manterranno il blocco navale nello Stretto. "Il blocco navale rimarrà pienamente in vigore nei confronti dell'Iran fino a quando l'accordo non verrà firmato. Questo processo dovrebbe svilupparsi molto rapidamente, la maggior parte dei punti sono già stati negoziati", dice il presidente americano. I contatti tra le parti proseguono, con la mediazione del Pakistan, e il nuovo summit è imminente. Secondo il New York Times, le delegazioni si confronteranno sulla base di un memorandum di intesa di 3 pagine che delinea lo schema dell'accordo di pace da finalizzare nell'arco di 2 mesi. In attesa di un nuovo round di trattative, Teheran contrasta la narrazione trionfalistica di Trump: "Se il blocco statunitense continuerà, sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e lo Stretto di Hormuz resterà chiuso", dice una fonte all'agenzia Fars. E' una minaccia poco fondata, si tratta di un messaggio inviato da chi vuole uscire dalla contesa come soggetto vincitore: non è Trump a dettare le condizioni. Secondo lo stesso schema, l'Iran evidenzia che lo Stretto è riaperto, ma il traffico sarà comunque coordinato dai Pasdaran. Il nodo principale, in realtà, è rappresentato dall'uranio arricchito al 60% che l'Iran possiede. Il materiale, circa 400 chili, attraverso step relativamente semplici può raggiungere la soglia di arricchimento del 90%, necessaria per l'impiego in ambito militare. Trump ripete che gli Usa acquisiranno la "polvere nucleare" e lo faranno senza versare a Teheran la somma di 20 miliardi di dollari ipotizzata da Axios. "Andremo in Iran senza fretta, con grandi macchinari, e inizieremo a scavare. Riporteremo la polvere nucleare negli Stati Uniti. Verrà recuperata molto presto", sentenzia il presidente con sicurezza. La situazione, in realtà, non è ancora definita. L'emittente israeliana Kan Tv, sulla base delle informazioni fornite da fonti di Tel Aviv, ha delineare un quadro più complesso. A Teheran non ci sarebbe accordo tra le varie anime del regime. Il ministero degli Esteri iraniano nelle stesse ore alza la voce: le scorte non saranno trasferite "da nessuna parte. L'uranio arricchito dell'Iran non verrà trasferito da nessuna parte", ripete alla televisione di stato Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. "Desidero precisare che l'uranio arricchito iraniano non verrà in alcun modo trasferito da nessuna parte. Così come il suolo iraniano è importante e sacro per noi, allo stesso modo questa questione riveste per noi una grande importanza", precisa.
(Adnkronos) - In oltre 75 anni di storia, Smeg ha fondato un linguaggio distintivo per gli elettrodomestici rendendoli protagonisti dell’ambiente in cui sono inseriti ed elevandoli da mero apparecchio funzionale ad oggetto di design. Un’autentica expertise che ha saputo evolvere con stili e tendenze dell’interior sino a diventare signature del brand. E' in questo percorso che si inserisce Musa, la più recente collezione che arricchisce il catalogo Smeg con un’estetica raffinata e sofisticata, pensata per rispondere alle nuove esigenze dell’arredo contemporaneo. La cucina è un osservatorio privilegiato dell’evoluzione della casa: luogo di relazione, cura e trasformazione, in cui materiali, forme e luce contribuiscono a definire atmosfere e significati. Negli interni cresce l’attenzione verso volumi morbidi, stondature misurate, proporzioni equilibrate e un uso espressivo dell’illuminazione. (VIDEO) Da questa visione nasce Musa, una collezione sviluppata da Smeg in collaborazione con BorromeodeSilva, che unisce rigore progettuale ed equilibrio visivo, linee essenziali e dettagli sinuosi, un’estetica che cambia percezione con la distanza e con l’incidenza della luce, restituendo profondità e dinamismo agli elementi della cucina. “Musa rappresenta il frutto della nostra expertise nel design e nelle estetiche di prodotto. E' un’espressione dei valori che guidano Smeg da oltre 75 anni: ricerca della qualità, attenzione al dettaglio e capacità di coniugare innovazione e stile. Con questa collezione non presentiamo solo nuovi elettrodomestici, ma un linguaggio visivo coerente, capace di dialogare con gli spazi e con chi vive la casa, confermando l’identità e la visione estetica che contraddistinguono il marchio”, commenta Vittorio Bertazzoni, presidente di Smeg. Il linguaggio visivo di Musa nasce dall’incontro tra geometria e curvature, interpretate attraverso un’alternanza calibrata tra superfici lucide e opache che diventa elemento identitario per generare profondità, movimento e texture. Una palette monocromatica, intensa e grafica, conferisce ai prodotti un’aura sofisticata, valorizzata da giochi di riflessi che cambiano a seconda dell’ambiente. “Abbiamo fondato il progetto - spiega lo studio BorromeodeSilva - su linee essenziali che valorizzano gli elementi d’uso e su proporzioni attentamente studiate . La relazione tra luce e superfici in vetro è stata indagata per esaltarne le qualità attraverso un gioco tra pieni e vuoti. Il risultato è un’estetica rigorosa ma seducente, caratterizzata da un’espressività formale coerente con la cultura e l’identità di Smeg”. La collezione Musa si articola in diversi prodotti per offrire ampia libertà compositiva e rispondere alle esigenze di interior designer e utenti finali. I forni sono disponibili in due finiture – un nero opaco e un silver entrambi impreziositi dal contrasto con dettagli lucidi – due formati (60 e 45 cm) e molteplici varianti. Dal punto di vista tecnologico, la proposta si sviluppa lungo un percorso crescente di funzionalità: dai modelli essenziali, pensati per un utilizzo immediato e intuitivo, alle versioni dotate di display base e sistema pizza con pietra refrattaria dedicata, fino ai modelli più avanzati, che integrano funzioni evolute come la cottura a vapore o l’impiego delle microonde in combinazione con le modalità tradizionali. In perfetta continuità estetica con i forni, i piani a induzione Musa riprendono gli elementi distintivi della collezione e si caratterizzano per un design grafico ottenuto dal dialogo tra lucido e opaco. La gamma comprende modelli di display Digi Touch e tecnologia Bridge, disponibili in diverse configurazioni di potenza e numero di zone, e soluzioni più evolute con display Compact Slider Plus e tecnologia Multizone. In occasione di Eurocucina saranno presentate anche la cappa a muro, i cassetti a parete e la macchina del caffè da incasso. Questa articolazione permette alla collezione di inserirsi con versatilità in contesti diversi, adattandosi con naturalezza sia a composizioni coordinate sia all’utilizzo come elemento singolo. Musa amplia e arricchisce così il catalogo Smeg fatto di collezioni iconiche come Classica, disegnata dall’architetto Guido Canali e che da più di 40 anni contraddistingue la proposta dell’azienda. La nuova estetica è però perfettamente coordinabile con altri prodotti Smeg, confermando la capacità del marchio di offrire soluzioni complete e sinergiche tra loro.
(Adnkronos) - Si è svolta oggi presso l’Università Iulm di Milano la nuova edizione del “L’Oréal For The Future Day”, l’evento annuale di riferimento per L’Oréal Italia dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale. La giornata ha riunito collaboratori, media, Ong, istituzioni, clienti, fornitori, partner, studenti e innovatori per fare il punto sui traguardi raggiunti dal Gruppo e tracciare la roadmap verso l’obiettivo Net Zero entro il 2050. Il programma "L’Oréal For The Future", lanciato nel 2020, affronta le sfide planetarie attraverso quattro pilastri fondamentali: clima, natura, circolarità e comunità, con obiettivi basati su criteri scientifici (Science Based Targets) e risultati tangibili. Come azienda leader nel settore del beauty, L’Oréal ha misurato l'impatto della propria catena del valore sull'economia italiana: un fatturato generato di 3,9 miliardi di euro e 20.950 posti di lavoro . A questo si aggiunge un forte impegno sociale: 1,2 milioni di euro investiti annualmente in iniziative che, solo nel 2025, hanno supportato oltre 40.000 persone. "Come azienda leader nel settore della bellezza in Italia, sentiamo forte la responsabilità di guidare il cambiamento. Il programma 'L'Oréal for the Future' non è per noi un semplice impegno ambientale, ma il cuore della nostra strategia d'impresa - ha affermato Ninell Sobiecka, presidente e ad di L'Oréal Italia -. Da oltre 25 anni percorriamo questa strada, consapevoli che oggi più che mai serve il coraggio di osare con l’innovazione e con progetti ambiziosi e che dobbiamo prenderci cura del pianeta e delle nostre comunità. Agire uniti con tutta la nostra filiera è l'unico modo per costruire un futuro della bellezza che sia non solo eccellente, ma profondamente sostenibile". L'innovazione è il motore della trasformazione dei materiali e dei prodotti. L’Oréal Italia sta potenziando il mercato del refill e la standardizzazione dei materiali per massimizzare la circolarità, intervenendo anche sull’efficienza dei materiali promozionali (Posm) a punto vendita. "Il futuro della bellezza si ridisegna insieme ai nostri partner strategici - ha sottolineato Simone Targetti Ferri, Sustainability Director di L’Oréal Italia -. Lavoriamo fianco a fianco con i clienti per incrementare le quote dei prodotti ricaricabili e per educare il consumatore a nuove abitudini di consumo. Innovare significa anche efficientare i materiali a punto vendita e ridurre i resi, rendendo ogni attivazione promozionale un veicolo di consapevolezza ambientale, specialmente in vista di appuntamenti chiave come la Milano Beauty Week". L’evento ha visto la partecipazione del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che in un videomessaggio ha evidenziato: "La sfida della sostenibilità richiede un impegno corale tra istituzioni, imprese e cittadini. Il lavoro che il Ministero porta avanti ogni giorno per la tutela degli ecosistemi e la promozione dell’economia circolare ha bisogno di un sostegno convinto. In un contesto nel quale chi acquista è sempre più interessato a conoscere l’impegno sui temi ambientali e sociali delle aziende, iniziative come quella di L’Oréal vanno nella direzione giusta e ci ricordano che le nostre azioni possono fare la differenza". All'incontro sono intervenuti inoltre Elena Grandi, assessore all'Ambiente e al Verde del Comune di Milano, Alessandro Cantoni, presidente della VI Commissione Ambiente di Regione Lombardia, e la Rettrice della Iulm Valentina Garavaglia, confermando l'importanza del dialogo tra impresa, università e territorio. I traguardi di L’Oréal For The Future raggiunti nel 2025 sono stati diversi. Su lato energia, 100% di energia rinnovabile per tutti i siti gestiti e negozi diretti nel mondo. Il 56% dell'acqua utilizzata nelle fabbriche è riciclata o riutilizzata (lo stabilimento di Settimo Torinese è waterloop factory dal 2018); : Il 44% dei materiali proviene da fonti riciclate o bio-based; riduzione del 37% di plastica vergine rispetto al 2019. Infine, oltre 109.000 persone appartenenti a comunità svantaggiate hanno trovato impiego grazie ai programmi di Inclusive Sourcing. Gli obiettivi al 2030 puntano alla riduzione delle emissioni assolute Scope 1, 2 e 3 (rispettivamente del 57% e 28% rispetto al 2019), l'utilizzo al 100% di acqua riciclata nelle fabbriche e 90% di materiali bio-based approvvigionati in modo sostenibile, una riduzione del 50% dell'uso di plastica vergine per il packaging e avere 100% dei fornitori strategici che garantirà un salario dignitoso (Living Wage) ai propri dipendenti.