(Adnkronos) - "E' possibile mantenere un accesso alle cure equo e sostenibile per i cittadini anche in un contesto come quello attuale, caratterizzato da risorse limitate, sostenendo chi oggi contribuisce a generare risparmi e garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Un sistema che esiste dal 1978, a cui siamo profondamente legati e che vogliamo continuare a sostenere. Questo è possibile supportando imprese come le nostre, che mettono a disposizione farmaci di comprovata qualità, equivalenti e biosimilari. La sostenibilità del sistema si costruisce quindi investendo e sostenendo le aziende che generano risparmi". Lo ha detto Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, l'associazione nazionale che riunisce le industrie produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines, intervenuto da remoto al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', oggi a Roma. "Le azioni che possono essere messe in campo per garantire la sostenibilità del sistema sono diverse e vanno considerate non nel brevissimo termine, ma con una visione di medio-lungo periodo - ha aggiunto Zagaria - Da tempo portiamo avanti battaglie come l'eliminazione di meccanismi distorsivi quali il payback, che non vanno nella direzione corretta, e sosteniamo iniziative volte ad adottare modelli di gara più sostenibili rispetto a quelli attuali". "Si tratta di esempi concreti di misure che possono essere sviluppate nel dialogo tra istituzioni e imprese, per garantire che il Servizio sanitario nazionale resti sostenibile e che i costi di un normale aumento della spesa sanitaria non ricadano sui cittadini", ha concluso.
(Adnkronos) - Da spazio funzionale a leva progettuale e identitaria dell’abitare: il bagno si afferma come uno degli ambienti chiave della casa contemporanea, e contribuisce a trainare l’intero comparto arredamento. Un’evoluzione che si riflette anche nei numeri: nel 2025 il comparto arredobagno mostra l’andamento più dinamico all’interno del macrosistema arredamento e raggiunge un fatturato di 4,3 miliardi di euro, con un incremento del +2,1% sull’anno precedente (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo). Un risultato sostenuto sia dal mercato italiano (2,6 miliardi, +2%) trainato da residenziale e hospitality, sia dalle esportazioni (+2,2%) per oltre 1,7 miliardi di euro totali, con una quota che permane al 40% del fatturato totale, in ripresa grazie soprattutto alla domanda europea, con la Germania in crescita. In questo scenario, Assobagno di FederlegnoArredo si presenta al Salone del Mobile Milano 2026, in programma dal 21 al 26 aprile a Rho Fiera Milano. Al Salone Internazionale del Bagno sono attesi 163 brand da 14 Paesi, 28,22% dall’estero. Anche quest'anno l'associazione - che riunisce i principali produttori italiani di arredo per il bagno all’interno del sistema Confindustria - sarà presente con uno stand istituzionale nell’area reception dei padiglioni 6/10, pensato come spazio di accoglienza e confronto per gli associati e per tutti gli operatori che desiderano approfondire le dinamiche del settore, in una fase in cui la filiera dell’arredo bagno made in Italy è chiamata ad affrontare importanti sfide. “Assobagno svolge da sempre un ruolo chiave di raccordo tra le diverse categorie merceologiche della filiera dell’arredo bagno: un universo variegato che richiede competenze mirate, capacità di confronto e una visione d’insieme del mercato. Promuovere l’interazione tra queste realtà significa affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del contesto internazionale” commenta il presidente di Assobagno, Elia Vismara. “Il Salone Internazionale del Bagno, alla sua dodicesima edizione, si conferma un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del settore: non solo vetrina di nuove collezioni, ma anche luogo in cui emergono le principali tendenze, con tecnologie avanzate e soluzioni progettuali sempre più attente al risparmio di acqua ed energia, temi centrali nello scenario attuale”. Le esportazioni del sistema arredobagno nel 2025 superano gli 1,7 miliardi di euro. In uno scenario internazionale sempre più frammentato, l’Europa si conferma il principale mercato di riferimento, con dinamiche differenziate tra Paesi. A determinare il recupero rispetto all’anno precedente (+2,2%) sono in particolare le maggiori vendite verso la Germania, primo mercato (306 milioni, +16,9%). In calo invece le cessioni verso la Francia, secondo mercato (-9,5%). La Svizzera (+12,1%) sorpassa il Regno Unito (stabile) rappresentando così il terzo Paese di destinazione. Tra le prime dieci destinazioni, si segnala anche il trend positivo di Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Polonia: nonostante i dazi, le esportazioni del Sistema Arredobagno verso gli Stati Uniti chiudono il 2025 a +3,1% rispetto al 2024 mantenendo la quinta posizione tra i paesi di destinazione. Nuove opportunità potrebbero emergere in aree come il Sud America, a fronte di un contesto geopolitico e competitivo ancora complesso. Analizzando le tendenze dei consumatori, cresce la domanda di soluzioni su misura, capaci di combinare estetica, prestazioni e comfort. “Il valore percepito non è più solo nel prodotto, ma nell’esperienza complessiva che quello spazio è in grado di offrire” spiega Vismara. “Grazie a una gamma sempre più ampia di soluzioni, è possibile progettare ambienti realmente personalizzati, combinando prodotti, materiali e tecnologie: un’opportunità rilevante sia dal punto di vista progettuale che estetico. E questa evoluzione si riflette anche nel crescente ruolo del segmento contract, che sta acquisendo sempre più peso. Il bagno diventa così uno spazio strategico nei progetti alberghieri e residenziali di fascia alta, trasformandosi in ambiente aspirazionale”, rimarca. A sostenere la competitività del settore è un modello produttivo distintivo, fondato sull’integrazione di competenze altamente specializzate. “È questa capacità di mettere a sistema design, manifattura e innovazione tecnologica a rendere il modello italiano un punto di riferimento a livello internazionale”, conclude Vismara. “Un equilibrio che garantisce non solo estetica, ma anche qualità e standard elevati nel tempo”.
(Adnkronos) - Dopo l’avvio a Udine il 6 marzo scorso, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità, prosegue il suo percorso con la tappa territoriale di Bologna, in programma martedì 31 marzo 2026. Come tutte le tappe territoriali del Salone, sarà un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. La tappa bolognese, in programma il 31 marzo dalle 10 alle 12.30, in presenza presso il Das - Dispositivo Arti Sperimentali (Via del Porto 11/2), è organizzata in collaborazione con Impronta Etica e Scs Consulting ed è dedicata al tema 'Oltre i confini: costruire catene di valore per superare le sfide', in linea con il filo conduttore dell’edizione 2026 del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, dal titolo Andare oltre. Al centro dei lavori saranno le catene del valore, dimensioni complesse e sfaccettate che coinvolgono una molteplicità di soggetti e stakeholder legati da relazioni commerciali e strategiche. Le organizzazioni diventano così dei soggetti dinamici che interagiscono costantemente con il contesto in cui operano. Imprese, istituzioni e associazioni del Terzo Settore, insieme, possono dare vita a filiere virtuose, basate su rapporti di collaborazione e fiducia reciproca, in cui la condivisione di criticità ed esperienze diventi la base per un percorso di crescita responsabile e condivisa. “Creare filiere sostenibili è un obiettivo considerato strategico da molte imprese - commenta Rossella Sobrero del Gruppo promotore del Salone - perché aumenta l'interesse del mercato nei confronti di organizzazioni e prodotti con basso impatto ambientale e alto impatto sociale. Un cambiamento che porta a una maggior collaborazione tra le imprese di un territorio per creare sistemi di produzione sempre più efficienti e responsabili”. Il programma della tappa di Bologna si aprirà con i saluti istituzionali di Rossella Sobrero che inquadrerà il senso della tappa bolognese nel contesto più ampio dell’edizione 2026 del Salone, di Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica, e di Simona Ceccarelli, Head of Area Sostenibilità di Scs Consulting. Di seguito, Matteo Mura, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e direttore del Centro per la Sostenibilità e i Cambiamenti Climatici di Bologna Business School, offrirà una lettura strategica del ruolo delle catene di valore come leva per affrontare le sfide della sostenibilità contemporanea. Seguiranno due tavole rotonde di confronto multistakeholder. La prima, dedicata al punto di vista delle imprese, sarà introdotta da Alice Molta, coordinatrice di Impronta Etica, e vedrà gli interventi di Elisa Dellarosa, Head of Corporate Governance and Sustainability di Crédit Agricole Italia, Matteo Zompa, Director di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, e Myriam Finocchiaro, Communication, External Relations and Sustainability Manager di Granarolo, che porteranno esperienze concrete su sfide, buone pratiche e opportunità legate alla gestione sostenibile delle filiere. La seconda tavola rotonda, con un focus sulla dimensione territoriale, sarà introdotta e coordinata da Daniela Longo, Senior Manager Area Sostenibilità di Scs Consulting, e vedrà il contributo di Sergio Lo Giudice, capo di Gabinetto del sindaco del Comune di Bologna, Simone Fabbri, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Legacoop Bologna, e Giovanni Melli, presidente di Civibo - Cucine Popolari, per approfondire il ruolo delle connessioni di filiera come leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. A chiudere la mattinata, la presentazione del report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata', a cura di Giorgia Vernocchi, Project Manager di Impronta Etica, che illustrerà i principali risultati emersi dal laboratorio realizzato nel 2025 insieme a Scs Consulting con il coinvolgimento attivo delle imprese socie. Il laboratorio ha messo le imprese al centro di un percorso di lavoro condiviso, volto ad approfondire in modo concreto e operativo la gestione sostenibile delle filiere. Il report raccoglie i risultati di questo percorso, integrando contenuti teorici, strumenti metodologici ed evidenze emerse dai laboratori, e racconta un impegno comune per estendere la sostenibilità oltre il solo perimetro aziendale, nella consapevolezza che solo un’azione che coinvolga l’intera catena del valore può generare un impatto più ampio e duraturo. “Siamo immersi in tempi complessi, dove i rischi geopolitici connessi impongono nuovi equilibri e sfide sistemiche, la sostenibilità si afferma più che mai come una risposta solida e strategica alla costruzione di organizzazioni ed ecosistemi resilienti, responsabili e competitivi - commenta Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica - Raggiungere questi obiettivi osservando solo la propria individualità non è più possibile: serve costruire catene del valore e filiere fatte di collaborazioni lungimiranti e condivisione di risorse. Per questo motivo la tappa bolognese del Salone della Csr decide quest’anno di esplorare questo tema cruciale, raccontando anche il lavoro svolto da Impronta Etica nell’ultimo anno con le proprie imprese socie, racchiuso nel report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata'. Un percorso attivo che ha coinvolto aziende eterogenee, accomunate dalla volontà di guardare oltre le operazioni proprie ed ampliare l’impatto del proprio agire sostenibile”. Il lavoro realizzato da Impronta Etica, che quest’anno celebra i 25 anni di attività, ha permesso di far emergere numerosi aspetti cruciali per le organizzazioni di oggi: la necessità di superare una visione miope, guardando oltre le sole operazioni dirette e ampliando lo sguardo da monte a valle del processo produttivo, dall’approvvigionamento delle materie prime fino al fine vita del prodotto. Il report approfondisce inoltre il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla Csrd e alla Csddd, che introducono obblighi stringenti di rendicontazione e due diligence lungo l’intera catena del valore, ridefinendo il ruolo delle imprese nella prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. “Dall'osservatorio di Scs Consulting è ormai chiaro che, in un contesto economico e sociale sempre più interconnesso, la capacità di operare in rete e di valorizzare il dialogo lungo l’intera value chain rappresenta oggi un fattore competitivo e strategico imprescindibile per imprese e istituzioni - afferma Simona Ceccarelli, responsabile Area Sostenibilità presso Scs Consulting - La collaborazione tra attori diversi come aziende, enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e comunità locali consente di costruire filiere più resilienti, trasparenti e sostenibili, in grado di generare valore condiviso e di rispondere con efficacia alle nuove sfide ambientali e sociali. Promuovere un approccio fondato sul dialogo e sulla co-progettazione significa favorire innovazione, fiducia e responsabilità diffusa: elementi decisivi per accompagnare la transizione, rafforzare la competitività dei territori e creare impatti positivi duraturi nel tempo per le comunità”.