(Adnkronos) - "La presentazione di questo manifesto, nato dalla collaborazione tra Federbio e Agrofarma, ha degli obiettivi molto importanti. Investire per allargare i prodotti del biocontrollo. Si tratta di agrofarmaci basati su principi attivi di origine naturale, che sono fondamentali per l'agricoltura biologica. Ma non solo. Negli ultimi dieci anni, proprio secondo i dati dell'Osservatorio Agrofarma, gli agrofarmaci di sintesi chimica si sono ridotti del 18%, mentre l'utilizzo di agrofarmaci per il biocontrollo è aumentato di oltre il 130%. Questo significa che sono prodotti efficaci e che non vengono utilizzati solo nell'agricoltura biologica, che non può utilizzare altro tipo di fitofarmaci, ma sono utilizzati anche dal resto dell'agricoltura". Sono le parole di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, intervenendo oggi a Roma durante la presentazione del Manifesto per il Biocontrollo nato dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. "Ci sono delle emergenze - prosegue Mammuccini - la crisi climatica, nuovi patogeni che aggrediscono le colture, che hanno bisogno di prodotti diversificati e in questo senso avere più possibilità più alternative è fondamentale. Poi c'è un altro aspetto importante: con le crisi geopolitiche che si susseguono una dietro l'altra, i prodotti derivanti dalle fonti fossili diventano sempre più difficili da approvvigionare, aumentano e creano impatto negativo sull'agricoltura". "Il biocontrollo si basa su sostanze di origine naturali, più facilmente reperibili e quindi molto più resilienti. In grado di assicurare prodotti adatti all'agricoltura e di garantire sicurezza alimentare ai cittadini", conclude.
(Adnkronos) - Diana Bracco vince il premio alla carriera 'Leadership & Innovazione', riconoscimento istituito dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, in collaborazione con l'università degli studi di Pavia, nato per celebrare figure che hanno saputo coniugare visione imprenditoriale, impegno civile e promozione del talento femminile. "Il premio alla carriera 'Leadership e Innovazione 2026' va a Diana Bracco per essersi distinta nel campo dell’innovazione, nella valorizzazione del talento femminile, nella responsabilità sociale d'impresa e per il contributo al progresso economico", recita la motivazione del premio, conferito all’imprenditrice nell’ambito del Forum imprenditoria femminile 'Nuove frontiere della leadership: donne che cambiano il mondo'. L'evento rappresenta uno dei momenti di maggiore rilevanza istituzionale e simbolica dell'intera settimana dell’Innovazione celebrata a Pavia. La 'Pavia innovation week' è il festival multidisciplinare dedicato a ricerca, tecnologia, impresa e cultura, che ha scelto Pavia, città universitaria per eccellenza, come laboratorio del futuro. Alla sua prima edizione, il festival ha portato in città voci internazionali, premi Nobel e laboratori aperti al pubblico, confermando la vocazione di Pavia come crocevia tra sapere scientifico e innovazione applicata. Il legame di Diana Bracco con Pavia è antico e profondo: è all'università di Pavia che si è laureata in Chimica, una scelta suggerita dal padre Fulvio che si è rivelata, come lei stessa ha raccontato, determinante per l'intera carriera, ed è tra i corridoi dell'Ateneo che ha incontrato Roberto De Silva, che sarebbe diventato suo marito. "Tornare in questa città e in questo Ateneo -ha affermato Bracco- è per me sempre un’emozione speciale. Con Pavia ho un legame fortissimo: qui ho ricevuto la mia formazione universitaria, conseguendo presso questa storica università, come prima di me i miei genitori, la laurea in Chimica. Pavia mi ha poi onorato di una seconda laurea in Farmacia honoris causa e, nel 2012, del prestigioso Gran Pavese. Oggi -ha aggiunto- sono particolarmente felice di ricevere questo premio alla carriera 'Leadership & Innovazione', per il quale ringrazio il presidente Gian Domenico Auricchio, la presidente Gabriella Poli, le autorità accademiche e tutti gli organizzatori di questa bella giornata all’insegna dell’imprenditoria femminile. Pavia ha dimostrato ancora una volta di credere nel valore della conoscenza e della Ricerca come motori di sviluppo economico, culturale e sociale". Nel 2001 a Diana Bracco è stata conferita la laurea honoris causa in Farmacia, riconoscendo un legame che va oltre la formazione: è un filo che unisce le radici scientifiche della famiglia Bracco -anche il padre Fulvio si era iscritto alla facoltà di Chimica e Farmacia a Pavia- alla guida del Gruppo che Diana ha trasformato in un leader mondiale della diagnostica per immagini, con un fatturato di 2,2 miliardi di euro, quasi 4.000 collaboratori e più di 2.000 brevetti. Prima donna presidente di Assolombarda e di Federchimica, Cavaliere del lavoro, vicepresidente di Confindustria per Ricerca & Innovazione, presidente di Expo 2015, Diana Bracco è la dimostrazione vivente che una laurea scientifica femminile può costruire un percorso di leadership senza precedenti. Con la Fondazione Bracco, da lei istituita nel 2010, promuove cultura, arte e scienza con un'attenzione particolare all'empowerment femminile e al mondo giovanile. Durante il Forum anche un’occasione di confronto con le studentesse dei collegi di merito. Le loro domande a Diana Bracco hanno toccato i temi più cruciali per chi si trova all'inizio di un percorso scientifico e professionale. Carlotta Lucca, del Collegio nuovo, ha chiesto a Diana Bracco quali siano i contributi femminili decisivi per innovare e fare la differenza nel guidare aziende scientifiche italiane. Elisa Romano, studentessa di Chimica e Tecnologie farmaceutiche ha domandato quale sia stato il momento della carriera in cui Bracco abbia dovuto fare il più grande passo nel vuoto, quale sia stato per lei il momento di maggiore incertezza e come lo abbia affrontato. Diana Bracco ha ribadito con forza come siano la qualità della formazione e le competenze scientifiche a fare la differenza nei percorsi di innovazione, sottolineando il ruolo sempre più determinante delle donne nelle discipline Stem e nella crescita economica globale. Un messaggio chiaro rivolto alle giovani: superare pregiudizi e stereotipi è possibile, e necessario, anche grazie all’impegno concreto delle imprese nel promuovere inclusione e pari opportunità. Ripercorrendo le tappe della sua carriera, ha poi richiamato il valore del coraggio e della tenacia nelle scelte imprenditoriali, ricordando l’ingresso nel mercato statunitense come una sfida decisiva per lo sviluppo del Gruppo. La ricerca, ha evidenziato, non ha mai certezze assolute, ma bisogna crederci e continuare a investire con costanza e fiducia sulla base di studi e pianificazioni accurati: un processo che richiede visione e determinazione, elementi che, insieme a una leadership capace di coniugare innovazione e solide radici, rappresentano la chiave per affrontare il futuro.
(Adnkronos) - La Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (Fire) ha redatto un documento di proposte per l’uso dell’energia evidenziando come "il tema è drammaticamente al centro del dibattito, per la seconda volta in un lustro, e mostra nuovamente il peso delle mancate scelte (di una parte delle imprese, degli enti e dei cittadini) e di una governance poco attenta all’efficienza energetica e altalenante sulle fonti rinnovabili". Secondo Fire, "le soluzioni emergenziali adottate negli ultimi anni risultano poco efficaci e caratterizzate da un uso inefficiente delle risorse economiche"; poiché "le scelte vengono assunte con urgenza, la disponibilità dell’offerta di fronte alla domanda improvvisa mostra limiti di disponibilità e porta a costi più alti e, in una fase di crisi, ci si confronta con una contrazione delle risorse economiche e questo rende più difficile investire sull’uso dell’energia". Il documento individua tre obiettivi centrali: ridurre i consumi nel breve periodo con interventi immediatamente attuabili; rafforzare strutturalmente il sistema energetico migliorando l’efficienza negli usi finali; aumentare la resilienza e la competitività del Paese nel medio periodo. L’efficienza energetica viene indicata come "la leva più costo-efficace", in quanto consente di "ridurre la domanda e, conseguentemente, la necessità di investimenti in capacità di generazione, infrastrutture e approvvigionamenti". Alcune proposte di Fire contenute nel documento riguardano il rafforzamento della governance e la stabilità normativa: estendere l’obbligo di nomina dell’energy manager nel settore industriale a partire da 1.000 tep (dagli attuali 10.000 tep), allineandolo al settore civile e includendo i settori dell’agricoltura e della pesca; accelerare il recepimento delle direttive Eed ed Epbd, in ritardo rispetto alle scadenze europee (il rinvio si traduce in incertezza per le imprese e in costi crescenti di adeguamento; la direttiva Eed introduce, tra l’altro, l’obbligo dei sistemi di gestione dell’energia per le imprese oltre una certa soglia, uno strumento che, a regime, produce benefici strutturali in termini di competitività). E ancora: garantire continuità e prevedibilità agli schemi incentivanti esistenti, assicurando interventi tempestivi dei ministeri competenti in caso di problematiche e blocchi applicativi, come già accaduto con Transizione 5.0 e il Conto Termico; rilanciare il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica (Fnee), istituito nel 2017 e mai pienamente operativo, con una revisione che ne semplifichi l’accesso e valorizzi la componente di garanzia rotativa. Altre proposte riguardano: strumenti finanziari per la mobilitazione degli investimenti; misure di riduzione immediata dei consumi; evoluzione del sistema energetico e dei mercati; ottimizzazione delle risorse energetiche e controllo dei data center. "Senza politiche stabili e coordinate - avverte Fire - le crisi energetiche continueranno a ripetersi, con costi crescenti per il Paese".