INFORMAZIONIJacopo PompiliiPagoPA Assicurazioni, Banche e Finanza, Istituzioni e Pubblica Amministrazione Centrale Ruolo: UX Design Lead Area: Marketing Management Jacopo Pompilii |
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(Adnkronos) - Un cliente inserisce come metodo di pagamento l’Iban pubblico del partito di Roberto Vannacci e il sistema esegue l’addebito automatico: risultato, un prelievo da 1.218,78 euro sul conto del movimento politico per un servizio acquistato su una piattaforma online. A raccontare l’episodio è Luca Lotterio, fondatore della piattaforma di recruiting per la ristorazione Restworld, in un post pubblicato su LinkedIn. Tutto inizia con l’arrivo di una Pec sulla casella aziendale della società. Il mittente è un consulente del partito di Vannacci che chiede chiarimenti su un addebito comparso sul conto bancario del movimento. "Io, che non ho mai avuto contatti con nessun partito politico in vita mia, fissavo lo schermo cercando di capire se fosse uno scherzo", scrive Lotterio. Dopo alcune verifiche interne, la società ha ricostruito l’origine dell’operazione. Un cliente della piattaforma, al momento di inserire il metodo di pagamento per un servizio, ha indicato come Iban di addebito proprio quello del partito di Vannacci, pubblicamente disponibile online perché utilizzato per raccogliere donazioni. Secondo quanto raccontato dall’imprenditore, l’inserimento sarebbe stato fatto deliberatamente proprio per creare un dispetto al movimento politico. Il sistema di pagamento, gestito tramite Stripe, ha quindi eseguito normalmente l’addebito Sepa Direct Debit. Il risultato è stato che il partito si è trovato un prelievo da parte di Restworld sul proprio conto, circostanza che ha portato alla richiesta formale di chiarimenti via Pec. L’episodio, racconta Lotterio, ha generato commenti ironici negli uffici della startup, ma ha anche acceso una riflessione su un possibile problema strutturale dei pagamenti Sepa. Nel modello attuale del Sepa Direct Debit, infatti, l’addebito avviene semplicemente inserendo un Iban e autorizzando il pagamento, senza una verifica preventiva che il conto appartenga effettivamente alla persona che sta effettuando l’operazione. Il titolare del conto può contestare l’addebito e ottenere il rimborso entro i termini previsti, ma il prelievo viene comunque eseguito. "In un mondo dove si parla di open banking, Psd2 e strong customer authentication, il Sepa Direct Debit è rimasto fermo a una logica basata sulla fiducia", osserva Lotterio. Da qui la domanda sollevata nel post, rivolta soprattutto a chi lavora nel settore dei pagamenti digitali e degli abbonamenti online: quale soluzione adottare per evitare casi simili? Tra le ipotesi, quella di limitare i pagamenti ricorrenti alle carte, rinunciando almeno in parte agli addebiti diretti su conto corrente.
(Adnkronos) - Il decreto sui Fondi interprofessionali ridisegna la governance: nuovi standard, più controlli e apertura a risorse integrative: la riforma cambia equilibri e modelli operativi del sistema. La sfida diventa quindi costruire un sistema capace di garantire trasparenza e controllo senza ridurre la capacità dei Fondi di rispondere rapidamente ai fabbisogni reali di imprese e lavoratori. "Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del 'quasi mercato' e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente e quale impatto avranno su imprese ed enti di formazione", aggiunge. In un contesto segnato da transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e ridefinizione dei fabbisogni professionali, la formazione finanziata torna così al centro delle politiche industriali e del lavoro, configurandosi sempre più come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo. Per offrire una lettura tecnica ed economica degli effetti della riforma, il 25 marzo a Roma, presso l’Università degli Studi Link (via del Casale di San Pio V), si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, realizzato da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con lo Studio Galvan, tra i principali osservatori tecnici sulle politiche attive del lavoro e sul funzionamento dei Fondi interprofessionali. L’incontro riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi, imprese ed enti di formazione per analizzare i principali nodi aperti dalla nuova normativa: sostenibilità del comparto, evoluzione delle dinamiche di mercato, interoperabilità digitale, certificazione delle competenze, ruolo dell’intelligenza artificiale e integrazione tra risorse pubbliche e private. "La riforma rende evidente come la formazione continua non sia più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma un’infrastruttura economica strategica per lo sviluppo del Sistema Paese", sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia. "Il Symposium nasce proprio per favorire un confronto operativo tra istituzioni e operatori in una fase di ridefinizione del sistema delle competenze", aggiunge. L’evento, che si svolgerà a numero chiuso su invito, è fortemente voluto dagli attori di riferimento del settore e realizzato con la partecipazione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Università e della Ricerca, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Comune di Roma, Aran Agenzia, Unioncamere e sostenuto da Coursera, Optimum Assessmen e Dokimazo. Al dibattito e ai diversi tavoli tematici tecnici saranno presenti la maggior parte dei Fondi Interprofessionali. La lista completa dei Fondi, dei partecipanti e il programma al link Symposium Formazione 2026 di Ecosistema Formazione Italia Il Symposium rappresenta un momento di confronto promosso da Efi, Ecosistema Formazione Italia, con la volontà di diventare piattaforma permanente di dialogo tra attori pubblici e privati del sistema delle competenze e si colloca in modo sinergico e complementare rispetto all’Innovation training summit, di cui rappresenta il momento preparatorio e di approfondimento specifico quanto strategico, nel giorno precedente l’apertura ufficiale dell’edizione 2026. L’Innovation training summit, giunto alla sua terza edizione, si terrà a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica. E' l’evento di riferimento a livello nazionale e internazionale dedicato all’innovazione nella formazione, allo sviluppo delle competenze e al futuro del lavoro. Riunisce istituzioni, imprese e principali operatori del settore, enti di formazione, professionisti hr, startup Edtech e HRtech, rappresentanti della finanza e fondi di investimento. Con 250 relatori nazionali e internazionali e oltre 3.500 partecipanti, l’evento rappresenta il momento di sintesi del percorso avviato da Efi sul ruolo strategico della formazione per lo sviluppo del capitale umano e per accompagnare le trasformazioni economiche e produttive, rafforzando la competitività del Sistema Paese.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.