INFORMAZIONIRoma Capitale Pubblica Amministrazione Locale Ruolo: Educatrice Bambini/e - Accoglienza, Realizzazione Attività Educative e di Socializzazione, Comunicazione con le Famiglie Area: Altro Ivana Doria |
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(Adnkronos) - E' stato firmato ieri l’accordo tra l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Roma Foro Italico per l’attivazione congiunta del Master universitario di I livello dal titolo 'Il ruolo dei composti naturali bioattivi e dell'attività fisica adattata nelle patologie cronico-degenerative non trasmissibili'. La cerimonia si è svolta presso il rettorato dell’Università di Roma Foro Italico, alla presenza dei rettori Nathan Levialdi Ghiron (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) e Massimo Sacchetti (Università degli Studi di Roma Foro Italico). Il Master nasce dalla volontà condivisa dei due atenei di 'fare sistema', mettendo in sinergia competenze scientifiche, didattiche e cliniche per offrire un percorso di alta formazione interdisciplinare. L’obiettivo è formare professionisti altamente qualificati – tra cui chinesiologi, biologi nutrizionisti, medici, dietisti, farmacisti e altri specialisti del settore – in grado di intervenire con competenze avanzate nella prevenzione e nel trattamento integrato delle patologie cronico-degenerative non trasmissibili, attraverso l’integrazione tra attività fisica adattata e utilizzo consapevole dei composti naturali bioattivi. Il programma, della durata di un anno e articolato in 60 crediti formativi universitari, rappresenta un modello innovativo di collaborazione accademica che unisce l’esperienza medico-clinica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata con la consolidata competenza dell’Università degli Studi di Roma Foro Italico nell’ambito delle scienze motorie e dell’attività fisica adattata. "Per noi - ha dichiarato il rettore dell’Università degli Studi di Roma Foro Italico Massimo Sacchetti - è particolarmente importante essere arrivati alla firma di questo accordo perché è il frutto di attività di ricerca congiunte che proseguono da alcuni anni tra il gruppo della professoressa Annalisa Noce e quello del professore Attilio Parisi. Questo progetto formativo nasce dalla convergenza di competenze diverse e complementari che provengono dai nostri due atenei e che trovano in questo Master una sintesi concreta e innovativa. La promozione dello stile di vita attivo è uno dei punti chiave del mio mandato appena iniziato. Per i nostri laureati in ambito motorio questo percorso rappresenta un passo ulteriore verso una professionalizzazione all’avanguardia. Il nostro compito è formare figure capaci di trovare spazio e riconoscimento in un mondo del lavoro in continuo cambiamento: professionisti che agiscano in modo qualificato nel contrastare le malattie cronico-degenerativo non trasmissibili, sempre più frequenti, soprattutto in una popolazione che invecchia e che richiede competenze specifiche e aggiornate". "Questo Master - ha dichiarato il rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, professore Nathan Levialdi Ghiron - rappresenta un esempio concreto di collaborazione strategica tra istituzioni accademiche che condividono una visione comune sul ruolo della ricerca e della formazione nella tutela della salute pubblica. L’integrazione tra competenze cliniche, nutrizione e attività fisica adattata consente di formare professionisti altamente qualificati capaci di operare con un approccio realmente multidisciplinare, rispondendo alle nuove sfide poste dalla crescente incidenza delle patologie croniche ed esaltando l’aspetto della prevenzione e dell’attenzione alla qualità della vita delle persone nella formazione universitaria. La sinergia tra i gruppi di ricerca coinvolti dimostra come la collaborazione scientifica possa tradursi in percorsi didattici innovativi e di alto profilo, con un impatto concreto sulla qualità della prevenzione e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari". Attraverso un’offerta formativa che integra discipline quali medicina interna, endocrinologia, nefrologia, dieta mediterranea, nutraceutica, composti naturali bioattivi e attività fisica adattata, il Master intende rispondere alla crescente domanda di figure professionali capaci di operare in contesti sanitari complessi, contribuendo a sviluppare approcci multidisciplinari centrati sulla persona e sul suo benessere. Al master, di cui dopo l’estate sarà pubblicato il bando di accesso, si può accedere con una laurea triennale in Dietistica, Scienze dell'alimentazione e della nutrizione umana, scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate, scienze biologiche, scienze farmaceutiche, scienze delle attività motorie e sportive oppure con laurea magistrale come medicina e chirurgia o farmacia. La direttrice generale dell’Università degli Studi di Roma Foro Italico, dottoressa Lucia Colitti, ha inoltre sottolineato come "la firma di questo protocollo di intesa sia solo una delle tante iniziative che uniscono le nostre Università, a testimonianza di un percorso di collaborazione strutturato e in costante crescita". Con questo accordo, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Roma Foro Italico, che collaborano da diversi anni grazie al canale didattico del corso di laurea in Giurisprudenza nella sede del Foro Italico, confermano il proprio impegno nel costruire reti accademiche solide e innovative, valorizzando le rispettive eccellenze e offrendo nuove opportunità di crescita professionale ai laureati, contribuendo al progresso della cultura della prevenzione, della salute e dell’invecchiamento attivo nel Paese.
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.