(Adnkronos) - Dopo l'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, in un attacco congiunto di Israele e Stati Uniti, l'Iran ha annunciato l'avvio della procedura costituzionale per la successione, con la formazione di un Consiglio di leadership ad interim. L'Iran avrà una nuova Guida Suprema "entro uno o due giorni", ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Il Consiglio è composto dal presidente, dal capo del potere giudiziario e da un giurista del Consiglio dei Guardiani. Un ruolo centrale nella fase di transizione è attribuito anche al capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Ecco i profili dei protagonisti. Masoud Pezeshkian, 71 anni, è uno dei tre membri del Consiglio ad interim che guiderà il Paese fino all'elezione della nuova Guida Suprema da parte dell'Assemblea degli Esperti. Cardiochirurgo di formazione e politico riformista, è entrato in carica nel giugno 2024 dopo la morte del suo predecessore, Ebrahim Raisi, in un incidente in elicottero. Nato nel 1954 a Mahabad, nella provincia dell'Azerbaigian Occidentale, da padre iraniano di origine turca e madre curda, è considerato un tecnocrate dal profilo pragmatico. Ha guidato il governo in una fase segnata dalla guerra di 12 giorni con Israele e da proteste per il caro vita. Dopo la morte di Khamenei ha definito l’attacco una "dichiarazione di guerra contro i musulmani", affermando che la risposta dell'Iran sarà un "dovere e un diritto legittimo". Gholamhossein Mohseni Ejei, 68 anni, è un religioso sciita di lungo corso nell'apparato giudiziario e di sicurezza della Repubblica islamica. Nato nella provincia di Isfahan, è stato nominato capo del potere giudiziario nel 2021 proprio da Khamenei. Formatosi nella città santa di Qom, dove ha completato gli studi islamici, detiene il titolo religioso di hojatoleslam, un grado inferiore a quello di ayatollah. Nel 2010 è stato sanzionato dagli Stati Uniti per "gravi violazioni dei diritti umani" legate alla repressione delle proteste seguite alla contestata rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad nel 2009, quando ricopriva l'incarico di ministro dell'Intelligence. Alireza Arafi, 65 anni, è il religioso scelto per far parte del Consiglio di leadership ad interim. Dirige il centro che sovrintende ai seminari sciiti in Iran ed è secondo vice presidente dell'Assemblea degli Esperti, l'organo incaricato di nominare e vigilare sulla Guida Suprema. È inoltre membro del Consiglio dei Guardiani. Trasferitosi a Qom nel 1971 per studiare scienze islamiche, secondo il suo sito ufficiale fu incarcerato a 16 anni per opposizione allo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Considerato il meno noto dei tre membri del Consiglio, ha in genere mantenuto toni prudenti, ma dopo la morte di Khamenei ha affermato che "la nazione continuerà sul cammino della rivoluzione" e che sarà vendicato "il sangue del popolo, dei giovani e degli studenti". Ali Larijani, 68 anni, guida il Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale ed è ritenuto una figura chiave nella gestione della transizione. Nato nel 1957 a Najaf, in Iraq, da una famiglia religiosa influente e vicina al fondatore della Repubblica islamica, Ruhollah Khomeini, ha ricoperto ruoli di primo piano nelle forze armate, nei media di Stato e nel Parlamento.
(Adnkronos) - "Mentre in commissione Giustizia alla Camera emendamenti di carattere corporativo e lesivi della concorrenza vogliono cancellare, dalla legge delega di riforma della professione di commercialista, la giusta tutela delle attività svolte dai professionisti associativi ai sensi della Legge 4/2013, ed i vertici dei commercialisti interpretano sentenze di Cassazione e della Corte Costituzionale pro domo sua e non in modo oggettivo ed ovviamente ignorando la vera sentenza, questa si storica, della Corte Costituzionale n. 418/96 che ha ben definito il concetto di libertà di esercizio del lavoro autonomo professionale, i tributaristi dell’Istituto nazionale tributaristi (Int) hanno partecipato alla consultazione promossa dalla Commissione Ue sulla trasferibilità delle competenze per tutelare la concorrenza e il diritto al lavoro professionale". E' quanto si legge in una nota dell'Istituto nazionale tributaristi. "Si chiude infatti oggi, 27 febbraio 2026, la consultazione pubblica -continua la nota- sulla trasferibilità delle competenze al fine di agevolare la mobilità dei lavoratori nell'Ue, grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione, consultazione promossa dalla Commissione Europea nel dicembre scorso e segnalata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) definendola un’iniziativa strategica per rendere più trasparente il riconoscimento delle competenze anche nelle professioni non regolamentate, in ordini o collegi ai sensi della Legge 4/2013". L'Istituto nazionale tributaristi (Int) ha partecipato, prima rispondendo all'apposito questionario, poi con un intervento specifico sulle professioni ex lege 4/2013. L'Int è intervenuto con il suo presidente, Riccardo Alemanno, che ha così esposto: "In merito alla trasferibilità delle competenze e all’agevolazione della mobilità dei lavoratori nell'UE grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione evidenziamo, al di là di una necessaria omogeneità delle regole e dei modelli adottati nei vari Paesi Ue, che in ambito Ue esistono professioni regolamentate e professioni non regolamentate, anche nell’ambito di uno stesso settore, e che, come già indicato dalla Corte dei Conti europea, l'eccesso di regolamentazione costituisce un evidente ostacolo allo stabilimento di un professionista all'interno dei Paesi Ue". "Occorrono pertanto -ha continuato- nuovi strumenti per attestare le certificazioni e per individuare le competenze, ciò al fine di modernizzare i sistemi organizzativi e di riconoscimento esistenti nei Paesi UE, che spesso producono effetti negativi sulla possibilità di stabilimento. in Italia la legge 4/2013 (professioni non organizzate in ordini o collegi) ha introdotto l'utilizzo in ambito professionale di due tipologie di attestazioni delle competenze, si tratta dell'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati rilasciato dall'Associazione professionale di appartenenza e/o della certificazione ai sensi delle norme Uni (Ente italiano di normazione), a titolo esemplificativo la norma Uni 11511/2020 che definisce i requisiti relativi all'attività professionale del tributarista esercente attività professionale ai sensi della legge 4/2013", ha spiegato. "Tali certificazioni, rilasciate entrambe previa autorizzazione pubblica dei Ministeri competenti, devono essere adottate ai fini del riconoscimento delle competenze professionali all'interno dei Paesi Ue. Questa tipologia di certificazione, se adottata in modo uniforme dai Paesi Ue, garantire un più rapido ed efficace controllo, chiaro e trasparente, delle qualifiche e delle competenze che renderebbe più agevole lo stabilimento, nei vari Stati dell’Unione, dei professionisti", ha concluso.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.