(Adnkronos) - "Quando hai tutto il mondo contro è difficile rialzarsi". Raoul Bova commenta senza filtri i mesi più difficili della sua vita, segnati da una vera e propria bufera mediatica iniziata da alcuni audio privati sottratti, un tentativo di ricatto e chat che in poche ore sono diventate virali sui social travolgendo la sua sfera privata - come la fine della relazione con Rocio Munoz Morales - e anche la sua vita professionale. Ad aiutarlo a superare questo difficile momento sono stati "i figli, gli amici e la fede - aggiunge l'attore in occasione della conferenza stampa di 'Don Matteo 15' a Roma - che non mi hanno mai abbandonato. C'è poi un istinto di sopravvivenza che ti spinge a rialzarti, ma anche la voglia di trovare giustizia". "Non ho fatto la cosa giusta, però vado avanti, non posso non andare avanti. A meno che non decida di buttarmi dal quinto piano, ma a quel punto la darei vinta a chi cerca di affossarmi", dice l'attore romano. L'incontro è anche l'occasione per togliere ogni dubbio sul presunto licenziamento della Rai dopo lo scandalo: "In molti lo hanno scritto, ma non è vero. Per rispetto della serie e del pubblico ho subito detto che ero pronto a dare le mie dimissioni, se fosse stato ritenuto giusto, senza oppormi". Dall'azienda, dalla produzione e dal cast è arrivato un grande supporto: "Tutti mi hanno dato fiducia facendomi sentire parte di una famiglia, senza alcun giudizio". Parlando di Don Massimo, Bova spiega come ci sia tanto di lui nel personaggio che interpreta: "Il tema di questa serie è la vocazione, la ricerca di sé stessi e la ricerca di un posto nel mondo. Sono domande che io stesso mi pongo. C'è tanto di me in Don Massimo: il rapporto con Dio e la debolezza, a volte, nell'affrontare determinate situazioni", ma anche "il sostegno delle persone che ti sono attorno". Diretta da Alexis Sweet, Alessandro Tonda, Tobia Campana, Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, 'Don Matteo 15' – una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction – va in onda a partire da questa sera, 8 gennaio, e per 10 serate. La parola d’ordine della stagione è 'cuore' perché tutti i protagonisti, tra quelli noti al pubblico ed i nuovi, si trovano a fare i conti con i sentimenti. Accanto a Don Massimo, Natalina, Pippo e il Maresciallo Cecchini, l’intrecciarsi di storie segue la coppia formata dal Capitano dei Carabinieri, Diego Martini (Eugenio Mastrandrea) e Giulia Mezzanotte (Federica Sabatini), la sorella di Don Massimo. E se Diego sembra avere le idee chiare, sono molte le domande che angustiano Giulia, che ha appena perso la madre, non ha una vera direzione a livello professionale e non riesce ancora a capire quale sia il suo posto nel mondo. A mettere in crisi il Maresciallo Cecchini arriva Caterina Provvedi (Irene Giancontieri) nuova e agguerrita Marescialla il cui trasferimento - forse frutto di un disguido - la porta a contendersi il posto proprio con Cecchini. Anche per Don Massimo non mancano le sfide che hanno, soprattutto, il volto della misteriosa Maria (Fiamma Parente), adolescente incinta e senza memoria. Ad arricchire le trame - investigative e non - delle dieci serate le partecipazioni di Diletta Leotta, Max Tortora e Tosca D’Aquino, Valeria Fabrizi, Alessandro Borghese, Giulio Beranek e Carolina Benvenga.
(Adnkronos) - Un premio del valore di 950 euro in buoni benzina destinato a tutti i collaboratori. E’ questa la nuova iniziativa della Giacinto Callipo Conserve Alimentari Srl annunciata oggi a seguito dell’accordo siglato con il sindacato Fai-Cisl di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. L’azienda calabrese, con una storia di 113 anni nelle conserve ittiche di qualità, si conferma una realtà solida e sempre attenta alle tematiche sociali che riguardano il potere d’acquisto dei lavoratori, considerati da sempre la 'risorsa' più preziosa. Un nuovo tassello del sistema di welfare aziendale pensato per migliorare la qualità della vita di oltre 400 lavoratori: infatti, il bonus riconosciuto ai lavoratori dell’azienda di conserve ittiche è stato esteso a tutte le società del Gruppo. “Il contesto economico nazionale, caratterizzato negli ultimi anni da una marcata dinamica inflazionistica, ha determinato una significativa riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, con inevitabili ripercussioni su tutto il territorio. In considerazione di questo scenario abbiamo deciso, come facciamo ormai da molti anni, di riconoscere un premio quale misura concreta di sostegno e di attenzione nei confronti di tutti i nostri collaboratori. Voglio esprimere, inoltre, un apprezzamento alla Fai Cisl, presente oggi in sede, per la sottoscrizione del nuovo accordo, espressione di un dialogo costruttivo e continuativo che da anni contraddistingue le relazioni sindacali, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli”, dichiara Pippo Callipo, presidente del Cda del Gruppo Callipo. I buoni carburante sono la conferma di una visione d’impresa incentrata su un sistema di welfare aziendale moderno e attento, basato sull’ascolto e sull’azione. Un approccio condiviso anche dalle organizzazioni sindacali come traspare dalle parole di Daniele Gualtieri, segretario generale Cisl Magna Grecia: "L’accordo sottoscritto con il Gruppo Callipo conferma un modello di relazioni industriali solido e consolidato nel tempo, fondato sul dialogo e sulla partecipazione. È una scelta che riconosce concretamente l’impegno dei lavoratori e si inserisce in un percorso di attenzione al welfare aziendale che contribuisce a migliorare il benessere delle famiglie, rafforzando al tempo stesso la crescita e la competitività dell’impresa". Aggiunge Stefano Lucia, segretario generale Fai Cisl Magna Grecia: "Questa iniziativa è il frutto di un confronto sindacale positivo che da anni portiamo avanti con il Gruppo Callipo, orientato alla valorizzazione del capitale umano come elemento centrale per lo sviluppo aziendale". "Azioni come questa rappresentano un esempio positivo di attenzione al welfare aziendale che auspichiamo possa essere sempre più diffuso nel sistema produttivo regionale"; conclude Francesco Fortunato, segretario generale Fai Cisl Calabria. La politica di welfare sviluppata da Callipo ha contribuito a rendere l’azienda fondata nel 1913 un punto di riferimento per il territorio e un modello virtuoso di Impresa del Sud. Sono tanti i progetti sviluppati per favorire il benessere delle maestranze e delle loro famiglie, come ad esempio i premi di produttività, convenzioni e prestiti agevolati, numerosi benefit per l’assistenza sanitaria, bonus nido e asilo, sostegno alle attività sportive per i figli dei dipendenti.
(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.